| |
|
|
DALLI DALLI ALLA VIDEOCAMERA IN CONSIGLIO
di Massimo Ballali |
Cari amici,
qualche settimana fa il Presidente del Consiglio Comunale di Vittorio Veneto
ha negato ad un quotidiano on line locale l’autorizzazione alle riprese in sala consiliare.
Già di per sé un insulto alla libertà di informazione, questo caso ha anche qualche altro risvolto.
In una comunicazione scritta del Segretario comunale, lo stesso si fa scudo con un regolamento comunale confezionato in maniera piuttosto ambigua, che attribuisce al Presidente delle facoltà esageratamente discrezionali riguardo i filmati.
Più forti dei decreti del Presidente della Repubblica e delle sentenze del Garante della privacy, per non parlare della solita datata Costituzione, questi signori hanno allontanato il direttore della testata.
Il fatto è che non si trattava neppure di una videocamera, ma solo di una fotocamera.
La settimana scorsa abbiamo inviato noi una comunicazione che INFORMAVA della nostra successiva presenza.
Oggi 22 aprile 2009, giorno del Consiglio, ricevo nel pomeriggio una telefonata del Segretario Comunale.
Dice che quello che vale per gli organi di stampa vale anche per noi: niente autorizzazione.
Al chiedere una motivazione scritta ci viene inviato il fax che parla degli spazi troppo angusti.
Al replicare con le leggi nazionali, lui estrae il regolamento comunale: il Presidente ha detto no!
Lei legga tutte le leggi che vuole, io non vi autorizzo e voi non filmate!
VIDEO
Naturalmente eravamo in prima fila con videocamera alla mano.
Il nostro organizer, in maniera estremamente rispettosa delle istituzioni, ha deciso di sentire il Segretario prima dell’inizio della seduta.
Niente da fare. In barba alle leggi nazionali, sono state addotte giustificazioni via via sempre più banali, dalla impossibilità di autorizzare la cosa “suo malgrado”, alla scarsità dello spazio a disposizione, per concludere con la “correttezza” che gli impediva di poter dare un permesso a noi avendolo negato ad altri.
Per gentile concessione, eravamo autorizzati a riprendere “esclusivamente durante la fase cosiddetta prodromica” (dal vocabolario di Mazinga).
All’invito ad uscire è seguita l’intimazione a farlo, pena il sequestro della camera.
Dopo essere usciti hanno voluto identificarci. Fuori dal Consiglio ci è stato intimato di cancellare la registrazione. In alternativa il solito sequestro.
“Ma gnanca parlar!” (Trad: Non se ne parla neanche!) e ce ne siamo andati.
Non aggiungo commenti.
Alla prossima puntata.
Massimo Ballali
ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO
COMUNALE:
2) Interpellanza del cons. Adriana Costantini, Gruppo Sinistra Democratica, sul diritto di cronaca delle sedute del Consiglio Comunale agli organi di stampa.
INTERRPELLANZA
RICHIESTA
INVIATA VIA FAX
AL COMUNE DI VITTORIO VENETO
RISPOSTA RICEVUTA DAL COMUNE DI VITTORIO
VENETO
LA STAMPA LOCALE
OGGITREVISO
DALLI DALLI ALLA VIDEOCAMERA IN CONSIGLIO
I grillini costretti a lasciare il consiglio comunale perché muniti di un piccolo occhio elettronico
Vittorio Veneto - Se il Grande Fratello (trasmissione – suppongo – di elevata valenza culturale e didattica) venisse girato in un’aula consiliare avrebbe un’unica location: il bagno. Solo lì infatti pare sia ammesso l’occhio elettronico. Per lo meno questo è quanto è emerso ieri sera a Vittorio Veneto, dove i grillini ci hanno provato. Hanno provato non a “spiare” gli atti del consiglio comunale, ma a riprenderli – da comuni cittadini – per darne conto, attraverso YouTube o altri newmedia, ai cittadini che non possono (o vogliono) partecipare direttamente alle sedute pubbliche. L’esito del tentativo è stato però il loro coatto allontanamento dall’aula.
Ieri pomeriggio, alle 19, i Grillini vittoriesi sono infatti stati costretti ad abbandonare l’aula del consiglio comunale dopo essersi fatti identificare dal comandante della polizia locale. Perché il loro tentativo di video filmare la seduta (annunciato tramite lettera e attraverso un colloquio con il presidente del consiglio comunale) s’è risolto nell’oscuramento delle riprese. Perché videocamere e consiglio comunale – è stato ribadito anche ieri (il tema costituiva uno dei punti all’ordine del giorno dell’assemblea) - proprio non possono convivere.
Il motivo? Ennio Antiga, presidente del consiglio comunale vittoriese, ha sottolineato che sta nello spazio esiguo dal quale i giornalisti, solo loro, solo quelli già iscritti all’albo) potrebbero riprendere.
Che è successo nel dettaglio?
Atto primo. Alle 18.30, in concomitanza con l’apertura della seduta del consiglio comunale, un gruppo di grillini vittoriesi si presenta in aula con una piccola videocamera. Uno di loro, Gioi Tami, chiede un colloquio con il presidente del consiglio vittoriese Ennio Antiga. E gli ricorda che in data 17 aprile aveva inviato una lettera in cui annunciava la sua intenzione di riprendere la seduta del consiglio. Antiga risponde di non “poter fare eccezioni”. Tami ribatte: “Non vogliamo eccezioni. Vogliamo far valere i nostri diritti”. Risposta di Antiga: “Non posso far valere i vostri diritti qualora ledano quelli degli altri. Se continuate a fare riprese, a seduta iniziata, vi farò allontanare dall’aula. Perché è quello che avete scelto”.
Atto secondo. Il consiglio ha inizio. I grillino insistono. La piccola videocamera è palesemente accesa nel palmo della mano di uno di loro. Antiga invita la comandante della polizia locale a allontanare chi filma la seduta o a sequestrare la videocamera. La comandante tentenna: “Mi contestano una norma di legge che non conosco”. Antiga tuona: “Lei non deve interpretare la legge o fornire comunicazioni. Lei deve obbedire e io le impongo di allontanare chi ha la videocamera dall’aula.” “In base a quale norma?”, chiedono i grillini.
La domanda resta sospesa (e priva di risposta), nel semivuoto del parterre riservato al pubblico (sei o sette persone in tutto) che assiste al consiglio. Per non creare disagi (Antiga minaccia di sospendere i lavori o di far proseguire la seduta a porte chiuse), i grillini lasciano l’aula. Verranno poi identificati dalla comandante della polizia locale.
Atto terzo. Il consiglio affronta il primo punto all’ordine del giorno che – non è un caso – riguarda l’interpellanza della consigliera Adriana Costantini la quale chiede al presidente Antiga di sciogliere e di spiegare la contraddizione per la quale il regolamento del consiglio comunale prevede la possibilità di fotografare o registrare le sedute, ma di fatto questa concessione può essere fatta solo dal presidente. “Il presidente del consiglio comunale – puntualizza Costantini – rappresenta l’assemblea. Non può decidere in maniera discrezionale.” Antiga spiega che, pur essendo le sedute del consiglio vittoriese “improntate alla massima trasparenza e democraticità” lui non può consentire le riprese video a causa dello spazio angusto riservato a pubblico e giornalisti. In merito alla segnalazione sul veto fatta da
OggiTreviso qualche tempo fa e al fatto che anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto, Gianluca Amadori, aveva invitato la giunta a garantire il libero svolgimento dell’attività giornalistica, Antiga legge una risposta di Amadori in cui quest’ultimo auspica che il consiglio comunale di Vittorio Veneto si doti di uno spazio adeguato alle riprese.
La consigliera Costantini giudica la risposta di Antiga alla sua interpellanza “inattendibile e strumentale”, dichiarandosi insoddisfatta delle giustificazioni addotte.
A sipario chiuso, a videocamere oscurate, l’insoddisfazione la percepisce (anche) la scrivente. Una videocamera non occupa maggiore spazio di una macchina fotografica, non fa alcun rumore, non interferisce in alcun modo nella seduta. E’ un occhio elettronico che consente (eventualmente) di portare fuori dall’aula immagini e dialoghi che altrimenti possono venire solo riportati in sintesi, o sinteticamente verbalizzati. Tra l’altro, come si può facilmente scorgere dalle fotografie scattate ieri, lo spazio riservato al pubblico e ai giornalisti è, di norma, caratterizzato dalla presenza di diverse sedie vuote. Il pubblico che assiste alle sedute è esiguo. E oggi, con le moderne tecnologie, riprendere una seduta non richiede strumentazioni corpose, cavalletti, attrezzi che possono privare il pubblico del proprio spazio. Insomma le motivazioni di carattere logistico (altre norme non sono state citate nell’intervento di Antiga, se non quella – contraddittoria – del regolamento comunale) che vietano l’uso delle videocamere in corso d’assemblea appaiono davvero deboli. Davvero ingiustificate. Davvero limitative di un’attività giornalistica completa e adeguata a un media on line come OggiTreviso.
Emanuela Da Ros
TRIBUNA
DI TREVISO
I grillini in Consiglio, arrivano i vigili
Irruzione dei fedelissimi di Beppe Grillo nell’ultimo Consiglio di legislatura
VITTORIO VENETO. Tutt’altro che pacifico l’ultimo consiglio comunale della legislatura. E l’ultimo, dopo 10 anni, del sindaco Giancarlo Scottà. I «grillini» hanno fatto un’inattesa irruzione per filmare la seduta. Il presidente dell’assemblea, Ennio Antiga, ha dovuto far ricorso ai vigili per allontanarli. La tranquillità è ritornata con il ritiro da parte del sindaco dell’ordine del giorno sulla nuova convenzione per l’area Fenderl, ma si è rianimata sugli altri punti.
Fino a qualche ora prima della seduta del consiglio il sindaco Scottà si era ripromesso di chiedere scusa per le sue intemperanze e di augurare ai consiglieri un reciproco «arrivederci», almeno per tanti, nella stessa aula. I seguaci vittoriesi di Beppe Grillo, invece, gli hanno rovinato la festa e lui, il sindaco, le scuse non le ha chieste. I grillini volevano riprendere l’assemblea, «almeno per serbarne un ricordo». «No», ha detto e ripetuto il presidente del Consiglio, Ennio Antiga. La reazione non è stata di ripiegamento. Anzi. Soltanto l’intervento dei vigili, richiesto dallo stesso Antiga, ha pacificato gli animi. E dimenticando subito i buoni propositi, Scottà ha attaccato quanti gli avevano rimproverato l’uso strumentale del libro sull’orgoglio dei vittoriesi. L’ultima, ieri, Mirella Balliana, esponente della lista Sinistra Vittoriese: «La distribuzione del libro a firma di Scottà è in netta violazione alle norme sulla par condicio e sull’uso improprio delle funzioni istituzionali durante il periodo elettorale. La normativa del Corecom parla chiaro». Ma il sindaco, dopo la dura polemica, ha confermato che il volume sarà acquisibile attraverso un’offerta per i terremotati. Prima di entrare negli argomenti caldi (dal poligono di tiro in Val Lapisina al Victoria Sport passando per la Carnielli), il sindaco ha fatto un altro tentativo di pacificazione: niente rottura con le associazioni dell’area Fenderl in protesta contro la nuova convenzione. Che, appunto, è stata cassata e fino a fine d’anno non se ne parlerà. Battaglia, invece, sul completamento del Victoria Sport. Positivo il ritorno alle origini, con una cubatura limitata a 48 mila metri cubi. Ma, hanno protestato le opposizioni, è insufficiente la compensazione della Cerfim, l’impresa titolare del complesso, per il Comune: una pista per skateboard e un parcheggio. E, in ogni caso, la vocazione sportiva dell’impianto è più sulla carta che nella realtà («vedi il centro benessere con la piscina», annota Adriana Costantini). L’ultima mozione della legislatura è stata presentata da Fabio Garoffolo dell’Udc: per chiedere un’area da adibire alla costruzione della biblioteca comunale, oggi troppo periferica a Ceneda. «Con il liberarsi della attuale sede della biblioteca potremmo in miglior modo perseguire il fine ad uso termale della Villa Papadopoli e sue pertinenze, scelta di programmazione che penso nessuna forza politica abbia abbandonato».
Francesco Dal Mas
GAZZETTINO DI TREVISO
L’incursione per la registrazione dei lavori, vietata dal presidente dell’Assemblea Ennio Antiga. Identificate 5 persone
Filmano il Consiglio, grillini cacciati
Momenti di tensione a inizio seduta. La vigilessa costretta a fare verbale anche al fratello
I Grilli Vittoriesi cercano di filmare il consiglio comunale. Il presidente Ennio Antiga intima il loro allontanamento. E così il vigile Rosetta si trova costretta a far uscire e identificare...suo fratello: Gioi Tami, referente dei Grilli. Con lui vengono identificati, con relativo verbale, i vittoriesi Andrea Simon e Sergio Balliana, il coneglianese Massimo Ballali e il follinese Victor Cavaliere, che ha materialmente compiuto le riprese.
Tutto comincia venerdì 17. I Grilli scrivono ad Antiga, e annunciano: “Saremo presenti (in consiglio, ndr) con una piccola attrezzatura per la registrazione (…) con l'intento di rendere un servizio (gratuito) alla cittadinanza”. Arriva ieri mercoledì la risposta ufficiale di Antiga. “Considerato che lo spazio riservato al pubblico – si legge - nell'aula consiliare è angusto e di limitato accesso, si autorizzano le riprese solamente nelle fasi preliminari e prodromiche”, cioè prima che inizi il consiglio. Ribadisce comunque Antiga che è garantita invece la possibilità di fotografare e registrare. Il tutto da regolamento del consiglio comunale. Che però i grillini contestano con altre argomentazioni legali.
Alle 18.30, prima che inizi il consiglio, faccia a faccia Tami Antiga. Toni calmi ma decisi. “Le motivazioni che ci ha fornito non ci sembrano valide”, dice Tami ad Antiga. E mostra, tra l'altro, la videocamera portatile, che certo non provoca alcun problema negli “spazi angusti”.
I Grilli iniziano a riprendere per dieci minuti di consiglio comunale. Angela Zoppè, comandante dei vigli, cerca di dissuaderli, a bassa voce. “Vogliamo una motivazione”, ribattono più volte loro. E proseguono a riprendere.
Alle 19, Antiga dal microfono: “Chiedo al comandante di allontanare chi sta facendo riprese o sequestrare la telecamera”. Arriva Zoppè. Momenti di tensione. I Grilli insistono, anche ad alta voce, a chiedere motivazioni. “Per favore, signori, stiamo lavorando per Vittorio Veneto”, sbotta Antiga. “Anche noi”, ribatte Balleli. Ma allontanamento deve essere. I cinque escono pacificamente. “Sono io il responsabile di tutto” si autodenuncia Tami. E tocca anche a sua sorella, in servizio come vigile in consiglio assieme alla sua comandante, identificarlo, assieme agli altri 4, sul pianerottolo davanti all'aula consiliare. Con i vigili, colti di sorpresa dalla situazione e dai suoi risvolti legali, il clima è cordiale. Si fa verbale, sorridendo. I Grilli non fanno opposizione alcuna. Tranne che quando Zoppè torna alla carica: “ho ricevuto ordini di sequestrare la telecamera o di farvi cancellare il video”. A questo punto se ne vanno. E promettono che oggi giovedì pubblicheranno il filmato su http://beppegrillo.meetup.com/875/it/
Tommaso Bisagno
|
RIPRESE DEI CONSIGLI COMUNALI DI TREVISO
|
"I CITTADINI
PER I CITTADINI"
|
CONSIGLIO COMUNALE DEL 18 FEBBRAIO 2009
|
|
CONSIGLIO COMUNALE DEL 22 DICEMBRE 2008
|
|
CONSIGLIO COMUNALE DEL 26 NOVEMBRE 2008
|
|
CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 OTTOBRE 2008
|
|
CONSIGLIO COMUNALE DEL 24 SETTEMBRE 2008
|
|
CONSIGLIO COMUNALE DEL 10 SETTEMBRE 2008
|
|
CONSIGLIO COMUNALE DEL 30 LUGLIO 2008
|
|
CONSIGLIO COMUNALE DEL 23 GIUGNO 2008
|
|
|
|
|