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L A TERAPIA DI BELLA HA OTTENUTO UN RICONOSCIMENTO MONDIALE
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Scritto da di Pierluigi Ghiggini
"Il sistema censura i risultati". Il figlio Giuseppe replica all'assessore Lusenti A sette anni esatti dalla scomparsa del professor Luigi Di Bella la terapia anticancro messa a punto dal cattedratico modenese è stata “sdoganata” a livello internazionale. E si riapre il dibattito scientifico dopo l’ostracismo seguito alla sperimentazione del 1998.
Dodici anni fa la sperimentazione nazionale imposta a furor di popolo si concluse con un esito negativo sull’efficacia della terapia. Tuttavia procedure e risultati furono apertamente contestati anche perchè - si disse - molti malati sottoposti alla sperimentazione avevano ricevuto farmaci scaduti. La polemica non è mai cessata, e comunque il metodo Di Bella continua a essere richiesto da un numero crescente di malati, che fra l’altro devono pagare di tasca propria il cocktail di somatostatina, bromocriptina, melatonina, retinoidi e vitamine a base della terapia.
Attualmente più di cento medici in tutta Italia curano col Metodo Di Bella diverse migliaia di persone colpite da tumori: anche parecchi reggiani, che per ragioni comprensibili non lo fanno sapere in giro. Il solo dottor Giuseppe Di Bella - che continua la battaglia del padre Luigi - segue circa 1.200 pazienti. Un numero imprecisato di persone è in cura all’estero.
Breve parentesi: pochi sanno che la Fondazione Di Bella fu costituita a proprio a Reggio Emilia nel marzo 2002. Ha tuttora la sua sede legale a Novellara e uno degli amministratori è Werther Badodi , noto commercialista reggiano.
Torniamo alla terapia. La novità di questi giorni è che Giuseppe Di Bella è stato invitato al terzo Congresso mondiale di oncologia di Singapore, dove il 24 giugno ha presentato una comunicazione - accettata da un comitato scientifico internazionale comprendente anche l’endocrinologo Andrew Schally , premio Nobel nel 1977 - sui risultati del metodo Di Bella su un campione di 553 casi di 29 tipi diversi di tumori maligni.
La decisione di invitare Di Bella a Singapore nasce probabilmente dal fatto che nel giro di un anno sono apparsi tre studi che documentano la remissione di carcinomi e neuroblastomi non operati e neppure sottoposti a chemio e radio, ma curati e ”stabilmente risolti” con il solo impiego del cocktail Di Bella.
Le statistiche dei 553 casi sono già agli atti del congresso di Singapore. "Sono state documentate mediane di sopravvivenza con il Mdb (Metodo Di Bella, ndr.) superiori ai dati “ufficiali” riportati dalla letteratura medico-scientifica negli stessi tumori agli stessi stadi - afferma Giuseppe Di Bella - Nei 29 tipi di tumore dei 553 pazienti è stato documentato un generale miglioramento della qualità della vita e in numerose neoplasie altamente aggressive sono evidenziate sopravvivenze anche di anni e qualità di vita accettabile fino agli stadi più avanzati.
In alcuni pazienti sono documentate guarigioni definitive unicamente con il Mdb, cioè senza chirurgia, chemio, radioterapia o anticorpi monoclonali: si tratta di un dato inedito nella letteratura scientifica relativa ai tumori solidi, eradicati soltanto dalla chirurgia (per il 29%) e mai dalle sole terapie mediche. La documentazione riguarda in gran parte malati che per ottenere il Mdb hanno fatto causa alle Asl: la documentazione dei loro evidenti miglioramenti, o delle guarigioni, è stata certificata da tre consulenti tecnici nominati dai tribunali".
Potrà essere ignorato il riconoscimento del congresso di Singapore? E’ possibile pensare a una ripresa della sperimentazione pubblica?
Per il momento, in Emilia-Romagna la reazione è negativa. A margine di una dichiarazione del consigliere Pdl Fabio Filippi (che chiede al Servizio Sanitario di dare la possibilità ai medici la possibilità di valutare caso per caso la cura più idonea), il commento del nuovo assessore regionale alla Sanità, l’andrologo reggiano Carlo Lusenti - è stata netta e sarcastica: "Sono gli effetti nefasti della canicola. La sperimentazione realizzata alla fine degli anni Novanta stabilì che non vi è alcun riscontro scientifico che giustifichi la necessità di adottare questa terpia. E non mi risulta che da allora sia emersa qualche novità".
Queste affermazioni hanno provocato una risposta al vetriolo da parte di Giuseppe Di Bella: "Non conosco l’esimio personaggio, ma so che ogni giudizio, o affermazione, è degno di essere preso in considerazione se basato su documenti attendibili e verificabili - ha dichiarato al nostro settimanale - Nessuno, dico nessuno dei tremila oncologi presenti al congresso mondiale di Singapore ha potuto o saputo individuare un punto di critica del “razionale”, dei principi attivi e dei risultati del Mdb i cui componenti sono singolarmente dotati di effetto antitumorale potente e atossico, potenziato dall’effetto sinergico. Per verificarlo basta accedere alla banca dati scientifica mondiale www.pubmed.gov .
Se per esempio digitate Somatostatin or octrotide in cancer therapy si hanno oltre ventiseimila pubblicazioni a conferma dell’efficacia antitumorale della somatostatina e analoghi. Eppure per la propaganda politica dei vari detrattori del professor Di Bella, il Mdb non ha basi scientifiche. Lo stesso succede per ogni altri componente del metodo. Intanto oggi i circoli che in Italia gestiscono l’informazione e il potere economico stanno facendo ogni sforzo per censurare la notizia che la mia relazione è stata ufficialmente chiesta, verificata e accettata dal Comitato scientifico del 3° congresso mondiale di Oncologia a Singapore".
Però, dottor Di Bella, l’assessore Lusenti cita i risultati della sperimentazione del 1998... "Dica anche l’illustre personaggio - risponde - se mi sa indicare in quale parte del mondo si pretenda di ritenere valida una sperimentazione in cui sono stati erogati farmaci scaduti a 1048 ammalati in sperimentazione, o si siano somministrate sostanze tossiche e cancerogene come l’acetone, o si siano impiegati solo quattro dei sette componenti della terapia sperimentata, oltre a altro otto cause di invalidazione ampiamente documentate nel sito ufficiale www.metododibella.org .
La sperimentazione risulta totalmente delegittimata dal volume inchiesta di Vincenzo Brancatisano ”Un po’ di verità sulla terapia Di Bella”, dalla monografia scientifica ”Il Metodo Di Bella” e dagli articoli di una delle più prestigiose testate scientifiche internazionali, il British Medical Journal . E non si venga a raccontare che la sperimentazione è valida perchè i responsabili non sono stati condannati al processo - conclude il medico - La verità è che le cause invalidanti di cui ho parlato non furono negate ma, accogliendo le tesi della difesa, i responsabili non sono stati perseguiti in quanto, pressati dall’opinione pubblica, non hanno potuto procedere a una messa a punto adeguata della sperimentazione. Il dato delle numerose e gravissime cause invalidanti, per tanto, è incontestabile".
CREME SOLARI, NON È TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA
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Scritto da Salvina Elisa Cutuli
Arriva l'estate e con essa la voglia di mare e di sole
Arriva l'estate e con essa la voglia di mare e di sole. Si intensificano gli stratagemmi per arrivare alla prova bikini, tanto temuta dalle donne, e negli ultimi anni anche dagli uomini. E dato che la moda ci vuole belli, ma soprattutto abbronzati, comincia la corsa all'acquisto di creme solari, che tra l'altro continuano ad essere testate in modo balordo sugli animali. Di prodotti solari ce ne sono di ogni tipo: per il primo sole e contro le prime ustioni, e poi olii speciali dal profumo ributtante pronti ad essere spalmati – come se fosse olio da cucina – su “carni” pronte per essere cotte dal sole.
Ma quali sono gli effetti di queste creme? Sono davvero efficaci? E quali le controindicazioni?
In base a nuovi test effettuati dalla rivista tedesca Oekotes, buona parte dei prodotti convenzionali contengono filtri di protezione UV che penetrano all'interno dell'epidermide con la possibilità di essere assorbiti anche dagli altri organi, e di intossicarli, anche se lievemente.
Il rilascio di queste sostanze non interessa solo l'uomo, ma anche l'ambiente. Le sostanze contenute nelle creme, infatti, possono contaminare spiagge, fiumi e laghi. Soprattutto nei mari tropicali, tempestati in tutte le stagioni da turisti stranieri, il rischio maggiore – secondo il ricercatore italiano Roberto Danovaro – è la formazione di organismi virali latenti, scatenati dai filtri chimici delle creme, che causano lo sbiancamento dei coralli.
Il dottor Karl Fent della Fachhochschule Nordwestschweiz di Muttenz ha rintracciato la presenza di contaminazioni anche in pesci, granchi di fiume e cormorani delle acque della Svizzera. Al di là dei bagni estivi, infatti, anche attraverso gli scarichi domestici queste sostanze arrivano nelle acque.
Come già accennato, questi prodotti influiscono sulla salute dell'uomo.
Chi usa creme per proteggersi dal sole rischia di avere un eccesso di zinco nel sangue. Questo è quanto sostiene uno studio condotto in Australia nell'Università Macquary di Sydney. Inoltre, nanoparticelle di zinco penetrano attraverso i pori della pelle. Sebbene ancora non si conoscano e non vi siano prove dell'effetto di queste nanoparticelle sul sistema immunitario, una presenza eccessiva della sostanza porta ad una carenza di rame e quindi ad un malfunzionamento degli enzimi che stanno alla base dei più importanti meccanismi che regolano il corpo umano.
Le sostanze che provocherebbero disfunzioni a livello ormonale sono l'Ethylhexyl Methoxycinnamate e Benzofenone-3
Le sostanze che provocherebbero disfunzioni a livello ormonale sono l'Ethylhexyl Methoxycinnamate e il Benzofenone-3. I test sugli animali hanno mostrato fenomeni di questo tipo, così come prodotti contenenti octocylene in studi cellulari hanno mostrato di avere un effetto simile agli estrogeni femminili.
Bisogna fare attenzione anche alla paraffina e ad altri oli e grassi sintetici, come il silicone, che non sono compatibili al 100% con l'epidermide al pari degli olii vegetali. Tra i numerosi prodotti in commercio, infatti, test dimostrano che sono le creme biologiche ad essere meno invasive per l'ambiente e meno dannose per l'uomo.
Le complicazioni, comunque, non finiscono qua. Secondo lo studio del team guidato dalla dott.ssa Schlumpf, i filtri UV vengono assorbiti e rilasciati anche nel latte materno. Circa il 77% delle madri, dopo l'utilizzo di queste creme, ha mostrato contaminazioni di questo tipo. È utile poi ricordare che non è un alto fattore di protezione a fare da scudo alla pelle garantendo così una adeguata copertura. I casi di tumore della pelle sono in aumento; solo in Germania si ammalano ogni anno da 140.000 a 200.000 persone.
Tutti al mare, quindi, ma con le dovute attenzioni...
CAVIE UMANE
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Tratto dal libro: "Cavie umane nel Nuovo Millennio", ed. Medea
Più della metà dei farmaci approvati presentano gravi reazioni avverse non scoperte nelle fasi di sviluppo e ricerca precedenti alla commercializzazione (1).
I soli Stati Uniti registrano più di due milioni di casi di gravi reazioni avverse ogni anno con più di centomila casi di morte (2).
Questi dati non vengono quasi mai diffusi dai media che, di solito, si concentrano esclusivamente sugli scandali del singolo farmaco, che viene ritirato dal mercato, oppure sulla spregiudicatezza delle sperimentazioni nel terzo mondo.
Si tratta di dati che si prestano ad una doppia lettura: da una parte vi è chi sostiene l’abolizione di pratiche altamente insicure e con potenziali devastanti, dall'altra vi sono i sostenitori della ricerca farmacologica, per i quali i danni collaterali sono inevitabili sacrifici sull'altare della scienza.
Quel che conta, però, è che in entrambi i casi stiamo parlando, di farmaci che avevano passato tutti i test di sicurezza previsti dalle legislazioni nazionali e internazionali.
Più di centomila casi di morte nei soli Stati Uniti a causa di quei farmaci considerati abbastanza sicuri da essere commercializzati.
Ebbene: si consideri che nel mio lavoro vengo a contatto molto spesso con farmaci così devastanti da non ricevere neanche l’autorizzazione al commercio.
E scordatevi la sperimentazione animale come metodica di valutazione della sicurezza di un nuovo farmaco: non funziona e, in seguito, capirete il perché.
Le vere cavie sono uomini e donne talmente disperati da prestarsi alle sperimentazioni.
Questi uomini e donne si affidano a me, o a persone come me, per essere sottoposti a esperimento.
In alcuni casi si tratta di persone sane che, in cambio di soldi, assumono, le nuove molecole sviluppate in laboratorio affinché ne sia valutata l’efficacia o la pericolosità; in altri casi si tratta di persone già malate che si offrono gratuitamente per alimentare una speranza.
Dopo una prima fase di prove su animali, che non fornisce dati utili ma che è necessaria esclusivamente ad ottenere le autorizzazioni per procedere alle sperimentazioni successive, iniziano, per un obbligo di legge, le sperimentazioni umane.
Il vero scandalo non sono i morti da farmaci in commercio che, rispetto a qualche decennio fa, sono molto minori. Non sono i farmaci che vengono ritirati dal mercato perché più dannosi che benefici. Non sono i singoli casi di reazioni allergiche.
Il vero scandalo sono le sperimentazioni prima della messa in commercio.
Il vero scandalo sono le prove su uomini e donne di molecole nuove di cui non si sa praticamente nulla; sono le false speranze che si danno ai malati che si offrono come cavia; sono gli uomini tranquillizzati da inutili dati su animali.
E sono le leggi che permettono tutto questo. Le legislazioni che regolamentano la sperimentazione sull'uomo sono sostanzialmente simili per l’Unione Europea, da cui derivano poi le singole leggi nazionali, e per gli Stati Uniti. In Svizzera, patria di molte multinazionali del farmaco, la legge attuale sostanzialmente trascura la tutela delle cavie umane, tanto che è al vaglio un nuovo progetto di legge sulla ricerca sull’essere umano.
(…)
Le Investigator's Brochure
Al cambio attuale si parla di circa 700 euro = 1043 dollari = 1200 franchi svizzeri.
Tanto vale la vita di una cavia umana.
Un cane beagle (razza canina utilizzata nei laboratori) costa circa 300 euro.
Ormai ogni volta che mi arriva in mano una nuova Investigator's Brochure mi vengono i sudori freddi.
Le Investigator's Brochure sono tra le cose più segrete che possano esistere.
Sono dei dossier delle industrie del farmaco che raccolgono TUTTE le informazioni su una nuova molecola non ancora in commercio, le proprietà chimico-fisiche e farmaceutiche, gli studi eseguiti con i primi metodi di screening in vitro, i risultati delle sperimentazioni sugli animali, i risultati delle sperimentazioni sull'uomo, gli effetti collaterali, la validità presunta o verificata del trattamento terapeutico, ecc.
Allegato alla Investigator's Brochure c'è un contratto della stessa società che garantisce la copertura economica della sperimentazione sull'uomo.
In altre parole, la società che paga il tutto, nella Investigator's Brochure, è definita "Sponsor".
Ad esempio, un contratto tipico di una importante società che chiede di trovare e sperimentare su almeno 400-450 cavie già malate che si offrono gratis, offre in cambio circa 300 mila euro divisi tra versamenti subito, dopo l’arruolamento di un determinato numero di cavie e alla fine dello studio.
Quindi, in totale, più di 650 euro a cavia.
Le Investigator's Brochure variano nel tempo all’aumentare delle informazioni.
Ad esempio una Brochure Versione 1 di una nuova molecola in prova è una documentazione di vari risultati, ottenuti principalmente su animali, e con nessuna informazione per l’uorno. Quindi è la più pericolosa perché qui le cavie umane dovranno testare una molecola di cui praticamente non si sa nulla rispetto alle reazione dell'organismo umano. E’ il massimo rischio possibile.
(…)
La prima Brochure di cui vi svelo il contenuto è una Versione 1, cioè una di quelle che ci arrivano per testate per la prima volta su un uomo una molecola nuova.
Sono poche pagine in quanto non esistono risultati validi da considerate.
Le prove su animali indicano che esistono reazioni avverse leggere e/o moderatamente gravi sia nei ratti che nelle scimmie soprattutto nei polmoni e nel fegato.
Già a pagina 2 dell'introduzione viene però specificato il nostro compito: cercare la Maximum Tolerate Dose (MTD), la dose massima tollerata (3).
In parole comprensibili anche ai non addetti ai lavori, quello che dovremo fare è:
1) trovare e convincere cavie umane a testare su di sé sostanze di cui non si sa praticamente nulla;
2) iniziare a sperimentare su di loro, aumentando la dose finché non si trova quella che uccide o fa rischiare la vita.
Prima ancora di addentrarci in studi specifici, dobbiamo capire fino a quanto possiamo "spingere" con le dosi, fino a quanto possiamo infierire. E per farlo non c 'è altro, modo se non quello di aumentare le dosi fino ad arrivare al punto in cui si manifestano significativi o devastanti effetti collaterali utili per le nostre annotazioni statistiche.
Informazioni: nessuna.
Rischio: massimo.
Attenzione, il rischio non è massimo solo perché non esistono informazioni utili; il rischio è massimo perché, andando quasi alla cieca, dobbiamo continuamente aumentare le dosi dell’esperimento fino a trovare la massima dose tollerata.
Se un primo esperimento non dà grossi effetti né positivi né negativi, dobbiamo rifarlo aumentando le dosi e cercare di "trovare" il limite.
Note
1) Moore T.J., Psaty B.M. & Furberg C.D. Time to act on drug safety. JAMA, 279: 1571-1573, 1998.
2) Lazarou J, Pomeranz B.H., Corey PN. Incidence of adverse drug reactions in hospitalized patients. A meta-analysis ofprospective studies. JAMA, 279:1200-1205, 1998.
3) The anticipated first-in-patient study will be a ... parallel-arm escalation study designed to access safety and tolerability, and to determine wheter the maximum tolerated dose (MTD) of... is reached ...
LA CHIESA DEVE SCOMUNICARE SCAJOLA “BUON CRISTIANO” CHE SCAPPA
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di don Paolo Farinella
Il nipote del proprietario del «mezzanino» con vista sul Colosseo, Marco Scajola, vice sindaco di Imperia e autentico talent scout alle ultime regionale per meriti personali, ha l’impudenza di dichiarare che «lo zio è un uomo di chiesa, un cristiano vero. Conosce il valore del perdono» (la Repubblica 6 maggio 2010, p. 10). Di fronte a tanta sfrontatezza, occorre che la Chiesa dichiari la scomunica «latae sententiae» cioè immediata) per la famiglia Scajola, in linea ascendente, discendente e collaterale fino alla settima generazione.
Se lo zietto Claudio Scajola fosse stato cristiano non sarebbe mai stato democristiano come lo è stato lui. Se fosse stato un cristiano, non avrebbe fatto eleggere nipoti, fratelli e parenti occupando anche i buchi delle serrature liguri. Se fosse cristiano vero non sosterrebbe da 15 anni un malfattore, corrotto e corruttore, evasore, frequentatore di minorenni e prostitute a pagamento come il presidente del consiglio, di cui si onora di essere amico, sodale e difensore. Se fosse cristiano anche di passaggio non avrebbe offeso la memoria del morto Marco Biagi e non farebbe il ministro tronfio e spocchioso che non si accorge nemmeno di uno che gli paga 2/3 di casa senza che lui se ne accorga; e poi dicono che la Provvidenza non esiste. Scajola zio e nipote incorporato ne sono la prova vivente.
Il nipote Scajola, disinteressato servitore della Patria (?), non sa che i veri cristiani sono coloro che non fanno «cricca» con i corrotti che, a quanto pare, avevano un accesso privilegiato in Vaticano, dove preti lascivi e monsignori atei in combutta con affaristi corrotti, ma «gentiluomini di sua santità», hanno deturpato il volto della Chiesa, servendosene con lussuria. Con voi non abbiamo nulla da spartire. Volete essere cristiani veri? Restituite 4 volte quello che avete rubato e in più date la metà dei vostri beni ai poveri. Voi non siete cristiani, ma solo utilizzatori finali della Chiesa che trattate come una prostituta; la gerarchia cattolica che dovrebbe custodirne la verginità, purtroppo si associa al lupanare e, colpevole più di voi, vi usa lasciandosi usare. Malaffare mistico e degrado civile.
Della compagnia della «cricca» pare facesse parte il cerimoniere del papa, certo monsignor Francesco Camaldo che invece di cerimoniare con pizzi e merletti da piccolo uomo travestito da donna e a colori, di notte studiava il rituale e di giorno trafficava con i malfattori. Sono convinto che sia stato lui a proporre gli imputati come gentiluomini di sua santità. Cerimoniere è colui che leva e mette il berretto al papa, come se questi non potesse imberrettarsi da solo.
È proprio vero sono scomparse le mezze stagione e anche le mezze religioni, restano solo i veri cristiani alla Scajola, tutto evasione e chiesa, e corrotti che fanno affari, ridendo sui morti e rubando alla collettività. Coloro che lo hanno votato hanno votato uno che li derubava e li ha derubati per tutta la vita.
Ora anche la moglie di Bertolaso emette fatture per lo Sport Village: eh, già! La moglie addobbava il luogo dove il marito sarebbe andato a farsi risollevare dalle stanchezze delle protezione civile da ragazze brasiliane, bravissime per curare la cervicale. Così tutto resta in famiglia: la moglie addobba, il marito usa, lo Stato paga e l’Italia fa a fondo.
Sette ministri sono coinvolti in traffici loschi e furti di Stato e il capo del governo siede su una montagna di malaffare eppure detiene ancora un’alta percentuale di consensi. Si direbbe che gli Italiani siano diventato masochisti: più li deruba, più li distrugge, più li annienta e più lo osannano.
Sembra che dopo le elezioni regionali, abbia chiamato Bertone e gli abbia detto: «Ce l’abbiamo fatto a non fare eleggere Bonino». Immagino che l’altro abbia risposto concedendolgi l’indulgenza papale perpetua.
Italia che va, Vaticano che viene! Amen.
LUCIGNOLO DOCET
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di Sonia Toni
E' inutile girarci tanto intorno: siamo profondamente ignoranti e, peggio ancora, lo siamo volutamente. Nel medio evo la cultura esistente era monopolio del clero - basta leggere Il Nome della Rosa di Umberto Eco - e trovare qualcuno che sapesse leggere e scrivere, era una rarità e la nobiltà non faceva eccezione; basti pensare a Carlo Magno che ha imparato a leggere in tarda età e ad opera di un paziente monaco - suo biografo - che gli aveva fatto capire l'importanza, anche politico-strategica, dell'istruzione.
Secondo studi recenti, la popolazione italiana si distingue per non leggere mai l'etichetta dei prodotti che acquista. La maggior parte degli italiani, quando fa la spesa, butta nel carrello tutta una serie di prodotti che poi metterà in tavola, nel bagno o addosso senza sapere cosa c'è dentro.
L'etichetta è una conquista di lotte centenarie che persone coscienziose e attente alla salute della gente, hanno combattuto per far sì che tutti sapessero cosa mangiano, cosa indossano o con che cosa lavano se stessi, i loro familiari e gli abiti che indossano e qual è la provenienza delle merci.
Ma il signor chissenefrega - che molto spesso parla italiano - acquista solo guardando il prezzo (giustamente), il colore, il gusto; basta. Se il prodotto viene dal nostro Paese, è sottoposto a rigorosi controlli, non contiene additivi chimici, conservanti o coloranti inutili quanto dannosi, non viene sperimentato su animali, non contiene grassi pericolosi per la salute, ecc, oppure contiene tutte queste schifezze e magari viene dalla Cina che ha ormai invaso il mercato mondiale di prodotti a buon mercato perchè sfrutta anche la mano d'opera minorile e contengono ingredienti tossici, beh, è la stessa cosa no? Sapete perchè l'Italia è il quarto paese al mondo per estensione di terra dedicata a colture biologiche e al contempo, risulta fra gli ultimi, per quanto riguarda il consumo? Semplicemente perchè noi produciamo buon cibo e mangiamo schifezze.
La maggior parte degli italiani vive di immagine, di esteriorità. Guai a guardare sotto la superficie delle cose! Guai approfondire temi importanti quali l'ambiente, la salute, l'istruzione, l'energia, il lavoro. Tutto deve essere bello fuori. Chi governa sfrutta questa innata superficialità di chi ascolta e regala al popol bue delle scatole meravigliose che - quando va bene - sono vuote, quando va male (il più delle volte) contengono la fregatura.
Personalmente ritengo che l'informazione sia l'unica via di salvezza per uscire da questa "palude di Italiopoli", come la definisce Oliviero Beha, ma ci deve essere una condizione di base senza la quale, tutta l'informazione più corretta e aggiornata del mondo non serve a nulla: la volontà di voler sapere, poichè, come citato nelle prime righe di questo editoriale, oggi gli strumenti per essere informati ci sono. Certo, sappiamo che l'informazione può anche essere di parte ma questo, invece che un deterrente dovrebbe costituire un incentivo a consultare anche altri canali che sappiamo essere più obiettivi. Tutto questo comporta un "lavoro", una ricerca e ogni nuova informazione è una conquista perchè da ogni risposta nasce un'altra domanda e il viaggio della conoscenza continua. E' un impegno strettamente personale che, per l'appunto, nessuno può svolgere per noi e invece? Quant'è bello delegare! Quant'è comodo delegare! Deleghiamo al politico, al prete, allo psicologo, al maestro, al medico. Tutti professionisti molto utili e che ci possono aiutare a risolvere tanti problemi, ma l'aiuto principale dovrebbe essere l'insegnamento a pensare con la nostra testa, stimolarci a raggiungere quell'indipendenza mentale che rende veramente liberi di fare delle scelte giuste. Come possiamo scegliere se non conosciamo? E come possiamo informare chi non vuole sapere? Oggi l'ignoranza è una malattia volontaria e purtroppo anche molto contagiosa: più ignoranti ci sono in giro e più ci si sente "autorizzati" ad esserlo anche noi. E' il mito del paese dei balocchi che si ripete all'infinito, oggi più che mai.
NUVOLE DI CENERE SU SFONDO MONOCROMATICO
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di Marco Cedolin
I vapori cenerini del vulcano Eyjafjallajokull, partiti dall’Islanda, hanno ormai conquistato quasi tutta l’Europa, mettendo impietosamente in evidenza l’estrema vulnerabilità di una società tecnologicamente evoluta, qualora costretta a confrontarsi con gli elementi di una natura troppo spesso sottovalutata.
La nube eruttata dal vulcano islandese sta andando beffardamente a spasso per migliaia di km (stando alle parole degli esperti dovrebbe aver raggiunto in queste ore l’Italia centrale), senza curarsi di distanze e confini, paralizzando di fatto larga parte del traffico aereo europeo. La concentrazione delle ceneri in atmosfera che secondo l’OMS non dovrebbe determinare gravi rischi per la salute umana, mette invece a repentaglio il buon funzionamento dei reattori dei jet, rendendone pericoloso e sconsigliabile l’uso.
Si apre così lo spaccato su un’umanità ormai votata all’ipercinetismo ed educata alla movimentazione schizofrenica di merci e persone. Un’umanità abituata (anche grazie all’imperversare dei voli low cost) a “bruciare” migliaia di km per una riunione di affari, per un weekend esclusivo, per una rimpatriata in famiglia. Figlia di quella globalizzazione che trova nell’aereo il principale asse portante.
“Mi divido fra Londra e New York”, “Vivo in California ma quasi tutti i miei affetti sono a Roma e ci torno ogni volta che posso”, “Vado a Parigi almeno una volta la settimana, perché è lì la sede della multinazionale in cui lavoro”, “Ho passato buona parte dell’ultimo anno in aereo, ma durante i voli riesco a recuperare tempo lavorando al pc”, “Questo weekend andiamo a Praga, tanto con l’aereo s’impiega meno tempo che per una gita fuori porta”.
Sono solo alcune delle frasi facenti parte di un lemmario fino a qualche tempo fa appannaggio dei vip, ma recentemente divenuto di uso comune, ad indicare la sempre più stretta dipendenza dell’uomo nei confronti dell’aereo, in una società dove le distanze vengono compresse a dismisura, senza curarsi minimamente delle conseguenze e dei costi ambientali ed economici derivanti da questo atteggiamento.
Famiglie allargate sull’asse di migliaia di km, ognuna delle quali consuma ogni anno risorse che basterebbero a sostenere centinaia di famiglie del terzo mondo per tutta la durata della loro esistenza. Riunioni di organismi politici e multinazionali che inquinano come un complesso industriale. Pacchetti vacanza che possono fare concorrenza ad un petrolchimico.
Un’umanità che trovatasi in questi giorni di fronte al blocco forzato dei voli, manifesta tutto il proprio disorientamento. Specchiandosi negli aeroporti semideserti trasformati in bivacchi, nelle stazioni ferroviarie prese d’assalto alla ricerca di un improbabile succedaneo, nel tentativo frustrato di continuare a vivere ad “alta velocità” in mancanza dell’unico mezzo che può consentire di farlo. E fra le pieghe del disorientamento spicca naturalmente l’imbarazzo dei vip, politici, attori e miliardari a la page costretti a disertare appuntamenti improcrastinabili o peggio ancora ad affrontare per forza di cose lunghi e “faticosi”viaggi in corriera in grado di riportarli alla meschina condizione degli altri esseri umani, come accaduto al cancelliere tedesco Angela Merkel di ritorno dagli Stati Uniti via Lisbona.
Ma oltre a far riflettere sul rapporto di dipendenza ormai instauratosi fra l’uomo e l’aereo e su quanto siano vulnerabili rispetto agli eventi naturali i fragili equilibri di una società iper tecnologica, la progressione della nube scaturita dal vulcano Eyjafjallajokull non può mancare di mettere in evidenza il fatto che la terra rappresenta un sistema aperto, dove ogni evento, sia esso di origine naturale o indotto dall’attività umana, ha ripercussioni all’interno dell’intera biosfera, anche a decine di migliaia di chilometri dal punto dove si è generato.
Se anziché trovarci di fronte ad una nube di ceneri e vapore indotta da un’eruzione vulcanica che potenzialmente potrebbe influire sul clima nei prossimi anni e le cui conseguenze vengono giudicate catastrofiche dalle compagnie aeree che già reclamano gli aiuti statali e lamentano la perdita di centinaia di milioni di dollari a causa della sospensione dei voli, ci trovassimo a fare i conti con un disastro di origine antropica, la situazione risulterebbe assai peggiore.
La “nube” radioattiva ingenerata dallo scoppio di una
centrale nucleare o quella tossica determinata dall’esplosione di un complesso chimico, si comporterebbero infatti pressappoco allo stesso modo, con la differenza che si tratterebbe di miasmi letali per la popolazione ed il problema non sarebbe costituito dall’attesa negli aeroporti, bensì dalla sopravvivenza dei cittadini.
Troppo spesso la cieca fiducia
nella tecnologia e l’insana smania di dominio sulla natura, propagandate dall’orientamento del pensiero, finiscono per farci dimenticare la nostra condizione di piccoli uomini che in realtà non dominano alcunché, ma rischiano di farsi male seriamente, come bambini che giocano con i cocci di una bottiglia.
LETTERA DI PADRE ALEX: VITTORIA DEGLI IMMIGRATI!
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di Padre Alex Zanotelli
Oggi alle ore 13.00 sei dei nove rifugiati della nave da carico “ Vera D”, sono stati rilasciati dal CIE (Centro di identificazione ed espulsione) di Brindisi , su istanza del giudice, perché presunti minori. Abbiamo accolto questa notizia con un urlo di gioia : giustizia fatta per gli immigrati, una vittoria per gli attivisti napoletani che hanno difeso passo passo i nove immigrati.
Il nostro impegno è iniziato quando il 7 aprile la nave da carico “Vera D”, che batte bandiera liberiana, aveva attraccato al molo 51 nel porto di Napoli, dichiarando di avere a bordo nove immigrati clandestini(erano saliti segretamente ad Abidjan, in Costa D’Avorio).Per motivi di sicurezza , la “Vera D” è stata bloccata dalle autorità portuali fino al 12 aprile, quando gli attivisti anti-razzisti ne sono venuti a conoscenza. Da quel momento gli attivisti hanno iniziato a presidiare la nave perché non salpasse, dato che il Ministero degli interni vuole che gli immigrati vengano respinti. La lunga trattativa fra la compagnia della nave e gli attivisti si è conclusa nel cuore della notte di quel 12 aprile. Alcuni attivisti , accompagnati da un legale, sono saliti a bordo per incontrare i nove immigrati. Tutti hanno chiesto l’asilo politico e sei di loro si sono dichiarati minorenni. Subito dopo è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica e all’autorità portuale, dove si richiedeva il diritto di asilo, nonché la tutela dei sei minori. Così i nove clandestini (cinque nigeriani e quattro ghaneani) sono sbarcati alle ore 12.00 del 13 aprile. Una bella vittoria questa, in un’Italia che ha votato il “Pacchetto Sicurezza” di Maroni, un’Italia che sta’respingendo’ i ‘disperati ‘della storia. E’ straordinario che il Comune di Napoli abbia dato la disponibilità ad accoglierli.
I nove immigrati sono stati poi trasportati all’Ufficio dell’Immigrazione della Questura di Napoli. Abbiamo presidiato l’Ufficio per tutto il pomeriggio, proprio perché temevamo un colpo di mano. Le trattative tra gli attivisti, i sindacalisti e i rappresentanti del Comune di Napoli con la Questura di Napoli, hanno continuato senza sosta. I nove immigrati sono stati esaminati all’ospedale e trovati tutti maggiorenni:18 anni di età. Questa notizia ci aveva fatto infuriare perché ci sembrava ovvio che almeno tre erano minorenni. A posteriori, posso dire che la trattativa è stata una farsa ben recitata , perché la decisione era già stata presa dal ministro Maroni a Roma, e alla Questura toccava solo ubbidire. Alle ore 20.00 tentiamo l’ultimo incontro con il dirigente dell’Ufficio. Fu un momento durissimo. Ci disse che i nove dovevano essere trasportati al CIE di Brindisi. Insistemmo sul fatto che c’erano dei minorenni.” Se ci sono dei minorenni- replicò il dirigente- me ne dispiace.” A quel punto persi le staffe. “ Come può un pubblico ufficiale –urlai -dire se ci sono…. Ma in che paese viviamo?” “ Devo ubbidire”, mi rispose. Uscimmo con tanta rabbia in corpo. E ci disponemmo davanti al portone dell’Ufficio, da dove dovevano uscire i nove per essere trasportati a Brindisi. La Questura inviò un primo scaglione della Celere , guidato da una donna tutta sorrisi. Nel frattempo, altri attivisti arrivavano:eravamo circa un centinaio. Allora inviarono un secondo squadrone della Celere, armato di tutto punto. Ci confrontammo così , faccia a faccia, per mezz’ora. Poi l’ordine di caricarci. Tentammo di resistere, ma fummo travolti. Alcuni di noi riuscimmo a svincolarci e a ritornare davanti al portone. “Dovrete passare sul mio corpo-urlai- Voi non potete portare dei minorenni in un lager.”Uno spintone mi fece barcollare e cadere. “Vergognatevi!- dissi al Dirigente dell’Ufficio Immigrati. “Vai via, sobillatore!”- mi gridò, mentre le gazzelle della polizia sfrecciavano via portando gli immigrati.
Ero talmente scosso che mi misi a piangere. Quello che avevamo subito era poca cosa in confronto al grido di dolore dei nostri fratelli, anzi figli, africani.
La notizia , oggi,che la Questura di Brindisi ha riconosciuto che ben sei di loro erano minorenni e che sono stati liberati, ci conforta e ci fa sentire che non abbiamo lavorato invano .
I REATI NASCOSTI DEI PRETI ITALIANI:
OLTRE 130 HANNO ABUSATO DI MINORI
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di Vania Lucia Gaito - Da il Fatto Quotidiano
Tra arrestati, indagati e condannati sono circa 130 i casi di sacerdoti coinvolti in reati legati alla pedofilia e venuti alla ribalta delle cronache, soprattutto locali, negli ultimi due anni.
Da Bolzano a Trapani, nelle città così come nei piccoli borghi, le procure italiane si sono ritrovate spesso a dover intraprendere indagini in cui erano coinvolti ecclesiastici e in cui le vittime erano giovani, spesso giovanissime.
Un dato allarmante, se si tiene conto che è “solo la punta dell’iceberg”, come afferma l’avvocato Sergio Cavaliere, che ha documentato i 130 casi di pedofilia clericale. E ancor più allarmante se si pensa a quanto può essere stimato il “sommerso”, ovvero tutti i casi che non hanno avuto una ecomediatica ma soprattutto i casi che non sfociano in denuncia.
Molte vittime sono riluttanti ad uscire allo scoperto, spesso non parlano neppure ai familiari dell’abuso subito, oppure denunciano il sacerdote all’autorità ecclesiastica ma non alle procure .
“In nessuno dei casi il vescovo locale ha avvisato la polizia del sospetto abuso” sostiene l’avvocato Cavaliere. Tesi che si coniuga con quanto affermato dal procuratore aggiunto Di Milano, Pietro Forno, che ha condotto molti procedimenti a carico di sacerdoti accusati di abusi sessuali su minori, dieci dei quali conclusi con la condanna degli ecclesiastici: in tutti i casi trattati le denunce non sono mai partite da vescovi o altri sacerdoti ma sempre dalle famiglie delle vittime, dopo che si erano rivolte alle autorità ecclesiastiche senza risultato. “Scopriremo presumibilmente che il Vaticano ha lavorato in Italia ancor più alacremente con i vescovi per nascondere i casi, rispetto all’estero, semplicemente perché il contatto era più vicino e la chiesa è così potente in Italia”, ha affermato Roberto Mirabile, responsabile della Caramella
Buona, l’associazione antipedofilia che si è costituita parte civile nel processo contro don Ruggero Conti, ex parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Roma. Il sacerdote fu arrestato il 30 giugno2009 con l’accusa di abusi sessualia danno di minori e prostituzione minorile aggravata. Su istanza dei suoi legali gli furono concessi gli arresti domiciliari, ma fu nuovamente arrestato pochi giorni prima che partisse per Sidney con alcuni ragazzi della parrocchia per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù.
La dinamica degli abusi descritta dalle vittime, tutti maschi e al di sotto dei 14 anni, è quasi sempre la stessa: il ragazzo che frequentava i locali della parrocchia veniva attirato in altre stanze e qui costretto a soggiacere ai desideri del sacerdote. In cambio alcuni potevano avere piccole somme, dai 10 ai 30 euro, o anche altro, come capi d’abbigliamento.
Nel corso del processo, sono stati ripetutamente chiamati in causa Monsignor Carlo Galli di Legnano e il Vescovo Gino Reali di Roma, come prelati che sapevano da anni dei fatti senza prendere alcuna posizione concreta. Anche quando i sacerdoti sono stati arrestati in flagranza di reato, le Curie sono sempre rimaste fedeli alla difesa dei loro parroci.
Come nel caso di don Marco Cerullo, arrestato nelle campagne tra Villa Literno e Casal di Principe nel dicembre del 2007, mentre era in macchina con un bambino di 11 anni e lo costringeva a un rapporto orale. Informato dell’arresto del sacerdote, il vescovo di Aversa, Mario Milano, non volle pronunciarsi e la diocesi non prese alcun provvedimento nei confronti del prete fino alla sua condanna a sei anni e otto mesi sia in prima istanza che in appello. Solo in seguito è stata aperta un’indagine sui fatti contestati al giovane sacerdote anche da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede.
In alcuni casi non solo le diocesi non hanno preso provvedimenti di fronte alle accuse ai sacerdoti pedofili, ma hanno addirittura continuato a mantenere in servizio e a contatto con i bambini anche preti già condannati dai tribunali italiani per gli stessi reati. É il caso di don Roberto Mornati, sul quale già pesava una condanna per pedofilia inflittagli all' inizio degli anni ’90 dal Tribunale di Lecco, in seguito alla quale la Curia lo aveva trasferito a Gavirate, dove gli abusi sono ricominciati. E di don Claudio Ballerini, arrestato a Perugia perché si masturbava in piazza davanti a minori. Era stato già condannato ben due volte, ma nei suoi confronti non erano mai stati presi provvedimenti dalla Curia. Ma anche don Antonio Di Maggio, trasferito dalla Sicilia a Roma dopo una condanna per abusi sessuali ai danni di una ragazza disabile a lui affidata, fu lasciato a contatto con bambini e ragazzi, permettendogli di insegnare e di gestire l’oratorio. Naturalmente, ricominciò con gli abusi e fu nuovamente condannato a 4 anni e 2 mesi.
In alcuni casi, poi, nonostante le condanne, alcuni sacerdoti vengono addirittura promossi. É il caso di G.S., sacerdote del salernitano, condannato in via definitiva per atti di libidine violenta nei confronti di due bambine di 12 anni. Il prete insegnava in una scuola media di Pontecagnano Faiano e gli abusi avvenivano in classe, sotto gli occhi degli altri ragazzi, intimoriti dalla natura aggressiva del religioso.
Oggi don G.S. non insegna più, è consigliere dell’Istituto interdiocesano per il sostentamento del clero e membro del collegio presbiterale, nominato direttamente dall’arcivescovo. Molti anche i sacerdoti che hanno “patteggiato” e sui quali non è mai stata aperta una indagine da parte delle gerarchie ecclesiastiche. Spesso la condanna era di pochi mesi, con la sospensione della pena, e l’immediato ritorno nelle parrocchie, in mezzo ai bambini. In alcuni casi, specialmente quando l’accusa riguardava la detenzione e la divulgazione di materiale pedopornografico, la condanna è stata commutata in una pena pecuniaria. Ma anche don Renato Giaccardi, che ha patteggiato appena 4 mesi per i reati di induzione alla prostituzione, favoreggiamento e sfruttamento di almeno 40 ragazzini ha potuto usufruire di questa “commutazione della pena”. I quattro mesi di reclusione si sono così trasformati in una penale di 4000 euro e non si hanno notizie di eventuali provvedimenti a suo carico da parte delle gerarchie ecclesiastiche.
Sembra inoltre prendere sempre più corpo l’ipotesi di una rete tra sacerdoti con la passione per i minorenni. In più di un caso gli investigatori hanno accertato che il sacerdote che compiva abusi sessuali su minori condivideva questa sua deviazione con altri confratelli.
Un’intercettazione della Squadra mobile di Cuneo che stava indagando su don Renato Giaccardi, colse il sacerdote al telefono con un prelato romano, mentre si scambiavano commenti sulle qualità fisiche di un bambino. É questo quello che monsignor Sodano definisce “chiacchiericcio”?
SE LA COLPA É SEMPRE DEGLI ALTRI… VUOL DIRE CHE NON SI DIMETTERÀ NESSUNO DAL PD?????
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di Silvia C. - FONTE
Post elezioni – il PD inaspettatamente non riesce, nonostante i malumori dei cittadini e gli autogol della destra, ad andare a segno. In un Paese normale, sarò troppo ottimista io, mi sarei aspettata mea colpa e una bella serie di dimissioni della vecchia guardia perché é palese che non riescono a stare al passo con i tempi e che l’Italia é miglia e miglia lontana da loro. Ma ecco la “sorpresa”. E’ tutto chiaro. E’ tutto limpido. Mica hanno perso loro. No no.
Cominciamo con la Bresso intervistata dal quotidiano La Stampa “Bresso ha negato che sia stato un errore l’alleanza con l’Udc, che ha avuto un risultato nettamente inferiore alle aspettative.«Il dato – ha dichiarato – è la sconfitta dell’ipotesi di poter costruire un fronte politico di opposizione che punti sulla ragionevolezza e la moderazione, e su un progetto politico sensato che non spacchi il Paese. Gli elettori hanno premiato chi ha voglia di spaccare. E io mi sento inadeguata a un mondo così, dove conta solo chi la spara più grossa». «Chi ha votato per il candidato di Beppe Grillo sarà contento – sì è lasciata andare a dire a un certo punto la presidente uscente – di finire governato da qualcuno che gli assomiglia, anche se sta dall’altra parte». Cara Mercedes, hai semplicemente perso, nessuno ti ha rubato niente. La Lega in Piemonte é raddoppiata, il “popolo di sinistra” che cos’é? Esiste? Come fa ad esistere se la Sinistra stessa non esiste più e non si capisce cosa proponga? Sicuri che l’astensionismo sia solo di destra?
Di Pietro, molto più pacatamente risponde che un potenziale effetto di disturbo delle liste di Grillo sull’esito delle regionali, non è plausibile “si tratta di un partito di protesta che io rispetto e non criminalizzo. Grillo denuncia un malessere sociale ma noi andiamo oltre e ci proponiamo come alternativa di governo“. Ci risiamo. Protesta fine a se stessa? Ma se é l’unico ad avere lo stesso programma certificato e approvato sul Blog da ANNI?!??
Manca solo il commento di Bersani sul «Pd rovinato da Grillo» e abbiamo chiuso il cerchio.
Nessuno sente la NECESSITA’ di dare le dimissioni???
Ci rendiamo conto vero che se non si fossero fatte le primarie in Puglia non sarebbero riusciti ad avere la meglio nemmeno in quella regione? Solo noi capiamo che il presunto testa a testa nel Lazio senza gli ultimi scandali sulla lista del Pdl si sarebbe risolto in una vittoria schiacciante della Polverini? Che la Lega ha raggiunto la doppia cifra in Emilia? Che se non ci fosse stata la lista Grillo in Piemonte quel 4% di persone SEMPLICEMENTE non avrebbe votato? Che Bortolussi in Veneto (scelta quanto meno discutibile) ha SEMPLIFICATO la vittoria della Lega?
Da salvare della odierna sinistra rimangono solo alcuni sindaci, ce ne sono di veramente bravi e attenti al territorio, anche nell’ incomprensibile (ma solo per il Pd) Nord. Perché non ripartire da lì con programmi più attenti e meno gioco di potere? Perché vengono lasciati soli?
Se siamo arrivati al punto per cui non si é voluto candidare la Puppato in Veneto perché, secondo alcuni esponenti del Pd, “si occupa troppo dell’ambiente” allora la strada per la risalita sarà lunga e difficile… anche senza lo strapotere di Berlusconi, anche senza la new entri di Grillo. Semplicemente il Partito Democratico sarà destinato ad una lunga e lenta agonia. Amen.
SCONFIGGERE IL CANCRO? I RICERCATORI: "PREMIER, COMINCI DALL'AMBIENTE"
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di Claudia Bruno
Il Presidente del Consiglio Berlusconi, in piena campagna elettorale, ne ha sparata un'altra delle sue promettendo di sconfiggere il cancro entro fine mandato
In piena campagna elettorale il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ne ha sparata un'altra delle sue, e durante il discorso pubblico tenuto sabato scorso a Roma ha inserito in programma la sconfitta del cancro tra gli obiettivi da raggiungere entro fine mandato. "In questi tre anni vinceremo il cancro!" ha urlato il Presidente alla folla sotto il palco durante la manifestazione di Roma.
Una promessa bella e impossibile che ha causato il risentimento di tutti quei professionisti da anni impegnati nella battaglia contro una malattia radicata nell'immaginario sociale come il male oscuro dei nostri tempi. Un male incurabile - ma sicuramente prevenibile a livello ambientale - che forse proprio per il suo appeal "di massa" si presta a facili strumentalizzazioni. Fatto sta, che un paese civile non dovrebbe permettere che la politica speculi in questo modo sulle sofferenze e sulle paure dei cittadini, offendendo non solo l'esistenza di chi in prima persona si trova a fare i conti con la malattia e con le terapie attualmente sul mercato, ma anche l'intelligenza di tutti coloro che si ritrovano a vivere in un territorio dove le politiche ambientali sono tutt'altro che attente alla salute dei suoi abitanti.
Nonostante l'affermazione del premier sia uscita praticamente indenne dal sistema mediatico italiano, le risposte ci sono state, a partire dai luoghi in cui la ricerca si fa e non si promette. In particolare, da martedì, in prima pagina sul quotidiano ecologista "Terra" sono comparse le prime risposte al Presidente del Consiglio. Tra queste, ci sono state anche quella di Ernesto Burgio - Coordinatore del Comitato Scientifico di Isde Italia - e di Paolo Crosignani - Direttore Unità Complessa Registro Tumori ed Epidemiologia Ambientale, Fondazione IRCCS Istituto dei Tumori, Milano oltre che membro del Comitato Scientifico di Isde Italia. Qui di seguito ve ne proponiamo una che ci ha colpito particolarmente, a firma di Patrizia Gentilini, Oncoematologo Isde, un'altra "addetta ai lavori" nel settore della ricerca contro il cancro:
"Caro presidente Berlusconi, forse Lei, come tanti del resto, non ha ben chiaro il fatto che il cancro di cui indiscutibilmente si guarisce e che quindi nel 100% dei casi è sconfitto, è quello che NON è venuto! Questo è anche il cancro che ci risparmia il maggior peso di sofferenze personali, che anche Lei certamente ha provato essendone stato colpito, ma anche di costi per la collettività. Se Lei, o chiunque altro decisore politico, desse finalmente ascolto a ciò che medici e ricercatori indipendenti da decenni affermano, in primis Lorenzo Tomatis, e finalmente si adottassero serie misure di prevenzione primaria, ovvero riduzione della esposizione delle popolazioni ai cancerogeni presenti ormai stabilmente non solo nel nostro habitat ma nel nostro stesso corpo e trasmessi dalla madre al feto, moltissimi tumori sarebbero evitati e quindi Lei (o chi per Lei) potrebbe davvero dire di avere contribuito a sconfiggere il cancro.Ma come fare in concreto? Qualche consiglio potrà aiutarla:
1) Sono oltre 50 i siti gravemente inquinati nel nostro Paese ed in attesa di bonifiche che non arrivano mai. Perchè non investire i tanti soldi raccolti dalle varie campagne contro il cancro in questo?
2) Lei sa che oltre 1.200.000 cittadini italiani hanno bevuto nel 2008 acqua contaminata da arsenico oltre il limite di legge di 10 microgrammi/litro grazie a deroghe? L’arsenico è un cancerogeno certo per l’uomo e non è che alzando con deroghe i limiti di legge la sua cancerogenicità diminuisce.
3) Lei sa che i controlli per diossine che escono dagli inceneritori vengono - per legge - eseguiti in regime di autocontrollo 3 volte all’anno per complessive 24 ore su 8.000 ore di funzionamento?
4) Lei sa che contro un limite per le diossine che l’Oms raccomanda per gli adulti di 2pg/kg un bambino di Brescia, residente nel sito contaminato della Caffaro ne ha assunto 1200 pg/kg/die con il latte materno, a Taranto 400 pg e in Toscana, in prossimità di un inceneritore circa 80?
5) Perché non si impegna a togliere gli assurdi incentivi alla combustione dei rifiuti (prassi già stigmatizzata dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici), che droga pesantemente il mercato ed impedisce il decollo di una corretta filiera di trattamento?
6) Sa che i rifiuti possono essere gestiti innanzitutto riducendoli e poi differenziandoli per riciclarli e recuperare materia senza alcun bisogno di ricorrere a processi di combustione né a discariche, con creazione di posti di lavoro e benefici per la comunità tutta?
7) Sa che in Svezia, dove 30 anni fa sono stati vietati alcuni pesticidi, si registra una riduzione dell’incidenza dei linfomi?
8) E' a conoscenza del fatto che in Italia da 0 a 14 anni i linfomi crescono del 4.6% annuo vs una media europea dello 0.9% e che nel 2007 sono state distribuite sul suolo agricolo italiano 1534000 tonnellate di fitofarmaci?
9) Sa che il 57.3% dei 1123 campioni delle acque italiane è contaminato da pesticidi e che nel 36.6% dei casi si superano i limiti di legge?
10) è a conoscenza del fatto che i processi produttivi ed industriali possono essere riconvertiti in cicli chiusi in modo da ridurre drasticamente i quintali di cancerogeni che ogni anno riversiamo - a norma di legge - in aria ed acqua e di cui forse le sfugge l’entità?
Le riportiamo sotto una tabellina riassuntiva fatta con i dati ufficiali su alcuni degli inquinanti immessi “a norma di legge” in aria ed acqua in Italia nel 2005:
• Arsenico (As) e composti = 8.016,6 Kg
• Cadmio (Cd) e composti = 3.033,0 Kg
• Cromo (Cr) e composti = 140.026,6 Kg
• Nichel (Ni) e composti = 80.613,1 Kg
• Benzene, toluene, etilbenzene, xileni =715.567,4
• Mercurio (Hg) e composti = 3.887,1 Kg
• Piombo (Pb) e composti = 114.967,1
• Diossine (PCDD) + furani (PCDF) = 103,0 ga
La lista è lunga, credo infinita, ma ci fermiamo qui. L’articolo 32 della Costituzione - ancora in essere - riconosce la Salute come un diritto individuale ed un bene per la collettività. Dando ascolto alle nostre voci Lei, presidente Berlusconi, farebbe il più grande regalo, ben più della sua eredità, ai suoi figli e ai suoi nipoti".
PUBBLICITA’ MENZOGNERA E CONCORRENZA SLEALE: DANACOL
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di Nicoletta Forcheri
Danone è stata sanzionata dall’AGCM per la pubblicità di Danacol. Il problema è che i signori della moneta proprietari delle multinazionali, una multa la pagano volentieri pur di continuare a fare pubblicità menzognera se non con DANACOL, con il CALCIO per le ossa delle donne, ampiamente illustrato attualmente in TV.
Il problema è che i signori della moneta proprietari di DANONE, sono quelli che piazzano i loro uomini commissari alla Commissione europea perché votino regolamenti fatti su misura per loro e che con il divieto delle indicazioni terapeutiche, ad esempio, di tutte le erbe e di tutti i prodotti di erboristeria, sbaragliano in modo disonesto la concorrenza (le microimprese di erboristeria), visto che tali indicazioni terapeutiche essi stessi non solo le appongono sui loro yogurt, ma ne fanno pubblicità televisiva a suon di spot da 300000 euro l’uno.
Ma che sono 300000 euro a spot per i signori della moneta che la moneta la stampano lucrandoci sopra prestandola agli Stati?
Perché è proprio sbagliato il principio della sanzione PECUNIARIA, visto che i signori della moneta se la stampano per pagarla, oppure se la stampano per pagare i vari TAR DEL LAZIO perché annullino poi le sentenze dell’AGCM, come è successo per la multa di Suez/Acea nella finta gara pubblica per il controllo di Publiacqua SpA, gestore idrico di un ATO della Toscana.
Se non vogliamo cadere nella dittatura più spietata multinazionale e bancaria, dobbiamo rapidamente e con forza denunciare il monopolio privato della moneta, l’enorme conflitto di interessi che esso comporta, le conseguenti partecipazioni incrociate, le cooptazioni infami, il cumulo di cariche indecente e immorale, le scatole cinesi per raggirare le leggi nazionali, il conseguente diffuso aggiotaggio – ipocritamente vietato in tutti i sistemi giuridici – e il continuo costante abuso DI POSIZIONE DOMINANTE.
Invece di multe PECUNIARIE, occorrerebbero sanzioni esecutive che costringano a interrompere il servizio sanzionato (lo spot pubblicitario ad esempio) o ad annullare l’effetto giuridico come l’ottenimento illecito di un appalto.
EnnediEffe
L’ANTITRUST SANZIONA LE PUBBLICITÀ DI DANACOL E PRO-ACTIV
IL “CODICE ECOLOGICO” PERFETTO -
Fermiamo gli OGM con le armi dei Diritti Inviolabili -
Giuseppe Altieri, Agroecologo
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tratto da www.ariannaeditrice.it
IL PRESTITO DEI NOSTRI FIGLI, LA NATURA CHE VOGLIAMO SALVARE DAGLI OGM
In riferimento alle recenti cronache di attualità in materia di OGM, giova ricordare innanzitutto che l'Unione Europea non ha mai autorizzato nessun OGM per mezzo del voto a maggioranza qualificata del Consiglio dei Ministri UE, ovvero l'organo preposto alle decisioni in materia, il quale non si è mai esposto direttamente, conscio dei pericoli, da tempo accertati, di danni alla salute e alla biodiversità, dovuti agli organismi transgenici (OGM).
Dobbiamo solo scoprire "come ci faranno male" e non "se" ci faranno male gli OGM. E non certo sottoponendoci a modo di "cavie umane", come sta accadendo negli Stati Uniti e, seppur in modo subdolo, anche in Europa, da qualche anno, con le cosiddette "tolleranze" di OGM, accettate negli alimenti, senza obblighi di etichettatura.
Così come è chiara l'irreversibile contaminazione dell'ambiente e dell'agricoltura da parte degli OGM, definita come inevitabile dalla stessa DIR 2001/18/CE in materia, a seguito del rilascio nell'ambiente ed a causa del Trasferimento Genico Orizzontale (TGO) di particelle di DNA transgenico non digerito, che si diffondono attraverso le catene alimentari e i microrganismi. Con rischi imprevedibili ed incommensurabili, per l'uomo, e tutta la biodiversità planetaria.
E' per tali motivi che, prima di introdurre OGM in Italia addirittura nelle coltivazioni, vedrete che verranno sottoposti ad una Moratoria Nazionale ed Internazionale, possibilmente europea, applicando il principio di precauzione e i criteri di Biosicurezza, ovvero la tolleranza zero nelle sementi e negli alimenti, per evitare rischi per la salute e l'ambiente. La corretta informazione dei consumatori, è un diritto sancito da una sentenza della Corte di Giustizia UE. Diritto oggi negato dalle soglie cosiddette di (in)"tolleranza" senza etichettatura ( 9 grammi per ogni chilogrammo di componente alimentare), che è necessario impugnare nelle sedi competenti, in quanto illegittime.
E', per gli stessi motivi, obbligatorio sottoporre tutta la materia a referendum consultivo, prima di decidere eventuali immissioni di OGM nell'ambiente. Le norme in tal senso sono chiarissime (Dir. 2001/18/CE). Laddove immissione nell'ambiente significa anche importazione di alimenti e prodotti OGM e derivati, che oggi contaminano i mangimi e numerose derrate alimentari.
L'EFSA, l'ente che dovrebbe garantire la sicurezza alimentare, basa oggi i suoi Pareri "scientifici" (?!) (ben inteso, non vincolanti) solo sui dati forniti dalla Monsanto o dalle altre ditte produttrici di OGM, proprietarie dei brevetti... come chiedere all'oste se il vino è buono.
Per l'Insicurezza alimentare dei cittadini europei? O per la sicurezza... che il cibo ci faccia male?
Il regolamento dell'EFSA dovrà pertanto, come richiesto dal Parlamento UE, essere revisionato con l'inserimento obbligatorio dei pareri scientifici indipendenti.
Sui pericoli accertati per la salute degli OGM, leggiamo il libro di Arpad Pusztat: "La sicurezza degli OGM" - Edilibri Milano. E, in attesa delle confutazioni scientifiche alle ricerche citate nel testo, è necessario vietare ogni importazione di OGM in Italia e, se possibile, in Europa.
Quella sulla "coesistenza", una contraddizione in termini, dal momento che non ci sarebbe più agricoltura libera da OGM in caso di rilascio ambientale di coltivazioni transgeniche, è anch'essa solo una "raccomandazione" della Commissione, pertanto non vincolante, come citato espressamente anche nella sentenza del Consiglio di Stato, che intenderebbe, secondo qualcuno, autorizzare la semina di OGM in Italia. Si può "raccomandare" forse un posto di lavoro, non certo di inquinare irreversibilmente il territorio agricolo di una nazione, facendola rinunciare alla propria agricoltura e biodiversità tradizionale e alla sicurezza e sovranità alimentare.
Mi pare che l'autorizzazione alla semina del Mais Mon 810, in questione, sia scaduta; e ad oggi non rinnovata, come afferma il Ministro Zaia. Germania e Francia hanno fatto un brusco dietrofront in tal senso, sugli OGM, di fronte all'evidenza dei pericoli per la salute e l'ambiente accertati dalle ricerche indipendenti pubblicate in questi anni.
E In ogni caso non è certo un tribunale l'organo preposto all'Autorizzazione alla semina di OGM in Italia, così come in Europa, ne tanto meno l'EFSA.
Barroso è stato chiaro qualche giorno fa... sugli OGM in Europa vige la politica di "Ponzio Pilato"... ed ognuno fa quello che vuole, applicando la Clausola di Salvaguardia Nazionale, in caso di accertati rischi e pericoli per la salute e l'ambiente, con conseguenti divieti di coltivazione ed importazione di OGM. E' bene rammentare che nessun stato membro europeo, con l'adesione all'Unione ha rinunciato ai propri diritti nazionali, Costituzionali ed inviolabili alla salute e all'ambiente integro, potendo in ogni caso applicare in tali materie delle norme più restrittive e garantiste, rispetto alle indicazioni Comunitarie. Le quali, purtuttavia, dovrebbero riferirsi all'applicazione rigorosa del "Principio di Precauzione", ovvero dell'esclusione di ogni rischio per la salute e l'ambiente su ogni nuova tecnologia proposta per il commercio.
Principio giuridico troppo spesso scavalcato da procedure troppo permissive, non solo in materia di OGM, ma anche, ad esempio, di Pesticidi, senza tenere conto del criterio di "comparazione", ovvero dell'inutilità di tali tecnologie, facilmente sostituibili con quelle Ecologiche.
L'Agricoltura Biologica è oggi sostenuta con oltre 200 miliardi di € dalla Comunità Europea attraverso i Piani di Sviluppo Rurale delle regioni 2007-2013, con pagamenti agroambientali obbligatori e prioritari, atti a compensare i minori redditi e maggiori costi per gli agricoltori, più un 20%, per il beneficio sociale complessivo che ne deriva (100% a fondo perduto ed esentasse). L'Agroecologia degli agricoltori tradizionali e moderni è oggi sufficiente a sfamare due volte l'intero pianeta. Soprattutto se teniamo conto che l'Agricoltura Industriale delle Multinazionali oggi alimenta circa 10 miliardi di Bovini equivalenti, animali che mangiano almeno quanto 20 miliardi di persone...
...mentre 1 miliardo di esseri umani sono denutriti o muoiono di fame, per mancanza di denaro per acquistare il cibo.
200.000 contadini indiani si sono suicidati per il fallimento delle coltivazioni industriali di Cotone OGM, avendo perso la terra per pagare i debiti !!!
Gran parte degli agricoltori e soprattutto allevatori europei è indebitata con le banche, che obbligano a produrre per ripianare i debiti; ma il raccolto con compensa i costi... e i debiti aumentano, finchè la banca non vende la terra dei contadini per rientrare sui debiti. In Italia 800.000 agricoltori hanno chiuso la loro attività negli ultimi 10 anni e gli agricoltori rappresentano ormai meno del 3% della popolazione. I fondi europei per l'agricoltura biologica potrebbero risolvere la situazione riducendo al spesa sociale per le malattie degenerative, che oggi supera l'80% dei bilanci regionali.
Questi finanziamenti sarebbero sufficienti a riconvertire in biologico gran parte dell'Agricoltura Europea. In Italia, con la riforma medio termine della PAC, abbiamo circa 20 miliardi di € disponibili.
Ma, ormai da almeno quindici anni, dall'avvio delle misure agroambientali europee nel 1992, divenute obbligatorie e prioritarie nel 2000, le Regioni scoraggiano le adesioni degli agricoltori alla produzione Biologica, riducendo in maniera arbitraria i relativi Pagamenti agroambientali ed inserendo misure concorrenziali non conformi, come l'Agricoltura Integrata. Che secondo le norme dovrebbe prevedere la "sostituzione prioritaria dei pesticidi chimici di sintesi", mentre in realtà oggi rappresenta un semplice elenco di pesticidi chimici ammessi in quantità molto superiore al normale uso in agricoltura convenzionale. Tale distrazione di fondi è in contrasto con gli obiettivi comunitari che prevedono il potenziamento dell'Agricoltura Biologica, in particolare nelle aree intensive e per le colture ortofrutticole,, dove forte è l'uso della chimica ed è necessario aumentare i Pagamenti agroambientali per compensare gli impegni degli agricoltori biologici. Il risultato di tale politica regionale distorta è che, mentre in nord Europa l'impiego di Pesticidi chimici è stato drasticamente ridotto già dalla fine degli anni 90, in Italia le vendite di Pesticidi di sintesi e le loro quantità di impiego sulle superfici coltivate convenzionali sono continuate ad aumentare. Per tali motivi gli agricoltori dell'Umbria, Marche, Toscana e Campania sono ricorsi ai tribunali amministrativi con vertenze attualmente in corso e decisive per il futuro dell'agricoltura Italiana biologica e tradizionale
Le grandi Bugie sugli OGM: Non è falso quello che dicono le multinazionali sugli OGM... è vero l'esatto contrario
Consiglio di guardare il servizio di Report (Rai 3) del 1998: "Il Gene Sfigurato" di Carlo Pizzati... nel quale, a detta del dirigente Novartis intervistato con le spighe di Mais (pannocchie) OGM in mano, piene di larve di piralide "vive e vegete"... gli ogm nemmeno funzionano, "...in quanto la Piralide del Mais si sposta tutta sulla granella nella spiga, dal momento che la tossina BT pesticida si esprime solo nelle parti verdi delle piante transgeniche (OGM)"... Pertanto, i danni da piralide sugli OGM, aumenteranno o al massimo rimarranno uguali. Con conseguente rischio di maggior sviluppo di micotossine negli OGM, le quali, come dimostrato ampiamente, dipendono soprattutto dalla mancanza di rotazione delle coltivazioni (monocolture di MAIS, che andrebbero semplicemente vietate), dal fatto che si usa raccogliere il Mais in autunno, spesso troppo tardi, con forte umidità e grandissimo spreco di energia per essiccarlo artificialmente. Ma, soprattutto, le micotossine famose si sviluppano nei lunghi stoccaggi (spesso di anni) di merci provenienti dai silos Americani e Canadesi, Argentini o Brasiliani e durante i trasporti nelle stive delle navi (spesso ammuffite) per lunghi periodi... ...ovviamente di Mais e Soia OGM...
Inoltre, in Italia, la cosiddetta Piralide del Mais arreca danni molto limitati, che non superano mai le cosiddette soglie economiche di Intervento e, pertanto, nessuno spreca soldi per trattare il Mais con insetticidi chimici. Nel caso servisse, si può impiegare con maggior successo proprio il Bacillus Thuringiensis, irrorandolo sulle piante e sulle spighe (pannocchie) al momento opportuno, ovvero quando schiudono le uova, in modo da uccidere le piccole larve di Piralide prima che facciano danni, con un metodo biologico e biodegradabile in pochi giorni. Le coltivazioni di MAIS OGM, invece, rischiano di innescare la resistenza degli insetti dannosi nei confronti della tossina BT, prodotta massicciamente dalle piante transgeniche, la quale inquina il terreno per anni, come dimostrato dalle ricerche del MIPAAF. Con seri rischi di aumento futuro dei danni degli insetti resistenti al BT, dichiarati anche dalle stesse ditte produttrici di OGM. Pertanto, potremmo perdere anche un prezioso insetticida microbiologico naturale, che ogni paese oggi si può auto-produrre a basso costo, senza necessità di pagare brevetti. Dopo aver inquinato i terreni di tossine BT e di DNA transgenico che si diffonderebbe attraverso il Trasferimento genico Orizzontale, attraverso i microrganismi e le catene alimentari, l'acqua, ecc.
La conseguenza drammatica sarebbe un futuro impiego massiccio di Pesticidi chimici sempre più potenti.
Senza tener conto che il miglior metodo, molto efficace ed economico, di controllo biologico della Piralide è rappresentato dalla diffusione preventiva di Insetti utili, parassiti delle uova della Piralide stessa, efficaci al 100%, come dimostrano numerose ricerche ed applicazioni su larga scala (es. in Cina), per cui le larve di piralide nemmeno nascono... E dalle uova deposte dalle farfalline spuntano degli insetti utili che se ne nutrono.
La Natura , come volevasi dimostrare, ci fornisce tutte le soluzioni... basta applicarle. Senza sprecar soldi per macchine costose e carburanti per i trattamenti con pesticidi chimici, per la cui produzione si impiega inoltre moltissimo petrolio.
Insomma, gli OGM rappresentano un vero fallimento premeditato per gli agricoltori... con rischio di perdita della sovranità alimentare delle Nazioni... da cui deriva solo miseria e FAME.
Si pensi, inoltre, al fatto che molte erbe infestanti sono ormai resistenti al Raundup, l'erbicida chimico che viene irrorato in modo massiccio sulle coltivazioni OGM, assorbendosi nei semi delle piante OGM (di soia e di mais, cotone, colza, ecc.) "resistenti ai disseccanti chimici totali", che vengono mangiati dagli uomini e dagli animali. Con conseguente accumulo nell'ambiente e nelle acque. Un avvelenamento di massa, che si bioaccumula nelle catene alimentari e nelle carni degli animali alimentati con OGM. Lo dimostra il fatto che la soglia di cosiddetta soglia di "tolleranza" dei residui del disseccante chimico negli alimenti è stata notevolmente aumentata con l'entrata in commercio degli OGM. Un prodotto chimico pericolosissimo, pubblicizzato come biodegradabile, invece tossico e mortale per le cellule, responsabile secondo una ricerca svedese, dell'epidemia di linfomi non Hodgkin (un tumore del sangue) e di mortalità delle cellule della placenta. La Monsanto ha recentemente ricevuto una multa pesantissima per pubblicità ingannevole e pericolosa.
Ce dell'altro e in abbondanza da dire contro gli OGM.
Soprattutto va citato il Trasferimento Genico Orizzontale del DNA transgenico inserito negli OGM, molto instabile e reattivo, in quanto estraneo alla specie vivente, il quale, si diffonde nell'ambiente e lungo le catene alimentari, passando dai microrganismi alle acque, al sangue e negli apparati digerenti. Hanno trovato DNA transgenico non digerito nei feti dei topi... cosa succederà ai poveri animali d'allevamento, che per loro "sfortuna" vengono macellati giovani... e soprattutto agli esseri umani che se ne nutrono (carni, latte, uova, formaggi, ecc)... oggi sempre più "macellati dal Cancro"?
Si ricorda che i cosiddetti geni (pezzi di DNA manipolato), non sono microchips, e quando si modifica il normale funzionamento del DNA , inserendo pezzi estranei, nessuno potrà mai prevedere quello che succederà all'interno dell'OGM, con rischi incommensurabili per la salute e l'ambiente.
E modificazioni nel tempo all'interno del DNA, a causa della naturale instabilità dell'OGM, dichiarate dalla stessa Monsanto, ad esempio per la soia.
A proposito: come è stato possibile brevettare ciò che non è stabile ne esattamente riproducibile, come una manipolazione genetica? Non sarà il caso di ricorrere alla Corte di Giustizia?
Il "Codice ecologico perfetto"
Insomma, mi sembra che il futuro transgenico sia tutt'altro che roseo... forse è meglio scendere dal treno prima che si schianti.
Non c'è scienza nelle tecnologie rozze di manipolazione del DNA. La vera scienza sta nello studio ed utilizzo della Biodiversità naturale, determinata dal proprio DNA, "codice ecologico" evolutosi in maniera perfetta nei miliardi di anni di vita sul pianeta Terra. "Una memoria genetica regolata da leggi fisiche perfette, inviolabile per il semplice rispetto della vita e dei diritti umani", come ci ricorda il Prof. Michele Trimarchi, candidato Premio Nobel per la Pace nel 1986.
E' necessaria pertanto una Moratoria Nazionale ed Internazionale sulla produzione e rilascio ambientale di OGM, orientando la Scienza , che nel terzo millennio deve applicare il paradigma di "Conoscenza ed utilizzazione ecologica della natura".
Puntando in casa nostra al Made in Italy da mettere all'asta internazionale del mangiar bene, biologico, 100% ogm free, tradizionale a partire dalla sua biodiversità.
Quello che chiede il mercato...
...il libero mercato, (che oggi praticamente non esiste se non nel rapporto diretto dal produttore al consumatore)
Dove siamo vincenti... per "natura".
La Natura che vogliamo salvare.
Una tradizione ricevuta in eredità dai Padri, ma soprattutto... in prestito dai nostri Figli.
Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
(pubblicato da www.ariannaeditrice.it)
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LE TORRI ENERGETICHE...
di Pino Delle Donne -
FONTE
Risolti i problemi energetici planetari con un’energia a basso costo. (ma questa non e’ una buona notizia)
Dopo la sequenza di atti di terrorismo, culminanti in questi ultimi mesi con la strage di Bali e il maxi sequestro di Mosca, ci sembra di vivere in uno stato di follia interplanetaria.
Siamo in un momento nel quale l’umanita’ dovrebbe riscoprire le idee che danno speranze e voglia di collaborare in modo solidale, perche’ se non iniziamo ad allentare le tensioni la situazione continuera’, nel breve periodo almeno, a peggiorare.
E siamo rimasti molto stupiti dalla constatazione che le buone notizie interessano poco proprio quando sarebbero piu’ utili.
Tutti sanno che dietro gli odi che dilaniano il mondo ci sono colossali interessi legati al petrolio. Cosa succederebbe se domani mattina si annunciasse che il petrolio non serve piu’ a niente perche’ abbiamo una nuova fonte di energia a prezzo bassissimo e in quantita’ sterminata?
Beh, ce ne sarebbe per smetterla con stragi, massacri e vendette tragiche. Se il petrolio diventasse all’istante un prodotto largamente e vantaggiosamente sostituibile che ragione ci sarebbe di continuare ad azzannarsi per possederne il mercato?
Bene, siamo spiacenti di rendervi noto che se una simile rivoluzionaria invenzione fosse annunciata non succederebbe proprio niente di nuovo e tutti continuerebbero con l’instancabile pratica del massacro.
Si, perche’ quest’invenzione mirabolante c’e’ veramente. E non lo riportano oscure agenzie di stampa nascoste nei meandri insondabili della rete delle reti. Ne da’ notizia Il Corriere della Sera, con tutta l’aurea della sua rispettabilita’. Certo non va a strombazzarlo in prima pagina. La notizia e’ stampata a pagina 148 del suo inserto “Sette” (numero 49). E si tratta pur comunque di un bell’articolo di 3 pagine, con tanto di illustrazioni e foto. Vogliamo credere percio’ che non sia una leggenda metropolitana.
I fatti, in sintesi, sono semplici e di facile comprensione. Addirittura nel 1975, Philip Carlson, statunitense, inventa un sistema per creare energia elettrica sfruttando il movimento dell’aria che raffreddandosi va verso il basso.
Si tratta di un principio in effetti noto da piu’ di 6 mila anni. Lo usavano gia’ nel deserto per refrigerare le abitazioni poste nelle oasi. I sahariani primitivi sapevano che creando una corrente d’aria in un camino si ottiene che l’aria che va verso il basso si espande ed espandendosi si raffredda. In questo caso si sfrutta un altro aspetto della fisica delle pressioni dell’aria e della sua temperatura. Vaporizzando acqua in cima a un grande camino si puo’ raffreddare l’aria e farla precipitare verso il basso creando, nel camino, una forte corrente, in grado di azionare una turbina e produrre cosi’ elettricita’.
Nel 1982 il professor Zaslavsky, israeliano, e’ incuriosito dalla potenza che puo’ avere una depressione mentre studia le differenze di densita’ atmosferica sul Mar Morto. Inizia una ricerca e scopre l’esistenza del brevetto di Philip Carlson, e inizia a lavorarci insieme a un’equipe. Riescono a ottimizzare il progetto, a trovare i fondi e ora stanno costruendo 2 torri energetiche, una sul Mar Morto e una in India.
Si tratta in effetti di un progetto notevole. Una torre alta da un minimo di 400 metri a un massimo di 1200. Praticamente un enorme tubo che puo’ funzionare solo in paesi dove le temperature atmosferiche siano elevate e in prossimita’ del mare.
Alla base del tubo c’e’ un bacino pieno d’acqua che viene dissalata e pompata in cima alla torre. Quindi viene vaporizzata verso il centro del cilindro cavo e cosi’ raffredda l’aria che di giorno e’ bollente. L’aria precipita e acquista velocita’ e potenza perche’ piu’ scende rapida e piu’ si espande e si raffredda. Insomma, senza entrare troppo nei dettagli, questi impianti risultano veramente rivoluzionari. Anche dal punto di vista del rapporto tra costi e ricavi. Calcolando l’investimento per costruire una torre (costo sicuramente notevole) un kilowatt di energia costerebbe dai 2,47 ai 3,88 centesimi di dollaro, meno anche dell’energia atomica (3,31-5,05 centesimi di dollaro) e dell’energia ricavata dal gas (3,98-4,47 centesimi di dollaro).
Esaltante anche la resa: 230 miliardi di kilowatt all’anno e una sterminata quantita’ di acqua dissalata da usare per l’agricoltura come sostanza di scarto.
Per capire la misura della produzione in termini energetici basti pensare che gli esseri umani oggi consumano complessivamente circa 8 mila miliardi di kilowatt.v
Cioe’ basterebbero circa 34 torri per soddisfare il fabbisogno di energia elettrica del pianeta. Se poi tutti i 6 miliardi di abitanti della terra consumassero quanto un italiano medio il consumo globale del pianeta salirebbe a 32 mila miliardi di kilowatt: basterebbero circa 136 torri per soddisfare il bisogno energetico dell’umanita’ del futuro.
Ah, dimenticavamo di farvi notare che la produzione di energia non implica nessun tipo di inquinamento. Si tratta di una tecnologia assolutamente pulita…
Beh, non e’ una bella notizia?
E’ come quando hanno inventato il telefono ed e’ finito il commercio dei piccioni viaggiatori.
Evidentemente nessuno ha percepito il segnale rivoluzionario presente in questa notizia. E certo qualcuno ha fatto finta di non recepirla. E probabilmente hanno ragione. Tutti sanno che alla fine le lobby del petrolio non accetteranno di essere cancellate nel giro di un paio di anni e punteranno i piedi e sono disposte anche a indire delle guerre pur di salvare i loro profitti.
Ma, sapete com’e': non e’ detto. Non avevano previsto l’esplosione dei personal computer e di internet, magari si sbagliano anche su questo. Magari riusciamo a far scoppiare la moda… Non c’e’ nessuno che ha un giardino di 1000 metri per 1000, in riva al mare, in un paese tropicale? Certo una torre di 1200 metri per 400 di diametro non e’ un gadget alla portata di tutti. Magari pero’ si puo’ fare un gruppo d’acquisto… Un’enorme cooperativa… Hai visto mai?
IL DISASTROSO STATO DELLA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA...
di Andrea Boretti
Da che riesco a ricordare si parla dello sfascio della scuola italiana, di edifici cadenti mai ristrutturati, di scuole coperte di amianto come il liceo Rebora di Rho, di tagli ai finanziamenti per l'educazione, sia essa dell'obbligo oppure universitaria; da che riesco a ricordare però si parla anche di punte di eccellenza e di una scuola elementare tra le migliori al mondo.
Domenica scorsa nella trasmissione Presa Diretta, Riccardo Jacona e i suoi collaboratori hanno cercato di raccontare quale sia l'attuale stato della scuola italiana, sia quella pubblica, o meglio, statale, sia quella privata, o meglio, paritaria.
Il quadro che ne è uscito è sconsolante. Da un lato troviamo una scuola statale nella quale oltre agli storici deficit, cominciano a farsi sentire i tagli della "riforma" Gelmini, con meno ore di lezione e meno insegnanti - sia "normali" che di sostegno - dall'altro troviamo una scuola privata che si configura come una vera propria scuola di elite in cui tutto funziona, le attrezzature a disposizione degli alunni sono d'avanguardia, le strutture in condizioni perfette e gli insegnanti messi in condizione di fare anche di più di quanto i normali programmi prevederebbero (ore di teatro, seconde lingue, danza, musica, ecc, ecc...).
Cosa crea questa differenza? Dopotutto le scuole paritarie, come recita la legge n.62 del 10 Marzo 2000, sono paritarie in quanto "svolgono servizio pubblico", ovvero niente di meno di quello che fanno o dovrebbero fare le scuole statali. La differenza la fanno i soldi.
La scuola pubblica paritaria è, infatti, una scuola a pagamento, una scuola cioè che di anno in anno può, se lo ritiene necessario, aumentare la retta dei propri iscritti. Succede così, come ci ha mostrato presa diretta che esistano scuole (e stiamo parlando di elementari e medie) che arrivano a costare sette, otto o novemila euro l'anno.
Cominciano a farsi sentire i tagli della "riforma" Gelmini, che prevedono meno ore di lezione e meno insegnanti.
Questo tipo di scuole sono scuole con fatturati di milioni di euro, scuole di elite, perchè solo pochi possono permettersi il costo elevato dell'iscrizione.
Al contrario, le scuole statali di rette non ne hanno, e devono barcamenarsi con quanto ogni anno viene passato da provveditorati, province e ministero. Se però questi fondi diminuiscono di anno in anno o addirittura non arrivano - ci sono scuole che aspettano il risarcimento del pagamento anticipato delle supplenze del 2006 - la situazione si fa grave.
Jacona ci mostra così una scuola di Palermo che ormai da anni non avendo fondi a sufficienza chiede un contributo volontario ai genitori, 15 euro ad alunno, non molto ma abbastanza per pagare quanto meno le supplenze brevi, sicuramente non sufficienti però a far aggiustare anche il riscaldamento della sezione elementare, e così i bambini, d'inverno, sono costretti a stare in classe con giacca a vento e cappello di lana.
Ma questo non è tutto. Volendo si potrebbero raccontare altri stralci della puntata di Presa Diretta, si potrebbe raccontare dei precari che rimangono tali per tutta la vita lavorativa, si potrebbe parlare dei supplenti annuali che ogni anno si occupano di una classe differente alla faccia della continuità didattica e si potrebbe anche raccontare di quegli alunni costretti a stare in 20 in "aule" di 20 metri quadri ovviamente non a norma, ma l'ultima cosa che vogliamo affrontare è la questione dei finanziamenti pubblici alla scuola privata.
Il "buono scuola" lombardo, ad esempio, sarebbe un aiuto fino a 1000 euro che la regione da a chi volesse mandare i figli alle scuole paritarie, questo in nome della libertà di scelta si dice. E' chiaro però che quando una scuola costa 7000 euro l'anno quei mille euro vanno finire in tasca di chi già i soldi li ha a scapito di chi invece, oltre a non avere scelta è costretto a mandare i propri figli in una scuola letteralmente sempre più povera.
Quando una scuola costa 7000 euro l'anno i mille euro di finanziamenti statali vanno finire in tasca di chi già i soldi li ha, a scapito degli istituti pubblici.
Entrando nei numeri, secondo l'Eurispes da quando nel 2000 le scuole private sono state parificate, queste hanno cominciato a ricevere una serie di finanziamenti che aumentati di anno in anno, ammontano nella finanziaria 2010 a 130 milioni di euro.
A questi vanno aggiunti i finanziamenti regionali, dati a vario titolo e che raggiungono il loro picco nel Nord. Alcuni esempi:
- la "dote per la libertà di scelta" (45 milioni di euro, Lombardia, 2008);
- bonus scuola per le paritarie (14 milioni, Piemonte);
- bonus scuola provinciale (1,3 milioni, Provincia di Trento).
E questi sono solo alcuni esempi. Da una parte si da e dall'altra si taglia, l'operazione è chiara e sempre a senso unico. La speranza, diciamo sempre noi, sta nelle trasmissioni come quelle di Jacona, dove le coscienze vengono informate e messe in grado di indignarsi di tanta ingiustizia; speranza però che rischia di trasformarsi in disillusione quando ci si rende conto che dopo un'ora e mezza di racconto straziante, ben poco si è mosso sui giornali, niente si è visto in televisione e non un sospiro è uscito, a commento e sostegno della scuola statale, dal "nostro" parlamento.
ECO-INGANNI PUBBLICITARI: SAN BENEDETTO IN CATTIVE ACQUE...
di Alessandra Profilio
L’Antitrust ha sanzionato la Società Acqua Minerale San Benedetto per la campagna pubblicitaria sulle bottiglie “ecofriendly”
“- Plastica, + natura”: questo lo slogan con cui la San Benedetto, che negli ultimi tempi ha deciso di puntare sul verde, ha pubblicizzato le sue bottiglie “eco-friendly” . Peccato però che l’azienda, che pur di acqua se ne intende, non è riuscita a darla a bere… perlomeno non a tutti.
L’Antitrust – che il 13 maggio 2009 aveva ricevuto una richiesta di intervento da parte dell’Associazione Avvocatideiconsumatori – ha infatti sanzionato per 70 mila euro la Società Acqua Minerale San Benedetto per “pratiche commerciali scorrette”.
Questo quanto si apprende dal bollettino dell’Autorità in cui si legge che non risulta che la società “abbia proceduto a effettuare studi per dimostrare e certificare la veridicità delle affermazioni” riportate negli spot pubblicitari delle “eco”-bottiglie: “prodotte con meno plastica, meno energia e più amore per l’ambiente”, risultato reso possibile dai “costanti investimenti in ricerca che dal 1983 hanno permesso di ridurre almeno del 30% la quantità di plastica impiegata e quindi di contenere il consumo di energia”.
L’azienda veneta ha già fatto ricorso al Tar. Tuttavia, al di là della multa e del caso specifico, appare particolarmente significativo ciò che si legge nella valutazione conclusiva dell’Antitrust:
“L’accresciuta sensibilità ambientale dei consumatori ha indotto i professionisti a conferire sempre maggior risalto, nella pianificazione delle proprie campagne pubblicitarie, alle caratteristiche di compatibilità ambientale dei prodotti o servizi offerti. I cd. claim ambientali o verdi, diretti a suggerire o, comunque, a lasciar intendere o anche solo evocare il minor o ridotto impatto ambientale del prodotto o servizio offerto, sono, quindi, diventati un potente strumento di marketing in grado di incidere significativamente sulle scelte di acquisto dei consumatori.
L’attribuzione a prodotti e servizi di false qualità ecologiche al fine di creare un’immagine positiva dell’ambiente viene definita “greenwashing”
Poiché tali claim descrivono o evocano una qualità che vale a distinguere il prodotto offerto sotto un profilo che viene valutato positivamente dai consumatori e pertanto (…) costituisce onere informativo minimo imprescindibile a carico dei professionisti che intendono utilizzare tali vanti nelle proprie politiche di marketing quello di presentarli in modo chiaro, veritiero, accurato, non ambiguo né ingannevole. Tale onere comporta, pertanto, l’esigenza che il claim ambientale sia attendibile e verificabile e, quindi, non utilizzato in modo generico, indimostrabile, privo cioè di precisi riscontri scientifici e documentali”.
In un momento in cui il
verde fa tendenza ed il prefisso “eco” viene abbinato a prodotti di qualsiasi genere, l’Antitrust fa dunque appello all’onestà ed alla buona fede delle aziende affinché queste si astengano da un’ingannevole propaganda ecologica.
L’attribuzione a prodotti e servizi di false qualità ecologiche al fine di creare un’immagine positiva dell’azienda (o distogliere l’attenzione da proprie responsabilità nei confronti di impatti ambientali negativi) viene definita “greenwashing” , letteralmente “lavare col verde”.
Soprattutto negli Stati Uniti questa pratica si è diffusa a tal punto che il governo americano, tramite la Federal Trade Commission, ha annunciato di voler intervenire per porvi un freno.
Nel frattempo, sul sito Greenwashing Index i consumatori possono visionare diverse campagne pubblicitarie e cercare di capire in quali casi dietro la facciata verde si nasconde un riprovevole eco-inganno.
IL RICATTO OCCUPAZIONALE...
di Marco Cedolin
La crisi economica continua a manifestarsi foriera di opportunità per l’imprenditoria di rapina, governata da banche e multinazionali, che proprio fra le pieghe del tracollo economico passato e venturo sta portando a compimento tutta una serie di obiettivi che solo una decina di anni fa sarebbero sembrati eccessivamente ambiziosi e difficilmente raggiungibili.
La progressiva limatura al ribasso dei salari (reali) dei lavoratori, la
soppressione dei diritti acquisiti nel tempo, ottenuta con la complicità dei sindacati e la sempre maggiore diffusione del dumping sociale, hanno rappresentato gli strumenti attraverso i quali il lavoratore è stato deprivato della propria dignità e trasformato in una figura precaria, priva di coordinate, costretta a manifestarsi prona a qualsiasi capriccio o volere gli venga imposto in funzione di un interesse superiore.
Se la trasformazione dei lavoratori in individui mal pagati, di scarse pretese, duttili e condiscendenti rispetto ad ogni esigenza “superiore”, anche qualora in netto contrasto con i propri interessi, ha posto le basi per una migliore massimizzazione dei profitti, tale obiettivo può essere ulteriormente implementato attraverso la pratica del ricatto occupazionale che proprio sulle ali della crisi economica sembra trovare sempre più massiccia applicazione.
Gli esempi più eclatanti, sul tappeto proprio in questi giorni, sono costituiti dai casi relativi alla
multinazionale americana Alcoa, al Gruppo Fiat e alle multinazionali della raffinazione petrolifera.
L’Alcoa (multinazionale dell’alluminio responsabile di gravissimi stravolgimenti ambientali in Islanda) minaccia la chiusura di due stabilimenti, in Sardegna e in Veneto, con conseguente licenziamento di circa 2000 lavoratori, se il governo non accetterà le proprie condizioni. Condizioni che comportano il “baratto” dei posti di lavoro con una tariffa energetica personalizzata che permetta all’azienda (la produzione dell’alluminio è fra le pratiche in assoluto più energivore) di pagare l’energia molto meno degli altri, magari caricando il costo dell’operazione sulle bollette di tutti gli italiani, già infarcite di tasse e prelievi di ogni sorta.
La Fiat, da sempre azienda privata sovvenzionata dallo stato a fondo perduto, intenzionata a chiudere gli impianti produttivi di Termini Imerese e Pomigliano, come contemplato nel proprio piano di ristrutturazione e delocalizzazione all’estero della produzione, ha iniziato anch’essa un braccio di ferro con il foraggiatore di sempre. Sul piatto anche in questo caso il futuro di alcune migliaia di lavoratori, in cambio di una grande quantità (centinaia di milioni di euro) di denaro pubblico, da devolvere come sempre a fondo perduto, nella speranza che il disimpegno Fiat nei confronti dell’impianto siciliano e di quello napoletano possa venire procrastinato di qualche anno.
L’Unione Petrolifera, per bocca del suo presidente Pasquale De Vita, ha fatto sapere in questi giorni che a causa della riduzione dei consumi e del calo della domanda mondiale, sarebbero a rischio chiusura cinque raffinerie, con conseguente perdita del posto di lavoro per circa 7500 dipendenti. Le raffinerie a rischio sarebbero quelle di Livorno e Pantano, Falconara, Gela e Taranto. Secondo le parole di De Vita, al di là della riduzione dei consumi il vero problema sarebbe costituito dagli alti costi della manodopera e dalle troppo severe normative in materia di riduzione delle emissioni inquinanti.
In cambio del mantenimento in vita dei 7500 posti di lavoro l‘UP non domanda in questo caso l’elargizione di sovvenzioni a fondo perduto, ma afferma di “accontentarsi” di un quadro normativo meno severo che le permetta d’inquinare più abbondantemente senza incorrere in sanzioni, con l’unica clausola che vengano tacitate le associazioni dei consumatori, ree in quest’ultimo periodo di reiterati attacchi nei suoi confronti.
Dal momento che la strada ormai è tracciata, resta da aspettarsi nei prossimi mesi ed anni un vero e proprio fiorire di ricatti occupazionali di ogni sorta, avendo la grande imprenditoria di rapina ben compreso la concreta possibilità di “riciclare” il lavoratore vessato e spogliato dei diritti in formidabile arma di ricatto per ottenere prebende, sgravi fiscali, finanziamenti a fondo perduto, deroghe ad inquinare e tutele di vario genere. A ben guardare si potrebbe affermare che per alcuni soggetti, quali grandi banche e multinazionali, la crisi economica stia rivelandosi un vero e proprio toccasana per rimpinguare i bilanci e costruire sempre nuovi profitti, se possibile più abbondanti di quelli del passato. Un toccasana, la crisi economica, arrivato proprio nel momento in cui si apprezzava il bisogno di aprire “nuovi orizzonti”, a volte stupisce quanto puntuali possano essere le fatalità.
GRAVE ATTACCO ALLA LIBERTA' DI ESPRESSIONE ..
tratto da disinformazione.it
Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.l. 733) e, tra gli altri, un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (U.D.C.) identificato dall’articolo 50-bis: ”Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”. (vedi articolo integrale)
La prossima settimana il testo approderà alla Camera diventando l’articolo nr. 60.
Il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della Casta.
In pratica, in base a questo emendamento, se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i “providers” dovranno bloccare il blog.
Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.
Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per
l’apologia di reato, oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali.
Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta !
In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, YouTube e “tutti i blog”, che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.
Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo dove una “media company” ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa “media company”, guarda caso, è Mediaset.
Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un’impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d’interessi.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una Commissione contro la pirateria digitale e multimediale, che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione Internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non riescono più a dominare.
Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad Internet, in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.
Date la massima diffusione a questa notizia per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli Italiani, perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema puramente dialettico
Art. 50-bis.
(Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet)
1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
2. Il Ministro dell'interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all'adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all'autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.
3. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l'effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l'attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministro dell'interno con proprio provvedimento.
4. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dell'interno, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.
5. Al quarto comma dell'articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: "col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda".».
UE RICHIEDE
RADDOPPIO DELLA SOGLIA CONSENTITA DI TOSSINE NELLA FRUTTA
SECCA ..
di Laura Simionato - Movimento Difesa del Cittadino
(MDC)
Comunicato stampa
UE richiede
raddoppio della soglia consentita di tossine nella frutta
secca
Appello di
Legambiente e MDC: a rischio la sicurezza alimentare "Le
aflatossine, presenti nella frutta secca sono assolutamente
note per le loro proprietà genotossiche e cancerogene, per
questo è necessario mantenere il più possibile bassa la
soglia consentita in questi alimenti.".
E' questo l'appello che Legambiente e del Movimento Difesa
del Cittadino rivolgono al Parlamento Europeo circa la
proposta avanzata dalla Commissione Europea
sull'innalzamento dei limiti consentiti di aflatossine nella
frutta secca. La richiesta sarà sicuramente accettata oggi
dal Comitato dei Rappresentanti dei 27 Stati dell'Unione
Europea che deciderà se allineare la legge comunitaria a
quella del Codex Alimentarius, secondo cui è consentito un
livello massimo di 10 µg/kg di aflatossine totali nelle
mandorle, nelle nocciole e nei pistacchi pronti al consumo,
superando il livello attualmente in vigore nell'UE (4 µg/kg
di aflatossine totali). Il via libera definitivo al
raddoppio spetterà al Parlamento Europeo, che dovrebbe
pronunciarsi nei prossimi tre mesi.
Nel 2007 l'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza
alimentare, aveva affermato la necessità di mantenere bassa
l'esposizione alle aflatossine da fonti alimentari per
tutelare la salute pubblica, una posizione che oggi ha
scelto di modificare, appoggiando invece la proposta della
Commissione Europea.
Eppure la pericolosità delle aflatossine non cambia, né è
diminuita la sua diffusione nei prodotti alimentari,
soprattutto per prodotti come la frutta secca. Lo confermano
i dati di "Italia a tavola 2009", il rapporto sulla
sicurezza alimentare del Movimento Difesa del Cittadino e
Legambiente: secondo il sistema di allerta comunitario sono
le micotossine (785) i contaminanti principalmente
riscontrati nella frutta secca. Si tratta soprattutto di
aflatossine (782), seguite da problematiche microbiologiche.
Dei 785 prodotti della categoria frutta secca, notificati
per micotossine, 200 sono originari della Turchia, 167 della
Cina, 164 dell'Iran e 69 degli USA.
"Come sempre l'Efsa torna indietro sulle sue posizioni per
scegliere l'ipotesi meno garantista per il consumatore - ha
dichiarato Francesco Ferrante, responsabile agricoltura di
Legambiente. Questa volta è andata addirittura in contrasto
con la posizione dell'Istituto Superiore di Sanità che, ad
oggi, ha dichiarato nocivo per la salute l'innalzamento dei
limiti di queste sostanze. E' necessario dunque che si
proceda al più presto nel riformare l'agenzia per la
sicurezza alimentare con una diversa modalità di gestione.
Solo così sarà possibile tutelare realmente la salute
alimentare dei cittadini".
"Sebbene l'esposizione alle tossine derivante dalla frutta
secca sia minima che senso ha prendere un provvedimento
contro la tutela della salute dei cittadini? - ha dichiarato
Silvia Biasotto, responsabile Sicurezza Alimentare del
Movimento Difesa del Cittadino - Probabilmente le esigenze
commerciali superano quelle di salute pubblica: paesi
esportatori di frutta a guscio, come la Turchia, hanno
infatti chiesto l'innalzamento dei limiti consentiti".
L'ufficio stampa Legambiente (06.86268360-53-99-76)
L'ufficio stampa Movimento Difesa del Cittadino (06.48819891
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Laura Simionato
Resp. Comunicazione e Ufficio Stampa
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LA PSICOSI DELLA
MUTANDA ..
di Marco Cedolin
A
seguito della vicenda che ha avuto come protagonista il
giovane nigeriano Umar Faruk Abdulmutallab, ritenuto
responsabile (almeno nelle intenzioni) di un fallito
attentato dinamitardo sul volo Amsterdam - Detroit, da
realizzarsi con l’esplosivo nascosto all’interno della sua
biancheria intima, le reazioni fra i responsabili alla
sicurezza degli aeroporti statunitensi ed europei paiono
ogni giorno più scomposte e schizofreniche, arrivando a
sfiorare l’autolesionismo.
Se da un lato la notizia del presunto fallito attentato è
stata (creata?) usata e strumentalizzata
dall’amministrazione Obama per rinverdire lo spettro del
terrorismo e giustificare
nuove guerre preventive,
dall’altro ha rappresentato il viatico per una vera e
propria campagna di psicosi collettiva, assolutamente priva
di senso, avente come oggetto la sicurezza del trasporto
aereo. Campagna di psicosi che facendo leva sulla paura
irrazionale, mira a demolire ulteriormente le residue
libertà della persona,
privandola sempre più in profondità anche della propria
dignità.
Per rendere il senso del grado di tensione attraverso il
quale si è inteso condizionare e terrorizzare i passeggeri,
basta leggere la cronaca degli ultimi due giorni.
Nell’aeroporto di Newark (uno dei due scali neworkesi) il
momentaneo malfunzionamento delle telecamere di sicurezza ed
il sospetto che una persona avesse eluso i controlli hanno
fatto piombare lo scalo in un caos durato ben sei ore,
durante le quali l’aeroporto è stato completamente evacuato,
compresi i passeggeri già imbarcati sugli aerei e fatti
scendere a forza.
All’aeroporto di Minneapolis, in Minnesota, il 5 gennaio, la
sospetta reazione di un cane poliziotto di fronte ad una
valigia ha provocato l’evacuazione dell’intero scalo, con
conseguenti ritardi e cancellazioni che hanno coinvolto
migliaia di passeggeri.
A poche ore di distanza l’aeroporto di Bakersfield in
California è stato chiuso ed evacuato a causa di una
sostanza tossica, con conseguente cancellazione di tutti i
voli, poiché due agenti al momento di controllare una
valigia (il cui proprietario è stato immediatamente
arrestato) si sarebbero trovati di fronte ad un liquido
sprigionante vapori in grado di creare loro nausea e mal di
testa. Solo molte ore dopo le autorità hanno riferito che la
sostanza tossica risultata positiva al test degli esplosivi
e nociva per la salute degli agenti, era in realtà una
bibita analcolica “condita” con del miele dal giardiniere di
Milwaukee che era stato messo in manette.
All’aeroporto di Dublino un cittadino slovacco ha rischiato
l’infarto quando è stato arrestato dalla polizia come
pericoloso terrorista a causa dell’esplosivo contenuto nel
suo bagaglio. Per poi venire a scoprire che in realtà
l’esplosivo era stato introdotto nella sua valigia in
maniera fraudolenta dalle autorità slovacche che intendevano
testare (oltre allo stato del suo cuore) l’efficienza dei
controlli nello scalo irlandese.
In seno alla psicosi costruita intorno all’attentato mai
avvenuto a Detroit, sia l’Europa che gli Usa si stanno
manifestando intenzionati ad aumentare in maniera
esponenziale sia la quantità che la qualità dei controlli
all’interno degli aeroporti, con l’ausilio di nuovi
regolamenti e supporti tecnologici di ogni genere.
In Italia, dove già da qualche giorno chi vuole recarsi
negli Stati Uniti deve presentarsi in aeroporto almeno 3 ore
prima della partenza, i ministri Frattini e Maroni proprio
ieri hanno autorizzato l’introduzione dei body scanner, sul
modello di quanto già avviene negli USA anche nei carceri e
tribunali, all’interno degli aeroporti di Fiumicino e
Malpensa. Proprio l’introduzione dei body scanner, in
precedenza bocciati dalla UE in quanto lesivi della privacy
personale, approvata dal governo italiano, al quale a breve
si accoderanno anche quello tedesco ed olandese, mentre
Inghilterra e Spagna si mostrano più prudenti, sta
producendo in queste ore molte polemiche legate oltre che
alla loro efficienza anche al turbamento della privacy e
agli effetti dei medesimi (in pratica apparecchi per
radiografie a bassa intensità) sulla salute umana.
Per quanto riguarda l’efficienza non sembrano esistere
evidenze che dimostrino la superiorità di questi apparecchi
rispetto ai normali controlli manuali con l’ausilio dei
metal detector. La privacy, o meglio la dignità ed i diritti
dell’essere umano, non sono mai stati una priorità delle
democrazie occidentali e sembrano diventarlo ogni giorno di
meno in una società basata sul
controllo dell'individuo.
Le conseguenze sulla salute (onde radio e radioattività)
secondo gli esperti sono bassissime, soprattutto dal momento
che non esistono evidenze concernenti gli studi sui loro
effetti a lungo termine, così come non ne esistevano 50 anni
fa riguardo all’amianto che veniva prodotto a profusione.
Ragione per cui risulta ormai chiaro come (nonostante
qualche borbottio e qualche protesta portata sottovoce) la
“leggenda” delle mutande esplosive del giovane nigeriano sia
prodromica di un nuovo giro di vite per quanto concerne la
libera circolazione delle persone e la dignità dell’uomo,
destinato a venire ispezionato anche nell’intimità del
proprio corpo.
Il tutto in attesa che in un prossimo futuro la tecnologia
ci regali la soluzione definitiva, sotto forma dello scanner
mentale che potrà leggere l’intimità dei nostri pensieri,
rendendoci “finalmente” così sicuri che più sicuri non si
può.
VACCINAZIONI
PEDIATRICHE: L'INFORMAZIONE E' LA MIGLIOR DIFESA.. di Valerio
Pignatta
Quali sono i possibili effetti collaterali dei vaccini?
Quando qualcuno prova a fare chiarezza intorno al tema
vaccinazioni e tenta di informarsi su possibili effetti
collaterali di cui magari ha sentito parlare per vie
traverse, trova solitamente un muro compatto di
ostruzionismo, se non minacce di spaventose conseguenze a
livello di salute e legali, da parte del mondo sanitario
istituzionale.
Eppure, per chi invece riesce a superare lo scoglio iniziale
e il tabù
mediatico-sanitario
si aprono orizzonti di sconfinata
profondità che attingono direttamente a quella ricerca
scientifica di cui i sostenitori dei vaccini millantano la
conoscenza ignorando però in realtà le mete che nel
frattempo essa ha raggiunto. C'è infatti un gap sempre più
ampio tra i risultati della ricerca nei laboratori e il
sapere esercitato dai medici nei lori studi e negli
ambulatori. Io credo ci sia un ritardo che si aggira intorno
ai dieci-quindici anni. La scoperta del sistema difensivo e
antinvecchiamento umano basato sull'ossido nitrico, che ha
consentito al suo scopritore,
il prof. Louis J. Ignarro, di conseguire il premio Nobel per la medicina nel 1998, ancora per la
maggior parte ignorato dai medici, può esserne un esempio
eclatante.
Anche nel
mondo dei
vaccini
le informazioni di cui disponiamo oggi
sulla loro nocività ed inefficacia sono veramente tante e
schiaccianti. E assolutamente scientificamente fondate.
Il
dott. Roberto
Gava, medico specializzato in cardiologia,
farmacologia clinica e tossicologia medica che ha lavorato
più di dieci anni in ambiente universitario, ha portato a
termine e dato alle stampe un volume, Le vaccinazioni
pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche, di più
di 800 pagine in cui raccoglie e illustra anni di ricerche e
di bibliografie e abstract di studi sugli effetti
collaterali dei vaccini, le malattie che possono
slatentizzare, il giro d'affari che condiziona la ricerca
che risponde alla logica economico-commerciale, la mancata
farmacovigilanza, i danni da adiuvanti (mercurio,
alluminio), i meccanismi del sistema immunitario nonché i
sistemi naturali per proteggere l'organismo evitando
l'immunizzazione artificiale.
Le
vaccinazioni pediatriche. Revisione delle conoscenze
scientifiche, di Roberto Gava, costituisce una panoramica
sul mondo dei vaccini
Una riflessione di partenza che fa il dott. Gava, e a mio
parere molto importante per considerare tutta la questione,
ma di cui si è persa la consapevolezza, è che il compito
della medicina dovrebbe essere quello di
aiutare gli esseri umani a crescere sani
e con un
sistema immunitario in grado ai affrontare non solo una
decina di malattie infettive (e solo per qualche anno dato
dalla durata di copertura del vaccino, quando funziona) ma
da tutte le malattie infettive, anche quelle che ci saranno
in futuro.
E questo non si ottiene cercando di otturare una falla in un
qualche maldestro modo mentre allo stesso tempo se ne aprono
altre proprio in conseguenza della violenza che si è usata.
Si tratta di
rafforzare l'organismo con uno stile di vita adatto, evitando farmaci intossicanti e
ricorrendo a un'alimentazione corretta.
Le condizioni ambientali del pianeta stanno peggiorando a
vista d'occhio e le
patologie cui può incorrere l'uomo oggi
sono sempre più numerose e tendenti a cronicizzare per l'elevato impatto tossico che mangiare, bere
e respirare comporta.
L'assenza quasi
totale di attività fisica fa il resto. Se poi aggiungiamo la somministrazione di farmaci e vaccini,
oggi anche geneticamente manipolati, è chiaro che non si può
pensare che l'ottica della pillola (o iniezione che sia)
magica possa mutare realmente il panorama medico generale e
salvaguardare la salute degli individui. Anzi, l'utilizzo di
vaccini a virus vivi attenuati manipolati geneticamente
espone in modo concreto al rischio di creazione di nuovi
virus mutati caratterizzati da nuove proprietà e capacità
patogene che potrebbero essere in grado di resistere ai
normali trattamenti profilattici e terapeutici oggi
previsti.
Come conclude il dott. Gava, dunque, si può affermare che:
«il progresso scientifico ha contribuito a nutrire in noi
una tale presunzione scientifica o pseudoscientifica per cui
crediamo di conoscere già tutto della fisiopatologia del
nostro organismo, mentre siamo ancora molto ignoranti.
Le
informazioni di cui disponiamo oggi sulla nocività ed
inefficacia dei vaccini sono veramente tante e schiaccianti
Il nostro corpo ha raramente bisogno di un aiuto esterno
innovativo, mentre avrebbe quasi sempre bisogno di essere
aiutato a
mantenere, potenziare o attivare i
normali meccanismi di autodifesa che esistono già in noi
e che, ne sono certo, sono enormemente
superiori sia a quelli che oggi conosciamo sia a quelli che
possiamo anche solo prevedere alla luce della attuali
conoscenze». (p. 786).
Quindi di fronte alla questione vaccinazioni sì o
vaccinazioni no in ultima analisi il dott. Gava consiglia
di:
- non farsi prendere dalla paura;
- non avere fretta di decidere;
- non accontentarsi della parole dette da chiunque;
- verificare le informazioni di persona;
- informarsi, leggere, cercare.
Cercate la verità, la vostra, quel qualcosa che sentite come
più probabile secondo il vostro modo di pensare e in
sintonia con il vostro retroterra culturale ed emotivo. Non
siete uno standard. Siete unici.
INTERNET, TV E
FALSI IDOLI...
di Salvina Elisa Cutuli
E' sul web che buona parte degli adolescenti trascorre
molte ore della giornata Allo scoccare del nuovo millennio, quasi dieci anni fa, diverse sono state
le definizioni attribuite alla nuova “epoca” che stava per
cominciare. Col senno di poi molte di queste si sono
rivelate veritiere, mai però quanto quella che ha definito
questo momento come l’era di internet. Ed è su internet che si conoscono persone, che nascono nuove amicizie e in
alcuni casi nuovi amori, che muovono i loro passi
associazioni regolari ma anche immorali. È sul web che,
soprattutto, buona parte degli adolescenti trascorre molte
ore della giornata.
Secondo l’indagine “Abitudini e Stili di vita degli
adolescenti 2009” compiuta dalla Società italiana di
pediatria su un campione di 1300 studenti delle scuole medie
inferiori e superiori di età compresa tra i 12 e i 14 anni,
il
7%
circa passa in media quattro ore al giorno davanti ad
un monitor.
Quest’anno in particolare è stato l’anno di
facebook, uno dei social network più in uso da adolescenti e non, il cui scopo
originario era quello di “ri-connettere” i vecchi compagni
di scuola; si è fatto presto ad andare oltre questo meta.
Adesso ciò che conta è avere nella propria lista il maggior
numero di amici, non importa se conosciuti, l’importante è
che siano “fighi”.
Nel 2000 solo il
37% aveva in casa
un personal computer (nella grande maggioranza dei casi
senza collegamento ad Internet) e a navigare su Internet
(almeno una volta) era poco più del
5%. Oggi il
97% ha un computer
in casa (il 16% ne ha addirittura più di due) il 51% (55%
delle femmine) si collega tutti i giorni ad Internet e il
16,7%
lo fa per
più di 3 ore
al giorno.
Gli
adolescenti che trascorrono buona parte della loro giornata
a guardare la Tv o davanti il monitor di un pc si trascinano
dietro tutta una serie di comportamenti negativi
Insieme al pc è tornata nuovamente a radicarsi anche la Tv
che negli ultimi due anni si era vista scavalcare proprio
dal computer, in particolare da Internet. Dopo appena due
anni torna a crescere e, come risulta dalla ricerca sopra
indicata, il 23% del campione (25% dei maschi) guarda più di
tre ore al giorno la televisione, non a discapito del
computer il cui consumo quotidiano continua a crescere
notevolmente.
Gli adolescenti che trascorrono buona parte della loro
giornata a guardare la Tv o davanti il monitor di un pc si
trascinano dietro tutta una serie di
comportamenti negativi
che non sono correlati direttamente alla
Tv, ma interferiscono anche con le abitudini alimentari, la
percezione del sé, il rapporto con il bullismo, la
percezione del rischio e l’abitudine ad assumere
comportamenti considerati rischiosi, il rapporto con la
famiglia e con il sesso…
Vivono di falsi miti e di false icone di bellezza, spesso
costruite a tavolino, riflettendosi in loro, nei loro corpi,
nei loro atteggiamenti e nelle loro “ finte” personalità.
Un rischio notevole se si pensa che per questo Natale tra i
regali più richiesti sotto l’albero c’è il “ritocchino”
ispirato appunto alle “dive” del piccolo schermo. Ed è così
che giovanissime adolescenti si presentano dal chirurgo
estetico per farsi “trasformare” con la naturalezza con cui
si va dal parrucchiere a tagliare i capelli.
Direi che non è proprio la stessa cosa. Dove finisce
l’unicità di ognuno di noi, la nostra personalità, le nostre
qualità estetiche…? Non credo che importi a molti,
l’importante è apparire ed essere al passo con i tempi.
SHOCK SHOPPING,
LA MALATTIA CHE CI CONSUMA... scritto da Francesco Bevilacqua
FONTE
Saverio Pipitone, dopo avere scritto nel 2007 Schiavi
del Supermercato, cosa ti ha spinto ad approfondire
ulteriormente la moderna distribuzione organizzata e le
relative strutture commerciali?
La Grande
Distribuzione Organizzata (GDO) è una tematica molto
interessante perché rappresenta il motore dello sviluppo
economico e della moderna società dei consumi. Anche se
occupa il penultimo anello della filiera, riesce ad imporre
le proprie strategie verso l’alto fino al produttore e a
condizionare verso il basso il comportamento del
consumatore. La GDO utilizza poi le strutture
dell’ipermercato, shopping center, outlet village, parchi
divertimento, centri e distretti commerciali, costruite ed
organizzate scientificamente, dai percorsi prestabiliti alla
merce posizionata negli scaffali, con l’obiettivo di
produrre un coinvolgimento emozionale ed una prolungata
permanenza del consumatore nel sistema di finzione,
illusione ed estraneità creato da questi “non luoghi”.
Che ruolo
assume quindi la distribuzione organizzata nel
coinvolgimento del consumatore in una esperienza relazionale
di consumo e nella manipolazione dello stile di vita?
La GDO è causa di uno shock del consumatore, che viene
trasformato totalmente in un “soggetto nuovo” inserito in
una continua esperienza di consumo indotto.
Nell’evoluzione delle diverse forme distributive si
individuano numerosi costi sociali ed ambientali provocati
dalle strategie della GDO, che attraverso sofisticate
tecniche di controllo e fidelizzazione riesce anche a
manipolare il comportamento umano.
Puoi esporci
in particolare il contenuto del libro, quali tematiche sono
state trattate maggiormente e a chi il testo si rivolge?
Il libro è suddiviso in 20 capitoli che sono indipendenti ed
autonomi l’uno dall’altro con la possibilità di leggerne uno
solo per approfondire un determinato argomento di interesse.
In quasi ogni capitolo si mette in evidenza un’insegna della
distribuzione italiana o internazionale, in relazione ad un
particolare aspetto che caratterizza l’attuale consumismo
post-moderno, come per esempio la vicenda della “guerra” tra
Coop ed Esselunga per la conquista di nuovi spazi
commerciali e il controllo del territorio centro-periferico;
il glocalismo di Carrefour; Lidl e lo spionaggio aziendale;
Mediaworld e la spazzatura elettronica; McDonalds e
l’industria dell’hamburger; Wal-Mart e la politica del low
cost; Ikea e il livellamento imperialista; Mafia Spa
nell’affare della distribuzione Despar.
L’intero libro è a sua volta suddiviso in macroparti, dove è
possibile individuare una parte empirica fatta da un
approfondito report che descrive il “lato oscuro” dei grandi
centri commerciali, costruiti negli ultimi anni in Italia e
nel mondo; un’altra parte più teorica analizza il movimento
di sviluppo della società dei consumi; una parte conclusiva
è invece dedicata alle diverse alternative ed esperienze di
decrescita, sobrietà e semplicità volontaria attuate in
Italia ed inserite in un più ampio scenario di Piccola
Distribuzione Organizzata (PDO).
Il libro è inoltre integrato da numerosi dati numerici con
tabelle esplicative, un’approfondita bibliografia e si
rivolge prevalentemente a tutti coloro che stanno iniziando
a farsi qualche domanda sulla moderna distribuzione delle
merci e vorrebbero comprenderne i retroscena od optare per
un consumo consapevole.
SESSO E
CATTOLICESIMO...
scritto da Giancarlo Tarozzi
FONTE
L'aria che si respira in Italia è claustrofobia,
appesantita dalla stessa sua mania per la sessuofobia da una
parte e da un sistema politico e religioso dominato dal
potere delle gerarchie cattoliche e dalle esternazioni del
signor Ratzinger
Alcuni lettori mi hanno scritto per chiedermi come mai una
rubrica come quella che curo, intitolata
"Guarigione come crescita", negli ultimi tempi si stia occupando soprattutto di
due aspetti, che poi in realtà confluiscono in un'unica
visione: lo strapotere religioso delle gerarchie cattoliche
e i condizionamenti e le repressioni dell'energia sessuale.
Il motivo è semplice: le gerarchie cattoliche, cristiane,
islamiche, ebraiche, patriarcali esercitano il loro potere
in primo luogo soprattutto con la repressione e il controllo
dell'energia sessuale.
Ho avuto occasione di vivere momenti, negli anni settanta,
in cui sembrava che fosse realmente possibile liberarsi dei
tabù sessuali e dello strapotere delle religioni, seguiti
poi da nuove religioni create a tavolino quali New Age e
nuove forme di gestione dell'energia sessuale basate non più
sulla repressione, ma sullo stimolo della pornografia in
rete con le trasmissioni televisive.
Come si dice, il potere cambia forma ma non sostanza.
Il motivo per cui affronto così spesso questi due temi è che
viaggiando molto in varie culture del nostro pianeta, ogni
volta che rientro in Italia mi rendo conto sempre più di
come l'aria che si respira sia
claustrofobia, appesantita dalla stessa sua mania per la
sessuofobia da una parte e da un sistema politico e
religioso dominato dal potere delle gerarchie cattoliche e
dalle esternazioni del signor Ratzinger.
In virtù del potere che hanno anche a livello quantistico le
forme di pensiero e le convinzioni radicate nell'inconscio
degli esseri umani, ritengo che fin tanto che rimane valida
l'equazione appartenenza ad una religione uguale percorso
spirituale, libertà sessuale – libertà di fare sesso, di
pornografia, di scambi e scambisti, e così via – è sempre
più difficile, in un paese come questo che ormai amo
chiamare Vaticalia, concepire altri modi di connettersi con
il Dio attraverso il settimo Chakra, la meditazione, con la
Dea attraverso il primo Chakra, con la passione per
alimentare il proprio Cuore, il quarto Chakra, e riscoprire
il senso di un Amore Universale che nasce
dall'identificazione con il tutto.
So che una frase come quella che ho appena scritto possa
portare molti a identificarsi, e considerarla stereotipata,
qualcuno a dissentire, ma... altri a rendersi conto
realmente che questa è la magia della
creazione, la magia di questa realtà:
riconnettere corpo, mente, spirito,
riscoprire l'Uno che é nella vita su questo pianeta. L'Uno che è il piano sottile e divino
che si manifesta ed è presente ovunque nell'Uno del proprio
cuore, che non è più amare il prossimo come se stessi ma
rendersi conto che si è una cosa sola con il prossimo.
È allora... invece di limitarsi a ripetere frasi come
queste, su cui è facile essere d'accordo, è essenziale
iniziare a liberarsi di concetti che si danno per scontati
per scoprire il proprio percorso, il proprio modo di vivere
la Passione, il proprio modo di connettersi e di esprimere
il divino meditando, pregando, portando avanti un lavoro
iniziatico, per scoprire veramente che cos'è quel Cuore che
sta al centro e al di là dei giochi della mente.
Tuttavia, per arrivarci davvero é essenziale vedere
chiaramente le cose come stanno, e siccome anche in virtù
dell'attuale crisi economica a molti manca la possibilità di
viaggiare e vedere dall'esterno quello che sta succedendo in
questa scatola-laboratorio che è diventata Vaticalia, molti
dei contributi vogliono essere portati con il punto di vista
di un antropologo alieno che scende in questo paese senza
essere parte del gioco e osserva poi che succede…
Personalmente non mi sento particolarmente connesso con nessuna ideologia politica e religiosa
tra quelle dominanti in questa nazione, per
cui quello che vuole essere un osservatorio, di sicuro non è
"di parte".
Un punto di vista, ovviamente relativo, la proposta di
un'altra angolazione per allargare la sfera percettiva della
propria quotidianità.
FARSI TROVARE
PRONTI...
scritto da Lino Bottaro
FONTE
Tra
coloro che si interessano di questioni economiche in maniera
seria e disinteressata – sono dunque esclusi tutti gli
operatori del campo e i giornalisti che scrivono per le
testate mainstream – molti da anni ponevano l’attenzione
sulla fragilità dell’attuale sistema economico
internazionale, una figura mitologica sempre evocata ma mai
ben compresa.
L’attuale sistema, basato su denaro creato dal nulla da
magiche stampanti e organismi nazionali e sovranazionali che
saggiamente pianificano e danno direttive, l’attuale sistema
si diceva è destinato ad un crollo, un crollo che farà
apparire la grande depressione del 1929 come un evento
storico di seconda categoria.
Non si tratterranno qui le ragioni di questo crollo, né
delle dinamiche che l’hanno prodotto, essendoci siti ben più
competenti che da tempo se ne occupano (cito ad esempio il
blog di Linucs,
discepolo del maestro Xian e seguace del debianzhang ).
Ma dal momento che il crollo avverrà, ed è solo questione di
tempo, vedremo qualche piccolo accorgimento da prendere per
passare il più possibile indenni da questo periodo di
transizione che ci attende.
Come
sopravvivere al crollo dell’economia mondiale.
Innanzitutto, bisogna assicurarsi l’accesso al bene primario
per la nostra sopravvivenza: l’acqua. Sarà molto probabile
che nei giorni seguenti il crollo la fornitura di acqua
corrente nelle case subisca una interruzione.
Occorrerà quindi individuare nelle vicinanze della propria
abitazione delle fonti di acqua naturali, ovviamente
potabile.
Chi abita vicino a corsi d’acqua, fiumi o laghi, non avrà
grosse difficoltà.
Il problema si presenterà per gli abitanti delle grandi
città; questi, se impossibilitati a trasferirsi, dovranno
necessariamente optare per una scorta da tenere tra le mura
domestiche, anche se questa azione non risolverà il problema
a lungo termine.
Per il mangiare si consiglia di procurarsi in primis delle
grandi quantità di cibo in scatola a lunga scadenza, e
ovviamente alimenti che non necessitano di essere conservati
in frigorifero, dal momento che la corrente elettrica sarà
solo un ricordo.
Si sconsiglia la pasta, poiché portare l’acqua in
ebollizione sarà un lusso che non ci si potrà permettere. Le
arance, se conservate in luoghi freschi, hanno una discreta
durata, e aiutano nella prevenzione di molte malattie.
Chi avrà la possibilità potrà adibire il proprio giardino ad
orto, per poter coltivare in proprio varie verdure. Sarà
opportuno acquistare a tempo diverse semenze, in modo da
averle a disposizione durante il crollo. Chi è totalmente a
digiuno di questioni agricole dovrà altresì munirsi di un
manualetto di facile consultazione, del genere “Come si
coltiva l’orto”, per avere almeno le basi necessarie per
ottenere il minimo dal suo appezzamento.
Avendo la possibilità sarebbe anche utile dotarsi di una
stufa a legna, che servirà sia per il riscaldamento
dell’ambiente domestico che per il cucinare, dal momento che
le forniture di gas verranno sospese.
Per gli spostamenti occorrerà dotarsi di una bici solida e
resistente, poiché tutti i veicoli a motore non
circoleranno; ovviamente i distributori non avranno più
benzina.
Non bisognerà dimenticare di acquistare anche il kit
completo per la manutenzione della bici stessa. Altra ottima
soluzione potrebbe essere rappresentata dall’acquisto di un
cavallo, che però richiede attenzioni e cibo.
In casa non dovranno mancare le candele, ed è preferibile
che siano in gran numero.
Altri strumenti necessari saranno i binocoli, utili per
scorgere in anticipo l’avanzata dei vari eserciti stranieri,
probabilmente sotto i colori dell’ Onu, che giungeranno per
ristabilire l’ordine. Al loro arrivo si consiglia un ritiro
dignitoso nel bosco più vicino. E qui il cavallo tornerebbe
molto utile.
OGNI OSTACOLO
ALL'INFORMAZIONE DOVREBBE ESSERE CONSIDERATO REATO...
scritto da Alberto Spampinato*
FONTE
In
Italia i giornalisti minacciati, vittime di danneggiamenti e
ritorsioni personali sono tantissimi, come ha dimostrato
“Ossigeno per l’informazione”, l’osservatorio della
FNSI-Ordine dei giornalisti sui cronisti minacciati e le
notizie oscurate sulla violenza. Il Rapporto 2009 ha contato
nel triennio 2006-2008 quarantasei episodi che coinvolgono
circa 200 giornalisti, ed è una stima per difetto
(confrontare su www.fnsi.it e www.odg.it alla pagina
OSSIGENO). Ai giornalisti vittime di violenze fisiche si
sommano quelli intimiditi con azioni giudiziarie abnormi che
spesso si concretizzano in richieste di risarcimento in sede
civile per cifre esorbitanti. Al momento, oltre ai casi
arcinoti e paradigmatici delle citazioni miliardarie del
premier Silvio Berlusconi contro “La Repubblica” e
“l’Unità”, ce ne sono pendenti svariate decine nei confronti
di giornalisti spesso poco noti e per importi che superano
le disponibilità economiche personali e dei loro giornali.
C’è uno stillicidio di nuovi episodi di questo genere.
Non siamo quindi di fronte a un fenomeno che si manifesta
episodicamente, ma a comportamenti diffusi e ricorrenti, che
trovano terreno facile in una cultura e in un quadro
giuridico che considera alla leggera i comportamenti messi
in atto per ostacolare indebitamente la funzione di servizio
pubblico che ogni giornalista assolve mentre è impegnato a
informare l’opinione pubblica. Lo sa ognuno di questi
giornalisti presi di mira, che fa una enorme fatica per far
valere il diritto di cronaca: deve dimostrare di essere
titolare di tale diritto e di svolgere una funzione di
pubblico interesse. Una situazione difficile, scomoda che
ricorda l’assurda condizione in cui si trovavano le vittime
di mafia fino al 1985, cioè prima dell’inserimento nel
Codice Penale dell’art. 416 bis, quello che ha riconosciuto
la fattispecie del reato di associazione mafiosa. Fino ad
allora, per avere giustizia, ognuna di quelle vittime doveva
dimostrare l’esistenza della mafia.
Allora poniamoci questa domanda: se in Italia vengono
compiuti innumerevoli atti indebiti per comprimere,
limitare, condizionare, cancellare la libertà di stampa e di
espressione sancita dall’art.21 della Costituzione, non
sarebbe il caso di prevedere un reato specifico per queste
violazioni? E anche un’aggravante specifica per i reati
contro la persona (intimidazioni, minacce, percosse,
danneggiamenti) commessi per limitare l’esercizio della
libertà di espressione e di cronaca di un giornalista? Credo
che in questo campo ci sia nel nostro ordinamento una lacuna
da colmare. E’ necessario valutare al più presto questa
situazione in sede politica e giuridica. Sarebbe altresì
opportuno: 1) offrire un servizio di assistenza legale a
questi giornalisti; 2) porre un limite di legge e di
procedura alle richieste di risarcimento danni nei confronti
dei giornalisti e dei giornali per le notizie pubblicate. So
che ci sono già in campo varie proposte, e riconosco il
merito e la titolarità a chi le h formulate. Si parla di:
subordinare la liquidazione in sede civile all’accertamento
del dolo in sede penale; fissare parametri e limitazioni di
importo ai risarcimenti; imporre di versare un pegno
commisurato all’importo del risarcimento richiesto che, in
caso di rigetto, andrebbe alla parte avversa; chiedere che
lo stesso magistrato che rigetta l’istanza di
risarcimento,contestualmente assegni d’ufficio una
provvisionale al giornalista, a titolo di danno subito.
Intendiamo approfondire presto questi temi in un convegno,
tra giornalisti, giuristi e legislatori.
*direttore dell’osservatorio O2 Ossigeno per l'informazione
La proposta è stata lanciata nell'ambito del workshop "A
schiena dritta", organizzato da Blogos - Politicamente
Scorretto - venerdì 27 nov 2009 a Casalecchio di Reno
(Bologna)
IL VACCINO CONTRO
L'INFLUENZA SUINA E' UNA TRUFFA... scritto da Marco Cedolin
In
un intervento al parlamento polacco, il ministro della
sanità Ewa Kopacz ha definito ieri il vaccino contro
l’influenza H1N1 una vera e propria “truffa” ordita ai danni
dei cittadini da parte delle case farmaceutiche che lo
producono e dei governi che lo hanno acquistato e lo stanno
distribuendo, ben sapendo di fare solamente gli interessi di
Big Pharma e non
quelli della collettività.
Il ministro ha posto tutta una serie di dubbi concernenti
gli accordi che i
vari governi hanno
stipulato con i produttori dei farmaci, arrivando a
domandarsi quale sia il dovere di un ministro della sanità,
tutelare gli interessi dei cittadini o portare avanti quelli
delle industrie farmaceutiche? Lasciando intendere come nel
caso del vaccino contro l’influenza A i due interessi non
collidano, ma al contrario risultino profondamente
contrastanti.
Sotto accusa sia la reale efficacia dei vaccini, sia
l’omertà praticata in merito agli effetti collaterali degli
stessi. Il ministro Ewa Kopacz si domanda come sia possibile
che nonostante esistano oggi sul mercato tre tipi differenti
di vaccini realizzati da tre produttori diversi, vengano
trattati tutti alla stessa stregua, arrivando a carezzare la
possibilità che uno di essi “magari quello con una quantità
inferiore di sostanze attive, sia solo acqua fresca, alla
quale attribuiamo il potere di curare l'influenza”.
Mette in evidenza come all’interno dei siti web nei quali i
produttori di vaccini sono obbligati a pubblicare gli
effetti collaterali della vaccinazione, non sia citato un
solo effetto collaterale, nonostante la vaccinazione di
massa sia ormai iniziata da un mese e mezzo. Lasciando in
questo modo intuire che le industrie farmaceutiche abbiano
inventato il “farmaco perfetto”. Ma perché si domanda ancora
il ministro, se questo farmaco è così miracoloso i
produttori si rifiutano di assumersene la completa
responsabilità?
Ewa Kopacz pone inoltre l’accento sul fatto che nonostante i
vaccini siano ormai arrivati al quarto stadio di controllo,
non sia stato ancora reso pubblico nessun risultato.
Aggiungendo che inoltre il controllo sulle persone è stato
molto ridotto. Proprio per queste ragioni dichiara di non
sentirsi affatto sicura nel consigliarne l’utilizzazione,
fino a quando non le sarà dato modo di prendere visione di
risultati attendibili.
Il ministro dedica poi un’ultima riflessione sull’allarme
pandemia lanciato in relazione all’influenza A, mettendo in
evidenza come ogni anno nel mondo un miliardo di persone si
ammalino ed un milione di loro muoiano per effetto
dell’influenza stagionale, senza che mai siano stati
lanciati allarmi di questo genere. Nonostante l’influenza
suina stia rivelandosi molto meno pericolosa di quella
stagionale, a vari livelli è stato diffuso panico
irrazionale al solo scopo di spingere all’acquisto del
vaccino.
Ewa Kopacz ha infine chiuso il proprio intervento affermando
che “lo Stato polacco è molto saggio, i polacchi sanno
distinguere la verità dalle balle con molta precisione. Sono
anche in grado di distinguere una situazione oggettiva da
una truffa”.
Resta poco da aggiungere alle parole del ministro della
sanità polacco, se non rilevare come l’atteggiamento dei
cittadini europei, assai restii a farsi vaccinare, sembri
dare molto più credito al suo pensiero piuttosto che non
alle rassicurazioni diffuse su giornali e TV dai vari
governi compreso quello italiano, dimostrando di avere le
idee ben chiare riguardo a quello che dovrebbe essere il
dovere di un ministro della sanità. Probabilmente larga
parte del vaccino truffa che ha contribuito ad arricchire le
casse e ad innalzare alle stelle il valore delle azioni
delle grandi case farmaceutiche, resterà ad ammuffire sugli
scaffali, prima di prendere la strada degli scarichi per
l’acqua sporca. Naturalmente fino al prossimo allarme
pandemia, con relativa psicosi creata a tavolino e vaccino
truffa da vendere a peso d’oro in tutto il mondo.
INFLUENZA SUINA:
il vaccino, gli effetti collaterali e le prime morti
sospette...
di Andrea Boretti
Fazio ricorda che la percentuale delle vittime per
influenza A è lo 0,0048%" dei malati contro lo 0,2% dei
decessi per la normale influenza
Il numero di vittime per l'influenza AH1N1 è salito a 39. Le
vittime di mercoledì 11 Novembre sono un'ottantaquattrenne
con diverse patologie pre-gresse e un altro
ultra-ottantenne. Nel frattempo, mentre 147.000 persone sono
già state vaccinate, il sottosegretario Fazio ricorda che
"la percentuale delle vittime per influenza A è lo 0,0048%"
dei malati contro lo 0,2% dei decessi per la normale
influenza. Va considerato - inoltre - che essendo la
percentuale delle vittime calcolata, considerando i casi
clinici segnalati al sistema di sorveglianza, poiché questi
sono molto probabilmente sottostimati, il valore potrebbe
essere addirittura inferiore alla stima sopra riportata".
Niente di grave, tutto è sotto controllo, ci dice quindi il
sottosegretario, eppure altri
10.000.000
di dosi di vaccino sono in arrivo per fine Dicembre mentre nei primi mesi
del 2010 il totale di dosi che il governo distribuirà alle
regioni salirà a
24.000.000, il
40%
della popolazione italiana.
Qualcosa non torna? Le informazioni che ci giungono dai
media sono contraddittorie tra loro? Proviamo a fare
chiarezza.
Pare ormai chiaro che l'influenza AH1N1 è un'influenza
forse un po' più aggressiva
della normale stagionale ma, ormai anche i
dati forniti dal ministero non possono negarlo, dalla
mortalità decisamente bassa. Le vittime fino ad oggi hanno
quasi sempre mostrato patologie pregresse o stati di salute
particolari. Nei pochi casi in cui la persona non mostrava
segni di altre malattie, la statistica - con tutto il
rispetto per i deceduti e i loro familiari - ci fornisce una
spiegazione più che esauriente. Ogni anno in Italia muoiono
più di 8000 persone per patologie collegate alla "banale"
influenza stagionale, la maggior parte sono persone oltre i
65 anni, ma ben
2000 decedono pur
non essendo in età a rischio. Senza nessuna ragione che
possa far prevedere il triste evento quindi, semplicemente,
succede.
Per fortuna che c'è il vaccino direte voi, o meglio lo dice
la televisione. Nessuno, come è normale che sia, vuole
trovarsi a far parte di quello
0,0048%, quindi anche se il rischio è basso meglio
vaccinarsi. Purtroppo, anche volendo ignorare la discussione
sulla
composizione del vaccino, la soluzione non pare più così a portata
di mano.
E' di qualche
giorno fa, infatti, la notizia secondo la quale in Svezia
quattro infermiere sarebbero morte dopo aver assunto il
vaccino
E' di qualche giorno fa, infatti, la notizia secondo la
quale
in Svezia quattro infermiere sarebbero
morte dopo aver assunto il vaccino. Dice il tabloid svedese Expressen: "In ottemperamento alle disposizioni
vigenti i decessi sono stati segnalati all’autorità
sanitaria incaricata della farmacovigilanza, poiché la
campagna di vaccinazione contro l’influenza suina in Svezia
è già iniziata da due settimane. Non sono stati evidenziati
collegamenti tra questi decessi ed il vaccino". Ma il
sospetto resta forte, anche perché si moltiplicano i
ricoveri avvenuti a causa delle forti reazioni allergiche
seguite alla vaccinazione. I primi sintomi che si denunciano
sono febbre, dolori muscolari, mal di stomaco, mal di testa,
vertigini, stanchezza seguiti da forti dolori in sede di
iniezione e da un senso di costrizione toracica che causa
dispnea, per non parlare di una immuno-depressione generale.
Sebbene questa sia la notizia, al momento, più grave
relativamente alle conseguenze del vaccino, purtroppo non è
la sola. Il Belfast Telegraph del 27 Ottobre riporta la
notizia di un ragazzo diversamente abile che è finito in
ospedale poche ore dopo aver assunto il vaccino, mentre
negli stati Uniti è una
cheerleader a sviluppare la distonia - un disordine
del movimento muscolare - appena 10 giorni dopo aver fatto
il vaccino. Sul sito
www.theflucase.com che indaga le origini dell'influenza suina
- si parla di servizi segreti e di armi batteriologiche -
sono molte, infine, le testimonianze di
donne incinte
che una volta assunto il vaccino hanno avuto complicanze se non addirittura
aborti spontanei.
Insomma, la
situazione è molto più complessa di quanto i mezzi di
informazione tradizionale vogliano farci credere
Insomma, la situazione è molto più complessa di quanto i
mezzi di informazione tradizionale vogliano farci credere.
Di certo, nessuno di questi casi, preso singolarmente,
collega inequivocabilmente il vaccino contro l'H1N1 alle
morti in Svezia o alla distonia muscolare, così come non
basta l'elenco quotidiano dei morti per convincerci che
l'influenza A è una pandemia nella definizione classica del
termine. Non è corretto che nel conto delle vittime da
imputare all’influenza A vengano inseriti, ad esempio, anche
i malati terminali di cancro come è successo solo pochi
giorni fa.
Il quadro, già di per sè inquietante rischia però di farci
sbiancare se si pensa che in Germania è in questi giorni
polemica a seguito della notizia di Der Spiegel secondo cui
per i membri del governo e per i militari è prevista una vaccinazione
alternativa. Questo particolare vaccino - il Celvapan della Baxter di cui sarebbero
state ordinate 200.000 dosi - non conterrebbe additivi o le
altre sostanze che causano gli effetti collaterali di cui
abbiamo parlato poco fa.
Perché un secondo vaccino e perché solo per le élite? Perché
- anche questa è notizia di qualche giorno fa - Obama
dichiara l'emergenza sanitaria nazionale e non fa vaccinare
le proprie figlie? Nessuno spiega e nessuno informa, non la
carta stampata, non le televisioni e sicuramente non i
governi troppo occupati a tirate un colpo al cerchio e uno
alla botte nel tentativo di non far esplodere la paura
strisciante della gente ignara, ma allo stesso tempo
"complice" se non nello spingere verso la vaccinazione di
massa quanto meno nell'esaudire le richieste economiche di
Big Pharma.
QUALE FUTURO PER
L'INFANZIA ... di Dr.ssa Patrizia Gentilini
Gli
agenti tossici e pericolosi, a cominciare da diossine e
metalli pesanti, si ritrovano nel latte materno e nel sangue
del cordone ombelicale dei neonati, potendo condizionare,
fin dalla vita fetale, lo stato complessivo di salute non
solo nell'infanzia, ma anche nell'età adulta come sempre più
sta emergendo dalla letteratura internazionale.
L'esposizione in utero e nei primi anni di vita si conferma
infatti sempre di più elemento critico di grandissimo
rilievo ed una mole crescente di dati conferma, senza più
ombra di dubbi, che non è tanto la dose che fa il veleno,
come affermava Paracelso, ma il momento in cui la sostanza
agisce, che ne determina gli effetti. In particolare proprio
le diossine e le molecole similari quali ad es. i
policlorobifenili si concentrano nel latte materno che
rappresenta una forma di disinquinamento involontario della
madre che attraverso questo alimento trasferisce buona parte
del suo carico tossico al figlio. Il prezzo che l’infanzia
sta pagando per questo dissennato e sistematico degrado del
nostro ambiente di vita merita di essere sottolineato con
alcuni esempi concreti.
Ma, ancor prima di questi, vorrei ricordare le parole di
Lorenzo Tomatis, medico e scienziato mai abbastanza
celebrato, scritte nel 1987; parole che non possono non
apparire come una lucida profezia: “la deliberata
spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata
usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei
profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la
popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più
fragile, che sono i bambini, sia con l’ esposizione diretta
alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche
presenti nell’acqua, aria, suolo, cibo, sia con le
conseguenze della sistematica e accanita distruzione del
nostro habitat”.
Veniamo a qualche esempio concreto circa la salute
dell’infanzia: vorrei parlare del problema delle neoplasie
infantili e dei problemi neurologici e comportamentali.
Tumori
nell’infanzia
Nel 2004 erano stati pubblicati su Lancet dati che
mostravano un incremento dell’1.1% dei tumori infantili
negli ultimi 30 anni in Europa e che apparivano già
preoccupanti, tuttavia quelli che riguardano il nostro
paese, riferiti agli anni 1998-2002 e pubblicati nel 2008 ci
lasciano a dir poco sgomenti. I tassi di incidenza, per
tutti i tumori nel loro complesso da 0 a 14 anni sono
mediamente aumentati nel nostro paese del 2% all’anno,
passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di
bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel
periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell’ultimo
quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono
stati 30 nuovi casi. La crescita è statisticamente
significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i
sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età
l’incremento è addirittura del 3.2% annuo. Tali tassi di
incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli
riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia (138
casi 1990-98), Svizzera (141 casi 1995-2004). Il cambiamento
percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in
Europa sia per tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la
maggior parte delle principali tipologie di tumore;
addirittura per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs
un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell’
1.6% vs un + 0.6% e così via. Come possiamo, di fronte a
questi dati, continuare a pensare che lo stile di vita sia
il principale fattore all’origine del cancro e che i fattori
ambientali abbiano un ruolo del tutto marginale?
Disturbi
neurologici e comportamentali nell’infanzia
Il cervello infantile ed il sistema nervoso in via di
sviluppo rappresentano un organo delicatissimo, bersaglio
specifico di sostanze tossiche ed inquinanti, specie
liposolubili, ma anche metalli pesanti quali piombo e
mercurio, e sempre più frequenti sono i disturbi che
l’infanzia presenta a questo livello. Risulta infatti che
sono in netto aumento nell’infanzia disturbi neurologici e
comportamentali. Negli U.S.A. si registra: Deficit di
attenzione/iperattività: +250% dal 1990 al 1998; Bambini
inseriti in scuole speciali: + 190% dal 1977 al 1994;
Autismo: 1980: 4 - 5 casi/anno su 10.000; 1990: 30 - 60
casi/anno su 10.000. Sempre un'indagine condotta negli Stati
Uniti stima che ogni anno nascono, solo negli U.S.A, da
316.000 a 637.000 bambini con una quantità di mercurio nel
cordone ombelicale superiore alla quota associata a deficit
del quoziente intellettivo (QI). Gli Autori valutano la
perdita di PIL nel loro paese per la riduzione del Q.I. da
mercurio pari a ben 8.7 miliardi di dollari all’anno. Oltre
a metalli pesanti quali mercurio e piombo, anche
numerosissime altre sostanze chimiche fra le più svariate
sono ritenute responsabili di questi danni e nel 2006 è
stato lanciato, sulle pagine di Lancet un allarme
dall’Harvard School of Public Health circa la “Pandemia
Silenziosa” per i danni al cervello dei bambini provenienti
da sostanze chimiche. Si è stimato addirittura che un
bambino su sei al mondo sia a rischio di disturbi, sia di
tipo organico/neurologico, sia di tipo comportamentale, per
questo tipo di esposizione.
Internet e un
movimento anti-vaccino H1N1 Lettera aperta di Claudia Rainville*
tratto da
www.thelivingspirits.net
"Caro
amico e cara amica,
In passato ho supposto che i vaccini potessero essere
pericolosi. Oggi ne sono più che convinta.
Recentemente ho effettuato una ricerca sulla sindrome di
Miofascite Macrofagica. Che sorpresa nello scoprire la
similitudine con una malattia che ho incontrato spesso in
persone in consulto e cioè la Fibromialgia.
La
Fibromialgia
é una malattia molto dolorosa. Circa una
decina di anni fa, mentre ero in Québec, avevo sentito dire
che c’erano sempre più persone affette da Fibromialgia. Non
ne capivo il motivo, finché recentemente ho scoperto che la
Fibromialgia era molto simile alla sindrome di Miofascite
Macrofagica.
La
Miofascite
Macrofagica
é
caratterizzata da dolori muscolari, articolari, un’astenia
importante e molto invalidante, periodi di febbre,
rallentamento delle funzioni cerebrali, delle funzioni
cognitive e uno stato di debolezza importante accompagnato
da tanti altri sintomi che non permettono di svolgere i
normali compiti quotidiani (occuparsi della casa, guidare
una macchina) né di continuare a lavorare.
Questi malati hanno pochissima energia e, nel corso della
giornata, sono spesso obbligati a riposare per recuperare
l’energia che manca loro per terminarla. L’evoluzione porta
alla cronicità, responsabile di una debolezza muscolare
associata ad una stanchezza generale della tensione
muscolare. I pazienti interessati erano spesso persone molto
attive prima di questa sindrome.
Ricerche fatte su persone colpite da questa
sindrome di Miofascite Macrofagica
hanno rivelato la presenza di idrossido di
alluminio nei macrofagi di queste persone.
I macrofagi
sono una
varietà di globuli bianchi
di grande dimensione che intervengono nei processi immunitari fagocitando
(imprigionando e digerendo) batteri, lieviti, rifiuti
cellulari o sostanze estranee.
Ora, si può ritrovare l’idrossido di alluminio anche in gran
parte dei vaccini.
L’idrossido
di alluminio é utilizzato come additivo. Un additivo é una
sostanza chimica che permette di stimolare l’immunità
dell’organismo al fine di aumentare la risposta immunitaria.
Da Pasteur ci hanno fatto credere che i vaccini
proteggessero, senza rivelare che invece era l’additivo che
faceva il lavoro di far aumentare la risposta immunitaria e
non il vaccino. Ma quello che ignoravamo all’epoca sui
pericoli di questi additivi oggi non può più essere
ignorato. Questo additivo era presente nel vaccino contro
l’epatite B che é stato dato a molte persone tra cui diverse
infermiere. E molte di loro hanno sviluppato la Sclerosi
Multipla o Fibromialgia (probabilmente la Miofascite
Macrofagica ).
Recentemente chiedevo
ad una di loro se era stata vaccinata contro l’Epatite B.
Ecco cosa mi ha risposto : « Si, ero stata
vaccinata contro l’epatite e ad un certo punto ho presentato
gravi sintomi di epatite tanto che ho dovuto essere portata
al pronto soccorso. Gli enzimi del mio fegato erano talmente
aumentati che il medico non sapeva come ne sarei uscita. In
seguito ho presentato i sintomi della Fibromialgia al punto
da dover lasciare il mio lavoro».
Più vado avanti nel mio nuovo libro : « Il grande dizionario
della Metamedicina » che sto terminando e che deve uscire
nel mese di dicembre 2009, più scopro il numero di malattie
cosiddette idiopatiche o autoimmuni legate ai vaccini e la
cosa più sorprendente è che la maggior parte dei medici non
sembra rendersene conto.
Di cosa avremo bisogno per fare in modo che si risveglino? E
tu che leggi queste righe, aspetterai di aver perso la
salute per renderti conto del pericolo dei vaccini ?
«Moltiplicando
le vaccinazioni aumentiamo il rischio di introdurre degli
antigeni imparentati con molecole dell’organismo in cui sono
stati iniettati creando così malattie autoimmuni la cui
frequenza é in continuo aumento ». Prof. Louis-Claude Vincent
Il Dr.Moulden da parte sua ha messo a punto una nuova
tecnologia in immagini mediche per evidenziare i disturbi e
i danni neurologici prodotti in seguito alle vaccinazioni.
Il Dr.Moulden spiega che i vaccini provocano una iper-reattività del sistema
immunitario nel corso del quale i leucociti si precipitano
ad attaccare i prodotti estranei iniettati nel flusso
sanguigno.
Dato che questi ultimi sono troppo grandi
per penetrare i piccoli capillari dove ci sono i prodotti
estranei, i leucociti finiscono per ostruire, bloccare e
deteriorare questi capillari.
La strada viene quindi interrotta dai globuli rossi più
piccoli che devono portare l’ossigeno ai diversi organi che
si trovano vicino ai capillari ostruiti dalle sostanze
estranee.
Queste
particelle che raggiungono il cervello, disturbano o
impedendo la circolazione sanguigna, possono provocare
l’autismo, la morte improvvisa dei neonati o molte altre
malattie del bambino o dell’adulto.
Proprio come succede con attacco cardiaco, ogni volta che i tessuti hanno
carenza di ossigeno, é possibile subire un attacco
cerebrale, problemi al fegato o ai reni. Si tratta qui di
una grande scoperta di cui però si nega l’informazione a
favore della disinformazione.
Ci sono così tanti bravi medici come loro che si sono resi
conto dei pericoli dei vaccini per la salute, ma non gli si
dà voce, non hanno un palco per farsi ascoltare. Al
contrario, questi medici vengono minacciati di perdere il
loro diritto ad esercitare la professione, i ricercatori che
osano rivelare questi fatti vengono privati delle loro
sovvenzioni ...
Per un momento mi sono scoraggiata e mi sono chiesta cosa
potessi fare per le mie possibilità. Ma grazie a
Jean-Jacques Crèvecoeur un brillante collega che stimo molto
e che ha consacrato come me una gran parte della sua vita a
risvegliare i suoi simili ho capito che insieme si poteva
fare qualcosa. Potevamo dire: STOP! Non toccate più la
nostra salute e la salute dei nostri bambini.
Un prossimo vaccino più pericoloso di tutti quelli
presentati finora é sul punto di essere iniettato a oltre la
metà del pianeta. Tu puoi pensare: «Ah io non mi farò
vaccinare!» molto bene. Anch’io penso la stessa cosa. Ma
occorre pensare un po’ più in là. Hai pensato ai milioni di
persone che riceveranno questo vaccino ? Dove elimineranno
questi virus e questi prodotti tossici che gli vengono
iniettati ?
Quello che verrà eliminato dalle vie urinarie e digestive avrà come effetto
di contaminare tutto il nostro ambiente, quindi anche se non
ti fai vaccinare, potrai essere toccato da questa
contaminazione.
Allora vedi che anche questo ti riguarda ! Non restare
indifferente o distaccato dal problema perché ti riguarda.
Aiutaci a risvegliare quelli a cui si mente, a cui si
raccontano storie per manipolarli meglio. Perché solo
insieme saremo sufficientemente forti per opporci al piano
di vaccinazione obbligatoria.
E la buona notizia é che un’opposizione seria si sta già
formando. Ti invito a entrare in Internet e a cliccare su “Opposizione al vaccino dell’influenza H1N1”.
Anche se l’opposizione si organizza, non bisogna mollare la
presa, ma invece occorre sostenerla. Perché il nostro unico
potere sta nell’unità. Coloro che vogliono prendere il
controllo mondiale possiedono tutto il resto e cioè
l’economia (controllo dei soldi e del loro valore) la
politica ( i politici sono alla loro mercé) i media ( radio,
televisioni, giornali, pubblicità occulta)
a noi resta
solo internet
(per ora! ndr).
Sai che solo negli Stati Uniti hanno appena creato una legge
passata al senato del Massachusetts (USA) che mette una
multa fino a 1000 dollari al giorno e fino a 3 mesi di
prigione per rifiuto di obbedire alle autorità mediche (cioè
rifiuto di farsi vaccinare) in caso di emergenza in materia
di sanità pubblica?
Sai che il segretario di stato degli USA
Kathleen Sebelius ha accettato di firmare un decreto
che conferisce l’immunità totale ai fabbricanti di questi
vaccini contro l’influenza H1N1?
Questo vuol dire che se una persona in seguito al vaccino
sviluppasse la sindrome di Guillain-Barré (e il rischio e
che ce ne saranno tantissime) non potrà perseguire chi lo ha
fabbricato. Ti invito ad andare su internet a vedere questo
video: “L’influenza suina del 1976” Sai che
ancora prima del primo caso di influenza
suina la più grande casa farmaceutica Baxter, aveva già
depositato un brevetto per la fabbricazione del vaccino
contro l’influenza H1N1?
Richiedendo quello che c’é nel brevetto
stesso si legge: “Additivi appropriati sono l’Idrossido di
Alluminio, lisolecitina, Polioli, ecc…”
Sai che da anni si cercano mezzi per ridurre la popolazione
del pianeta ? Sono stati utilizzati diversi metodi che però
si sono dimostrati insufficienti. La sovrappopolazione é
diventata una grande preoccupazione per i sistemi della
sanità pubblica che rischiano le crisi sociali peggiori mai
viste.
Per porre rimedio a questa situazione, l’OMS e il Nuovo
Ordine Mondiale diretto da un gruppo di famiglie (
Rockfeller, Rothchild etc.) che detengono molto potere da
molte generazioni, hanno concordato un piano per ridurre la
popolazione della Terra da 3 a 5 miliardi di abitanti entro
i prossimi dieci anni "Secondo le informazioni americane, da
qui al 2015, quasi 3 miliardi di persone saranno di troppo",
il nostro pianeta si aspetta dunque una sovrappopolazione.
"L'attivazione" dei diversi virus che potrebbero portare ad
una morte di massa é una strategia destinata a “ridurre la
popolazione del pianeta", ha dichiarato M. Ivachov.
Sai che una giornalista di nome Jane Burgermeister messa al
corrente di questo piano
ha
recentemente fatto ricorso contro l’OMS (Organizzazione
Mondiale della Sanità), l’ONU, Barack Obama (Presidente
degli Stati Uniti), David de Rothschild (banchiere), David
Rockefeller (banchiere), George Soros (banchiere), Werner
Faymann (Cancelliere d’Austria) ed altri, accusandoli di
volere commettere un genocidio di massa?
Questa accusa fa seguito ad un’altra procedura giudiziaria
che la giornalista aveva intentato nell’aprile 2009 contro
le società farmaceutiche Baxter e Avir Green Hills
Technology, che ritiene responsabili di aver prodotto un
vaccino contro l’influenza aviaria, per provocare
deliberatamente una pandemia e arricchirsi allo stesso
tempo.
Jane
Burgermeister presenta le prove di atti di bioterrorismo in
cui sono implicate le persone e gli organismi
precedentemente citati. Li accusa di far parte di un sindacato internazionale di imprese criminali
che ha messo a punto, fabbricato e stoccato delle armi
biologiche in previsione di eliminare la popolazione degli
Stati Uniti e di altri paesi a scopi di profitti politici e
finanziari. Usando l’influenza suina come pretesto, li
accusa di aver pianificato l’assassinio di intere
popolazioni tramite la vaccinazione forzata.
Lei ha le prove che questi vaccini saranno volontariamente
contaminati per provocare malattie mortali. Queste azioni si
iscrivono in violazione diretta della Legge antiterrorista
relativa all’impiego di armi biotecnologiche.
E’ vero che il nostro mondo si trova di fronte ad una
sovrappopolazione. Ma non credi che ci siano altre soluzioni
che dobbiamo cercare ? Oltre la metà di quello che la terra
produce viene gettato. Come si possono spendere solo negli
Stati Uniti 7 miliardi di dollari per acquistare dei vaccini
quando non c’erano soldi per aiutare le persone che perdono
la loro casa, i senzatetto …E’ possibile che le risorse
della terra e i soldi siano mal gestiti ?
Non credi che
sia arrivato il momento di unirci, di smettere di agire come
caproni ? Abbiamo una responsabilità individuale ma anche
collettiva e planetaria.
Se la tua risposta é si, puoi scrivere a lidiavit@libero.it
o luca@pcinfo.it e ti risponderò. Da parte tua puoi aiutarmi
a trasmettere l’informazione al maggior numero di persone
possibile. Ti metterò in contatto con altri tra cui
Jean-Jacques Crèvecoeur, e altri ancora perché questo
movimento prenda piede.
Grazie da parte mia personalmente e grazie a nome di tutti i
nostri fratelli e sorelle di questa terra.
La tua amica Claudia (
www.metamedicina.com
)"
*Claudia Rainville, microbiologa e dodificatrice del metodo
"Metamedicina", esperta psicoterapeuta e conferenziere
internazionale.
E' autrice dei libri: "Ogni sintomo un messaggio", "Guarire
le ferite del passato", "Nati per essere felici e non per
soffrire", "Liberarsi dalle paure e dai sensi di colpa"
ENERGIA
VIBRAZIONALE ALIMENTI E SALUTE tratto da
thelivingspirits.net/
L'ing.
francese Andrè Simoneton (gravemente ammalato e senza
speranza di guarigione, riacquistò la salute con il
vegetarismo) era un esperto in elettromagnetismo, e negli
anni '30 e '40 collaborò allo studio della vibrazione degli
alimenti utilizzando i lavori di altri importanti
ricercatori. Ogni alimento, come ogni essere vivente, oltre
ad avere un potere calorico (chimico-energetico) ha anche un
potere elettromagnetico (vibrazionale). Servendosi di
apparecchiature scientifiche, misurò la quantità di onde
elettromagnetiche degli alimenti, classificandoli in base a
queste.
La biofisica
alimentare
PREMESSA
Riassumiamo brevemente la costituzione delle cellule e la
definizione del rapporto acido/basico. Per maggiori dettagli
rimandiamo il lettore alla lettera "La salute del Corpo" n.
3.
LE CELLULE
Sono l'elemento fondamentale di cui sono composti tutti i
tessuti di un organismo, sia esso umano, animale o vegetale.
E' una singola unità di materiale vivente capace di
autoriprodursi. Una cellula assomiglia ad un uovo e si
compone di:
1. Nucleo (es. il tuorlo): è la parte centrale adibita alla
riproduzione e all'accrescimento della cellula.
2. Citoplasma (es. albume): è l'elemento che consente alla
cellula di contattare ed interagire con l'ambiente esterno;
è infatti in grado di irritarsi, contrarsi, assorbire,
espellere e respirare. Nel citoplasma si trovano corpuscoli
di varia forma e volume che fanno parte del sistema vivente
della cellula (mitocondri, ecc.).
ACIDO/BASICO - IL
COMPROMESSO VITALE
Tutte le reazioni, che definiscono le condizioni essenziali
di un ambiente in cui la "vita" sia possibile, si svolgono
nell'ambito di determinati valori, tra questi il più
importante è il rapporto acido/basico. All'interno del
nostro organismo questo rapporto dovrebbe sempre rimanere
costante, si possono però creare delle condizioni troppo
acide (per eccesso di potassio) oppure troppo basiche (per
eccesso di sodio).
Per misurare il rapporto acido/basico viene utilizzato un
termine di paragone chiamato "pH". Nel campo medico, il pH
viene utilizzato per misurare il liquidi organici ed in
particolare il sangue, la saliva e l'urina. Questi liquidi
vengono definiti:
- ACIDI, quando il pH è compreso tra 0 e 7,06;
- NEUTRI, quando il pH è uguale a 7,07;
- BASICI o ALCALINI, quando il pH è compreso tra 7,08 e
14,14.
LE ENERGIE
SEGRETE DEGLI ALIMENTI (1)
La ricerca del Dr. A. George Wilson
Intorno al 1960, il Dr. Wilson completò lo sviluppo di
un'apparecchiatura elettrica molto sensibile che chiamò
"Neuro-Micrometro". Questo strumento, una volta collegato
con elettrodi in contatto con la superficie del corpo di una
persona, è in grado di registrare il flusso di elettricità
che scorre nei suoi nervi.
Il Neuro-Micrometro è in grado di misurare:
- Rapporto acido/basico
- Energia che scorre nei nervi
- Energia funzionale
- Ossidazione delle cellule
- Riserva di energia organica
- Tensione emotiva
- Tossicità organica
Con l'ausilio del Neuro-Micrometro, si può ottenere
un'indicazione abbastanza approssimata della condizione di
alcuni organi interni oppure delle ghiandole endocrine.
Queste misurazioni diventano possibili in quanto vi sono sul
corpo dei punti riflessi (probabilmente sono gli stessi
utilizzati nell'Agopuntura, N.d.T.).
Cos'è la
salute?
Per definire la condizione di "buona salute", la cosa
migliora da fare è esprimersi in termini di energia
funzionale, una forma di corrente nervosa, anche chiamata
"bio-elettricità", che fornisce gli impulsi necessari al
movimento degli arti ed alla vitalità di tutte le cellule
che costituiscono il nostro organismo. Va sottolineato il
fatto che tale energia non potrà mai essere fornita da
alimenti cotti, surgelati o provenienti da animali morti.
L'elettricità è definita come "un'onda di elettroni che sono
costretti a muoversi da atomo ad atomo". Vi sono molti modi
per creare dell'elettricità, quella nel nostro organismo è
causata da reazioni chimiche (come quando si carica una
batteria) che avvengono nelle cellule; tale processo prende
il nome di "ossidazione".
L'ossidazione avviene come conseguenza dell'assorbimento di
ossigeno e nutrimento da parte delle cellule. Nel momento
che l'ossigeno e gli elementi nutritivi giungono al loro
nucleo e ne diventano parte integrante, viene a crearsi una
minuscola corrente elettrica che ammonta a circa un
50-milionesimo di Volt.
Questa corrente, anche se appare assai debole, è sufficiente
per mantenere in vita una cellula e, quando si combina con
quella di altre cellule (come accade nel cervello), diventa
sufficiente per causare un flusso di energia nervosa che,
qualora diretto verso una parte dell'organismo, prende il
nome di "impulso nervoso" e può produrre un'azione.
Siccome sono gli alimenti che assumiamo che permettono la
generazione di questa energia, spetta agli stessi il compito
di mantenere l'integrità termica, chimica, strutturale e
funzionale del corpo. Questi quattro fattori sono ugualmente
importanti ma, purtroppo, solo i primi tre sono stati presi
nella dovuta considerazione. Quanto il cibo, possa essere
correlato alla generazione dell'energia che mantiene le
attività funzionali del corpo, è stato infatti un argomento
alquanto trascurato.
Le nuove
considerazioni nel campo della dieta
La prima cosa da fare, nella ricerca di una dieta ottimale,
dovrebbe essere l'attenta considerazione dell'effetto che
essa avrà sulle cellule dell'organismo, sul rapporto
acido/basico e quanto potrà aumentare o diminuire l'energia
nervosa disponibile. Il Dr. Wilson enumera quattro modi nei
quale una dieta scorretta può interferire nel buon
funzionamento delle cellule:
1. Incapacità di provvedere il giusto nutrimento alle
cellule, sia per i processi di ossidazione che per la
creazione di nuove cellule.
2. Creazione di eccessiva acidità, che interferisce con i
processi ossidativi delle cellule.
3. Incapacità di creare l'acidità sufficiente a creare la
differenza di potenziale necessaria per permettere il fluire
dell'energia lungo i nervi del corpo.
4. Eccessiva assunzione di alimenti che può ostacolare la
circolazione dei fluidi all'interno dell'organismo. Se i
fluidi non circolano liberamente i nutrimenti non possono
giungere alle cellule nella dovuta quantità e non vi potrà
neppure essere un'adeguata eliminazione dei rifiuti dovuti
alla loro attività. Entrambi questi fattori creano una
malnutrizione delle cellule: l'unica fattore, secondo il Dr
Wilson, che sta alla base di molte malattie, specialmente
quelle croniche.
La ricerca
dell'Ing. Andrè Simoneton (2)
L'ing. Simoneton, francese, ha speso ben 20 anni facendo
ricerche sull'effetto che gli alimenti possono avere sul
corpo umano. Poiché tutto ciò che vive, compreso il nostro
organismo, emette radiazioni, egli si chiese quali
radiazioni lo indeboliscono e quali lo fortificano. Per
portare avanti le sue ricerche usò un contatore Geiger, una
camera ionizzante di Wilson, il Biometro di Bovis (vedi La
salute del Corpo n. 18, n.d.r.), che è graduato in Angstroms
(A) e può misurare anche le onde che sono lunghe solo un
decimilionesimo di millimetro.
Con tali strumenti fu in grado di stabilire che ogni essere
umano emette delle radiazioni attorno ai 6200/7000 Angstroms
(questa lunghezza d'onda corrisponde al colore rosso dello
spettro solare). Constatò anche che al di sotto dei 6500 A
l'organismo non può più mantenersi in buona salute e compare
la malattia.

Per mantenersi con vibrazioni ad una lunghezza d'onda
superiore ai 6500 A (verso l'infrarosso) il nostro organismo
deve continuamente adattarsi all'influenza di ogni specie di
radiazioni, siano esse dovute a: pensieri, emozioni,
alimentazione, medicamenti, radiazioni cosmiche, solari,
terrestri, ecc. Un ruolo assai importante, per il
mantenimento della buona salute, viene pertanto rivestito
dagli alimenti, dalle bevande, dal modo di vita e
dall'ambiente in cui si vive. Prove di laboratorio,
effettuate su animali, hanno dimostrato che gli alimenti
sintetici, pur fornendo un'alimentazione equilibrata dal
punto di vista qualitativo e calorico, non è sufficiente per
fornire uno sviluppo normale. Questo significa che oltre ai
consueti elementi (proteine, carboidrati, ecc.) gli alimenti
devono anche possedere delle "vibrazioni energetiche",
capace di mantenere la vita.
Una volta fatte queste considerazioni, l'Ing. Simoneton
controllò un gran numero di alimenti che suddivise nelle 4
grandi categorie riportate qui sotto.
Le qualità vibrazionali e vitali dei cibi (3)
1 - ALIMENTI
SUPERIORI con vibrazioni sopra i 6500 A:
tutta la frutta fresca ben matura e relativi succhi (fatti
in casa e subito ingeriti), quasi tutti gli ortaggi ed i
legumi crudi o cotti con temperatura non superiore ai 70
gradi. Il grano, i farinacei, la farina ed il pane
integrale; i dolci fatti in casa, tutta la frutta oleaginosa
ed i loro oli essenziali, le olive, le mandorle, i pinoli,
le noci, i semi di girasole, le nocciole, la noce di cocco e
la soia, il burro freschissimo di giornata, i formaggi NON
fermentati, la crema del latte e le uova di giornata.
2 - ALIMENTI
DI APPOGGIO, con vibrazioni da 6500 a 3000 A:
il latte fresco appena munto, il burro normale, le uova non
di giornata, il miele, lo zucchero di canna, il vino, l'olio
di arachidi e le verdure scottate in acqua bollente.
3 - ALIMENTI
INFERIORI, con vibrazioni dai 3000 in giù:
la carne cotta, i salumi, le uova dopo il 15 giorno, il
latte bollito, il the, il caffè, le marmellate, il
cioccolato, il pane bianco, tutti i formaggi fermentati.
Questi alimenti sono quasi tutti proteici e basta una
piccolissima deficienza del fegato o dell'apparato
digerente, affinché diventino intollerabili per l'organismo.
4 - ALIMENTI
MORTI, senza alcuna vibrazione:
le conserve alimentari, le margarine, tutte le pasticcerie
ed i dolci fatti con farina raffinata e prodotti
industriali, i liquori e gli alcolici, lo zucchero raffinato
(bianco).
Anche la freschezza degli alimenti è un fattore di primaria
importanza. Alcuni procedimenti, che normalmente vengono
usati in cucina, alterano o distruggono alcune qualità dei
nostri cibi, un esempio ce lo forniscono le pentole a
pressione e la cottura in acqua bollente. I cibi cucinati a
vapore conservano invece parte delle loro proprietà.
Gli alimenti conservati mediante la "pastorizzazione", NON
contengono quasi più nulla delle loro qualità vibrazionali
(irradianti); mentre quando sono trattati con processi
disidratanti, le conservano in gran parte.
Tutti i cibi che hanno un elevato potere vitaminico, hanno
pure ottime vibrazioni e possono essere classificati come
"eccellenti". Questi alimenti sono sufficienti al
mantenimento della vita se assunti con un'alimentazione
VEGETARIANA intelligente.
Fra gli alimenti superiori, i frutti maturi hanno tutti una
lunghezza d'onda tra gli 8000 ed i 10.000 A. Le loro
vibrazioni vengono liberate nello stomaco, dando una
sensazione di benessere. Affinché le mucose ne traggano il
maggior profitto è opportuno mangiare la frutta a digiuno,
cioè al mattino o nel tardo pomeriggio.
NON mangiate la frutta non matura, come spesso viene
venduta, le sue vibrazioni non sono valide per l'organismo;
lo prova il fatto che sono di difficile digestione. Quanto
detto per la frutta è valido anche per le verdure.
Le possibilità vibratorie degli alimenti non resiste oltre i
70 gradi, qualsiasi cottura che superi questi valori rende
il cibo povero di elementi vitali. L'unica eccezione è la
patata, che una volta cotta al forno o nell'acqua presenta
ancora circa 6500 A. Ciò accade anche con altri tuberi,
salvo la barbabietola, la carota, il ramolaccio che, quando
sono maturi, misurano dai 7000 agli 8000 A.
La stessa rilevazione si ottiene dai legumi freschi e maturi
(fagioli, fave, piselli, lenticchie). Questi, però, una
volta essiccati, già dopo qualche settimana presentano una
debole radiazione che scompare nel giro di qualche mese;
ecco perché spesso sono indigesti.
Il miglior modo di mangiare le insalate è quello di
prepararle con molte qualità di verdure, ad es. insalata,
carciofi, asparagi, carote, olive, barbabietole, cipolle,
ecc. Gli spinaci, i carciofi, le zucchine ed i funghi
possono essere consumati anche crudi tagliati a fettine.
Queste mescolanze, se condite con olio extra vergine di
oliva, forniscono ottime vibrazioni che vanno da 8000 a
11.000 A. Anche i funghi sono molto importanti in quanto
emettono onde di 8500 A.
Simoneton, ha rilevato che i prodotti vegetali venduti nelle
città hanno già perduto da un terzo alla metà delle
vibrazioni utili al corpo umano. Se a tutto ciò si aggiunge
la cottura per bollitura, in essi NON rimane più NULLA di
valido. Qualcuno ha osservato che le verdure gonfiano lo
stomaco: ciò è vero solamente quando si mangiano quelle con
vibrazioni inadeguate; di quelle cotte nell'acqua, ad
esempio, rimane solo la cellulosa.
La base del nutrimento dell'uomo è il grano, questi occupa
una posizione importante nella scala delle vibrazioni: 8500
A. Alcuni osservano che il grano è difficoltoso da
masticare, basta macinarlo a grana grossa ed ecco risolto il
problema. Un piatto contenente grano (chicco o grano
spezzato, non farina) ha una vibrazione di 9000 o 10.000 A.
Il grano germogliato rappresenta un alimento perfetto con
vibrazione molto energetiche, tra gli 8000 ed i 10.000 A. E'
anche possibile mescolarlo con altri cereali preparando
piatti assai gustosi.
La pasta fatta in casa, cioè fresca, ha una radiazione
uguale a quella del grano, mentre in quella seccata venduta
in commercio le radiazioni sono quasi nulle.
Gli oli hanno all'incirca le stesse vibrazioni del frutto da
cui provengono. L'olio di oliva, ad es., misura 8500 A e,
dopo 6 anni, arriva a 7500 A. Attenzione che quando l'olio
di oliva è decolorato e deodorizzato, si abbassa a 4000 A
circa e gli oli estratti con solventi dalle sanse, NON
contengono più nulla. Se possibile è preferibile utilizzare
gli oli vegetali che, come si è verificato, perdono solo
dopo molti anni le loro proprietà. Sembra che nell'antichità
il piatto base fosse pane integrale o semintegrale intriso
nell'olio di oliva, il resto era companatico.
Gli studi del Simoneton hanno dimostrato che il latte
vaccino NON è un alimento adatto per la salute dell'uomo.
Alla mungitura presenta 6500 A; dopo 6 ore 6000; dopo 14 ore
5000; dopo 18 ore 4000; dopo 48 ore 2000; dopo 56 ore 1000 A
e dopo la pastorizzazione quasi 0 (zero) A.
Il burro perde di giorno in giorno la sua vibrazione, dopo
40 giorni non ne ha più del tutto. Tuttavia la conservazione
in frigorifero rallenta questo processo. Le uova appena
deposte danno 6500 A, sono perciò identiche alle vibrazioni
di una persona sana; la polvere d'uovo, invece, NON contiene
più nulla: è solo cenere morta!.
Utilizzate prodotti integrali, non raffinati dall'industria,
la quale toglie al prodotto appena colto la parte migliore,
per poi elaborarlo e rivenderlo nelle farmacie a prezzi
vertiginosi. Tutto ciò potrà sembrare stupido ma sono cose
che avvengono nella realtà. Ricordate che la Natura produce
tutto ciò di cui avete bisogno. Un detto antico,
trasformato, vi aiuterà a regolarvi: "Cibi e buoi dei paesi
tuoi".
Limitate la carne (anche salumi, pollo e pesce sono carne),
come facevano i nostri nonni che l'assumevano solo a Natale,
Capodanno, Pasqua, ai matrimoni, ai compleanni ed agli
onomastici. Essere quasi vegetariani significa tenere sotto
controllo ogni problema.
Buona norma, al giorno d'oggi, è integrare una sana
alimentazione, con prodotti naturali come le alghe, verdi o
brune, a seconda dei casi. Esse contengono oltre a tutto
anche la Niacina che scioglie i grassi dai tessuti; inoltre
le alghe aiutano l'eliminazione delle scorie in quanto
equilibrano la flora intestinale, disinfiammano la mucosa
gastro intestinale ed aiutano la normalizzazione
dell'equilibrio acido/basico.
E' anche consigliabile utilizzare i seguenti prodotti: germe
di grano, polline di fiori, propoli, miele, lievito di
birra, yogurt naturale, acidulato (aceto) di mele, argilla
per via orale, limone spremuto in acqua. Sono anche assai
validi: estratto di ortica, fieno greco grattugiato e
mescolato ad un po' di miele.
In certi casi può anche essere benefica 1 punta di
cucchiaino da the, di Cloruro di Magnesio sciolto in mezzo
bicchiere di acqua da bere al mattino a digiuno. Questo sale
è contenuto in notevole quantità nel sale marino integrale,
è un ottimo rinforzante del sistema immunitario e tonico del
sistema nervoso e muscolare. E' adatto in tutte le malattie
cosiddette infettive in quanto aumenta notevolmente la
potenza fagocitaria dei globuli bianchi.
I Vegetali Frondosi (1)
Fra le scoperte più importanti, emerse dalle ricerche con il
Neuro-Micrometro, si pone la conoscenza dei grandi benefici
ottenibili dalle fronde dei vegetali. Mentre è da sempre
conosciuto che questi sono "cibi protettivi", non si è mai
considerato il loro apporto all'energia vitale
dell'organismo. Tali vegetali, oltre a possedere un
altissimo livello di energia, sono gli unici alimenti in
grado di bilanciare in modo soddisfacente i pasti a base di
proteine, facendo in modo che il corpo possa assimilare le
medesime senza dover attingere alle energie di riserva. Le
misurazioni fatte, hanno mostrato come le foglie dei
vegetali abbiano un valore energetico maggiore di quello
dello stelo e delle radici. Ciò è dovuto al fatto che le
fronde sono più interessate dai raggi del sole. Siccome la
cottura riduce la vitalità dei vegetali il Dr. Wilson
consiglia di assumere almeno due vegetali crudi insieme ad
uno cotto.
La barbabietola rossa, sedano, senape, kale, lattuga,
indivia, rapa, carota ed erba medica offrono le foglie più
cariche di energia.
CONOSCERE LE CALORIE
Cosa sono e come si misurano
La dietologia ufficiale insegna che quando un cibo viene
ingerito, viene dapprima triturato nella bocca, poi
scomposto nei suoi elementi fondamentali e quindi assorbito
dall'organismo. A questo punto subisce, ad opera
dell'ossigeno, un'ulteriore trasformazione chimica
(ossidazione) che produce calore, come se l'organismo
"bruciasse" in tanti piccoli fuochi i prodotti ingeriti. Il
calore (energia termica o calorie), che un alimento è in
grado di produrre, può essere misurato con una speciale
apparecchiatura di laboratorio. Tale misura viene espressa
in "calorie" (unità di energia termica). Una caloria
corrisponde alla quantità di calore capace di far aumentare
di 1° C la temperatura di 1 litro d'acqua.
Le calorie fornite dai principi nutritivi sono le seguenti:
1 grammo di proteine produce circa 4,5 calorie,
1 grammo di grassi produce circa 9 calorie,
1 grammo di carboidrati produce circa 3,75 calorie,
1 grammo di alcool etilico produce circa 7 calorie.
Il concetto di caloria è incompleto ed ingannevole
Come abbiamo visto più sopra le calorie vengono misurate
facendo bruciare gli alimenti in laboratorio. Questa misura,
pertanto, NON prende affatto in considerazione l'energia che
il corpo deve utilizzare per digerire ed assimilare gli
alimenti. In altre parole la dieta ufficiale ci dice quante
calorie vengono fornite da un certo alimento ma NON ci
informa affatto di quante calorie il corpo deve consumare
per poterlo digerire, assimilare e liberarsi dalle tossine
derivate da tali processi.
Pertanto il concetto di caloria è incompleto e molto
ingannevole. Un pezzo di carne, ad esempio, che teoricamente
fornisce circa 4,5 calorie al grammo, ne consuma
probabilmente altrettante nelle tre ore necessarie per la
sua digestione ed assimilazione. Questo spiega perché alcune
diete si basano sulla carne per far dimagrire.
Il Dr. Wilson, ha verificato che un alimento introdotto nel
corpo umano, si trova in un ambiente assai diverso da quello
in cui viene "bruciato" per valutarne le calorie. Questa
verifica è stato fatta misurando il flusso di energia
nervosa nel corpo prima e dopo pasti composti di vari tipi
di alimenti.
Si è così riscontrato che certi alimenti (vedi più sopra la
classificazione per vibrazioni vitali) costringono il corpo
ad un grande dispendio di energia per poterli utilizzare.
Questa manifestazione energetica ha portato a credere che
gli alimenti in oggetto accrescano l'energia corporea,
mentre è vero il contrario: terminati i processi digestivi
ed assimilativi il corpo si ritrova con le riserve
energetiche diminuite.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
1) Dr. A. George Wilson, A New Slant to Diet,
Standard Research Laboratories, 10th, Ave. and Jersey St.,
Dencver, Colorado (U.S.A.), 1960.
2) André Simoneton, Radiations des Aliments,
Le Courrier de Livres, Paris.
3) A. Taum,
G.P. Vanoli, Guida alla salute naturale, pagg. 243-246,
Guide Vanoli, via A. Cesalpino 26/a, 20128 Milano, 1991.
VI SPIEGO PERCHE'
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E' UN VILE di Benny Calasanzio -
FONTE
"Non firmare non significa niente".
Così ha risposto ieri Giorgio Napolitano ad un cittadino che cortesemente e
forse con eccessiva gentilezza lo supplicava di non firmare
lo scudo mafioso. Non firmare in realtà vuol dire molto,
vuol dire moltissimo, o meglio, avrebbe voluto dire
moltissimo. Vuol dire che, per quanto in suo potere, il
Presidente della Repubblica avrebbe fermato, almeno per il
momento, una delle più grandi schifezze del Governo, ossia
uno scudo fiscale che permetterà ai vari Iovine, Zagaria,
Messina Denaro e agli altri capi mafia di far rientrare in
Italia i soldi che avevano prudentemente spedito altrove,
convinti che qualcuno avrebbe potuto perseguirli; nemmeno
loro potevano pensare che in Italia si potesse arrivare a
tanto. Napolitano avrebbe potuto dissociarsi, dire che
questa legge è un favore alle mafie e alle criminalità e
dire, ad alta voce
""Io non ci sto"". E invece ha voluto seguire il motto che
lo ha sempre contraddistinto, ossia
""chi striscia non inciampa"", e ha firmato di sabato, in fretta e
furia, una vergogna di cui deve rispondere anche lui adesso
alla pari del Governo che l'ha proposta. La parte seconda
della Costituzione, nell'ordinamento della Repubblica,
all'articolo 74 spiega una cosa diversa dalla bugia
raccontata al cittadino:
"Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con
messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova
deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge
questa deve essere promulgata.
"Poteva dare uno schiaffo al Governo,
poteva rimandare indietro una vergogna, un pizzo richiesto
alle mafie per finanziare la manovra finanziaria. E invece
non lo ha fatto, e questo è un fatto che può e deve essere
criticato, anche aspramente. Poteva rimandarlo indietro e
non lo ha fatto; e quando qualcuno pur non condividendo
qualcosa la accetta e la legittima, quella si chiama
"viltà"; proprio per questo, in termini, non sbaglia Di Pietro quando parla di
"viltà e
abdicazione". E a riprova che le parole di Di Pietro sono più che condivisibili, ecco
le reazioni del Pd, che dopo le assenze/connivenze ha ancora
il coraggio di fiatare: "L’atteggiamento del Quirinale è
ineccepibile" ha detto Franceschini; "Di Pietro che fa della
legalità la sua bandiera dovrebbe rispettare le istituzioni
democratiche" ha sibilato Massimo D’Alema; "si tratta di un
attacco inaccettabile" ha dichiarato Pierluigi Bersani dopo
aver chiesto il permesso a D'Alema; "Mai più alleanze con
l’Italia dei valori", Vannino Chi? ti, per terminare il
nostro defilee dell'ipocrisia con il "si sta passando il
segno nei toni delle parole e nel merito" della trasparente
e fumante Anna Finocchiaro.
ANNOZERO ... DOPO
LA PRIMA. ...
dal sito di Articolo 21 -
FONTE
Cari
amici, qui sotto vi alleghiamo l’intervento dell’Avvocato
Domenico D’Amati sulla volontà di di intervenire contro
Annozero manifestata dai ministri Scajola e Romani. Come
leggerete le intenzioni del Governo non solo si collocano al
di fuori di ogni prassi istituzionale, ma sono in aperta
violazione dei dettami costituzionali, così come già
stabilito dalla Consulta. Vi chiediamo quindi, come già in
passato abbiamo fatto, di amplificare questo messaggio in
modo che più gente possibile conosca la verità su questa
storia.
Grazie a tutti La redazione di Annozero: il minculpop di
Scajola e Romani contro la Corte Costituzionale di Domenico
d'Amati Il contratto di servizio della RAI non consente
affatto al Governo di svolgere istruttorie sui contenuti di
una trasmissione di informazione, né di chiederne ragione ai
vertici della RAI, né di promuovere l?intervento dell’AGCOM.
L’art. 39 del contratto fa salve le competenze delle altre
istituzioni. Anche di recente, con la sentenza n. 69 del 13
marzo 2009, relativa al caso Petroni, la Corte
Costituzionale ha escluso qualsiasi possibilità di
interferenza governativa sulla gestione editoriale della RAI
ed ha affermato che la Commissione parlamentare di vigilanza
ha il compito di mantenere gli amministratori della
concessionaria al riparo da pressioni e condizionamenti.
Fermo restando che Santoro ha aperto la sua trasmissione a
tutte le voci, va ricordato che nella stessa sentenza della
Corte Costituzionale si legge: “l’imparzialità e
l’obiettività dell’informazione possono essere garantite
solo dal pluralismo delle fonti e degli orientamenti ideali,
culturali e politici, nella difficoltà che le notizie ed i
contenuti dei programmi siano, in sé e per sé, sempre e
comunque obiettivi”.
Quanto alla possibilità di intervento dell’AGCOM in materia,
la stessa RAI l’ha negata, ricorrendo al Tribunale
Amministrativo Regionale nel marzo 2009 contro le misure
sanzionatorie applicate dall?Autorità per i programmi di
Fazio e di Santoro.
L’iniziativa di Scaiola e Romani si presenta quindi come un
tentativo di risuscitare il Minculpop, introducendo nel
nostro ordinamento meccanismi censori contrari alla
Costituzione ed ai trattati europei.
NB:
questo articolo è stato pubblicato dal sito
di Articolo 21 www.articolo21.info
IL TRATTATO DI
LISBONA. ALTRO CHE CAVALIERE. ... di Paolo Barnard -
FONTE
E
così, mentre tutti guardano da quella parte, da quell’altra
accade il nostro destino, ma non c’è nessuno a osservare.
Accade per esempio il Trattato di Lisbona, il quale, come
tutte le cose che ridisegnano la Storia, che decidono della
nostra esistenza, che consegnano a poteri immensi immense
fette del nostro futuro, non è al centro di nulla, passa nel
silenzio, non trova prime pagine o clamori di alcun tipo,
nel Sistema come nell’Antisistema.
Pensate: stiamo tutti per diventare cittadini di un enorme
Paese che non è l’Italia, governati da gente non
direttamente eletta da noi, sotto leggi pensate da
misteriosi burocrati a noi sconosciuti, secondo principi
sociali, politici ed economici che non abbiamo scelto, e
veniamo privati nella sostanza di tutto ciò che conoscevamo
come patria, parlamento, nazionalità, autodeterminazione, e
molto altro ancora. E’ il Trattato di Lisbona, vi sta
accadendo sotto al naso, qualcuno vi ha detto nulla?
Ribadisco: fra poco Montecitorio potrebbe essere un palazzo
dove qualche centinaio di burocrati dimenticati si aggirano
fingendo di contare ancora qualcosina; fra poco la
Costituzione italiana potrebbe essere un poemetto che viene
ricordato agli alunni delle scuole come un pezzo di una
vecchia storia; fra poco una maggioranza politica che non sa
neppure cosa significa la parola calzino potrebbe trovarsi a
decidere come noi italiani ci curiamo, se avremo le
pensioni, cosa insegneremo a scuola, come invecchieremo, o
se dobbiamo entrare in guerra, e così per tutto il resto
della nostra vita. Altro che Cavaliere, altro che Brunetta o
Emilio Fede.
Bene, vado per gradi. Nel primo, vi fornisco un breve
riassunto delle puntate precedenti; nel secondo vi spiego il
Trattato di Lisbona in sintesi; nel terzo l’approfondimento
per chi lo desidera.
LE PUNTATE PRECEDENTI
L’Italia è parte dell’Unione Europea (UE), che è la versione
moderna di un vecchio accordo fra Stati europei iniziato nel
1957 col Trattato di Roma, il quale partorì la Comunità
Economica Europea (CEE), divenuta nel 1967 la Comunità
Europea (CE). Si trattava di una unione prettamente
commerciale, non politica, ma presto lo divenne: nel 1979
eleggemmo infatti il primo Parlamento Europeo, e fu lì che
prese piede l’idea che questa vecchia Europa poteva dopo
tutto diventare qualcosa di simile agli Stati Uniti (sempre
per fini soprattutto economici). Nel 1993 nacque l’Unione
Europea col Trattato di Maastricht, che sancì una serie di
riforme eclatanti, fra cui dal 1 gennaio 2002 quella
dell’Euro come moneta comune ai suoi membri. Nel 1957 erano
sei le nazioni disposte a legarsi fra loro, oggi siamo in 27
membri nella UE, tutti Stati sovrani che sempre più agiscono
secondo regole e principi comuni. Infatti, l’Unione Europea
si è dotata già da anni di una sorta di proprio governo
sovranazionale (che sta sopra ai governi dei singoli Stati
dell’unione), chiamato Commissione Europea e Consiglio dei
Ministri, di un Parlamento come si è già detto, e di un
organo giudiziario che risponde al nome di Corte di
Giustizia Europea. La UE ha persino una presidenza, che
viene assegnata a rotazione agli Stati membri, e che si
chiama Consiglio Europeo. Quindi: questo agglomerato di
nazioni che da secoli forma l’Europa, si è lentamente
trasformato in una unione che ha già un suo presidente, un
suo governo, un suo parlamento e un suo sistema giudiziario.
Cioè, quasi uno Stato in tutta regola. Fin qui tutto fila,
poiché comunque ogni singolo Paese come l’Italia o la
Germania o l’Olanda ecc. ha finora mantenuto la piena
sovranità, e i suoi cittadini sono rimasti italiani,
tedeschi, olandesi, gente cioè del tutto propria ma che ha
accettato sempre più una serie di regole comuni nel nome
dell’essere europei uniti e moderni.
Ma a qualcuno non bastava. Nelle elite politiche del Vecchio
Continente sobbolliva sempre quell’idea secondo cui questa
Europa degli Stati sovrani poteva, anzi, doveva diventare
gli Stati Uniti d’Europa, ovvero un blocco cementato di
popoli sotto un’unica bandiera, leggi comuni, governo comune
e soprattutto un’economia comune. Una potenza mondiale. Ma
la litigiosità che ci ha sempre caratterizzato come singoli
Paesi, l’individualismo nazionalista, e l’attaccamento
ciascuno alle proprie regole e tradizioni, erano l’ostacolo
fra gli ostacoli. Infatti l’evidenza dell’andamento
dell’Unione suggeriva che pur essendoci adeguati a una ridda
di leggi europee, regolamenti e sentenze, ancora ciascuna
nazione era ben salda negli interessi di casa propria, e in
quel modo gli Stati Uniti d’Europa erano impossibili da
realizzare. Occorreva qualcosa di unificante, di potente,
più potente degli Stati e dei loro capricci. Cosa? Una
Costituzione europea in piena regola, con tutto il potere
proprio di una Costituzione.
Ed ecco che quei signori importanti che fanno politica fra
Strasburgo, Bruxelles e il Lussemburgo si riunirono nel 2001
nell’anonima cittadina belga di Laeken, e decisero:
scriveremo una Costituzione per tutte le genti d’Europa. Fu
fatto, sotto la supervisione dell’ex presidente francese
Valéry Giscard D’Estaing e con la figura in evidenza del
nostro Giuliano Amato. Ma quei burocrati in doppiopetto
fecero un ‘errore’: furono aperti e democratici, cioè
permisero alle genti d’Europa di conoscere i contenuti della
nuova Carta. Nel 2005, mentre noi italiani attivi
giustamente perdevamo il sonno per le Tv del Cavaliere, i
francesi e gli olandesi bocciarono la Costituzione in due
referendum, accusando i burocrati europei di aver redatto un
testo scandalosamente ignorante dei temi sociali e
altrettanto parziale a favore dei grandi interessi
economici. In altre parole: con quella Costituzione, gli
Stati Uniti d’Europa sarebbero diventati il parco giochi dei
falchi miliardari e terra dolente per le persone comuni, per
me e per voi e per i vostri figli.
Fu uno shock per i doppiopetti blu, e soprattutto per i loro
sponsor nelle corporate rooms d’Europa. Ricacciati nelle
loro Mercedes blindate a suon di voti franco-olandesi, essi
decisero la momentanea ritirata, ma non la resa. Infatti, la
mattina del 13 dicembre 2007, mentre noi italiani attivi
giustamente perdevamo il sonno per la scelta fra PD o Beppe
Grillo, ventisette capi di governo europei si riunirono a
Lisbona e decisero: ci si riprova, ma stavolta col cavolo
che permetteremo ai cittadini di esprimere un parere. Nacque
così il Trattato di Lisbona, scritto in segreto, firmato in
segreto, segreto nei contenuti che sono praticamente
impossibili da leggere, e segretamente persino peggiore
della defunta Costituzione. Nel Trattato è sancito il nostro
futuro con mutamenti così sconvolgenti da lasciare a bocca
spalancata. La mia e la vostra vita, quella dei vostri
figli, viene destinata lungo corsie d’acciaio che se
definitivamente ratificate saranno quasi impossibili da
mutare. Ma quelle corsie dove portano? Al nostro interesse
di persone? Al nostro benessere? Alla nostra pacifica
convivenza? Ce l’hanno chiesto? Abbiamo voce in capitolo?
No, nessuno ce lo ha chiesto e voi non ne sapete nulla.
IL TRATTATO DI LISBONA IN SINTESI
E’ un impianto di regole europee raccolte in un Trattato che
non è così come ce lo immagineremmo (un unico testo), ma è
formato da migliaia di emendamenti a centinaia di regole già
in essere per un totale di 2800 pagine. E’ stato fatto in
quel modo con intento truffaldino e anti democratico, come
spiego fra poco. Se ratificato da tutti gli Stati, esso
diventerà di fatto una Costituzione che formerà la struttura
per la nascita di un super Stato d’Europa, come gli Stati
Uniti d’America, con una Presidenza, con un governo
centrale, un Parlamento, un sistema giudiziario. Questo
super Stato diventerà più forte e vincolante di qualsiasi
odierna nazione europea. Tutti noi europei diverremo
cittadini di quello Stato e soggetti più alle sue leggi che
a quelle dei Parlamenti nazionali, pur mantenendo la
cittadinanza presente (italiana, tedesca ecc.). Infatti le
leggi fatte da questo super Stato d’Europa saranno
vincolanti sulle nostre leggi nazionali, e saranno persino
più forti della nostra Costituzione. Ma al contrario degli
Stati Uniti, tali leggi verranno scritte da burocrati che
noi non eleggiamo (es. Commissione Europea), mentre
l’attuale Parlamento Europeo, dove risiedono i nostri veri
rappresentanti da noi votati, non potrà proporre le leggi,
né adottarle o bocciarle da solo. Potrà solo contestarle ma
con procedure talmente complesse da renderlo di fatto
secondario. Il Trattato di Lisbona infatti offrirà poteri
enormi a istituzioni che nessun cittadino elegge
direttamente (Consiglio Europeo che sarà la presidenza –
Commissione Europea e Consiglio dei Ministri che sarà
l’esecutivo – Corte di Giustizia Europea, che sarà il
sistema giudiziario), le quali avranno persino la facoltà di
far entrare in guerra l’Europa senza il voto dell’ONU. I
poteri di cui si parla avranno principi ispiratori
pericolosamente sbilanciati a favore del business, con poca
attenzione per i bisogni sociali dei cittadini. Tutto il
cosiddetto Capitolo Sociale del Trattato di Lisbona (lavoro,
salute, scioperi, tutele, leggi sociali, impiego…) è
miserrimo, con gravi limitazioni e omissioni, mentre sono
sanciti con forza i principi del Libero Mercato pro mondo
degli affari. Dovete ricordare mentre leggete queste righe,
che stiamo parlando di un Trattato che potrebbe molto presto
ribaltare la vostra vita come nulla da 60 anni a questa
parte: nuovo Stato, nuova cittadinanza, nuove leggi, nuovi
indirizzi di vita nella quotidianità anche più banale,
sicuramente meno democrazia, e nessuno che ci abbia
interpellati. Come sarà questa nuova esistenza? Migliore, o
un salto indietro nella qualità di vita? Saremo più liberi o
più schiavi degli interessi delle elite di potere? Anche nel
Capitolo Giustizia il Trattato pone seri problemi. Ci sarà
un organo superpotente, la Corte di Giustizia Europea, che
emetterà sentenze vincolanti sui nostri diritti fondamentali
e sulle leggi che ci regolano; la Corte sarà superiore in
potere alla nostra Cassazione, al nostro Ministero di
Giustizia, ma di nuovo sarà condotta da giudici nominati da
burocrati che nessuno di noi ha scelto. Come interpreteranno
i nostri diritti di uomini e di donne? Ci hanno
interpellati?
Ed è qui il punto. Un Trattato col potere di ribaltare tutta
la nostra vita di comunità di cittadini, viene scritto in
modo da essere illeggibile ed è stato già ratificato (manca
solo la firma dell’Irlanda, che terrà un referendum il 2
ottobre) dai nostri governi completamente di nascosto da
noi, e volutamente di nascosto. Questo poiché una versione
simile di questo Trattato (la Costituzione Europea) e con
simili scopi fu bocciato da Francia e Olanda nel 2005,
proprio perché scandalosamente sbilanciato a favore delle
lobby di potere europee e negligente verso i cittadini.
Scottati da quell’umiliante esperienza, i pochi politici
europei che contano (il 90% non ne sa nulla e firma senza
capirci nulla) hanno architettato una riedizione di quelle
Costituzione bocciata chiamandola Trattato di Lisbona, e la
stanno facendo passare in segreto dietro le nostre spalle.
Il Trattato di Lisbona contiene anche clausole di valore,
che come ogni altra sua regola sarebbero vincolanti su tutti
gli Stati, dunque anche su questa arretrata e cialtrona
Italia, e limitatamente a ciò per noi non sarebbe un male.
Tuttavia, la mole dei cambiamenti cruciali che porterebbe è
tale e di tale potenza per la nostra vita di tutti i giorni
e per i nostri diritti vitali, da obbligare chi vi scrive a
lanciare un allarme: il Trattato di Lisbona va divulgato
alle persone d’Europa e da queste giudicato con i
referendum. Pena la possibilità di un futuro molto, ma molto
più gramo di quello che qualsiasi Cavaliere potrà mai
regalarci.
L’APPROFONDIMENTO
Cosa è.
Il Trattato di Lisbona (di seguito chiamato il Trattato) non
è una Costituzione europea, ma ne mantiene esattamente tutti
i poteri. Esso non è neppure un trattato in sé, visto che
nella realtà si tratta di una colossale mole di modifiche
apportate ai due trattati fondamentali della UE, che sono:
il Trattato dell’Unione Europea (TEU) e il Trattato sul
Funzionamento dell’Unione Europea (TFEU). Ad essi viene
aggiunto il Trattato di Nizza del 2003. Ogni singolo
articolo del Trattato, inclusi gli annessi e i protocolli,
assume una forza enorme, spessissimo sovranazionale, cioè
più potente di qualsiasi legge nazionale degli Stati membri
della UE.
L’astuzia e l’inganno.
L’intera opera è stata architettata in modo da essere
incomprensibile e letteralmente illeggibile dagli esseri
umani ordinari, inclusi i nostri politici. In totale si sta
parlando di 329 pagine di diversi e disconnessi emendamenti
apportati a 17 concordati e che vanno inseriti nel posto
giusto all’interno di 2800 pagine di leggi europee. Questo
labirinto non è accidentale. Come spiega il parlamentare
europeo danese Jens-Peter Bonde “i primi ministri erano
pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato
approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a
referendum. La loro intenzione era di farlo approvare senza
sporcarsi le mani con i loro elettori”. Il nostro Giuliano
Amato ribadì il concetto appieno, in una dichiarazione
rilasciata durante un discorso al Centro per la Riforma
Europea a Londra il 12 luglio del 2007: “Fu deciso che il
documento fosse illeggibile, poiché così non sarebbe stato
costituzionale (evitando in tal modo i referendum, nda)…
Fosse invece stato comprensibile, vi sarebbero state ragioni
per sottoporlo a referendum, perché avrebbe significato che
c’era qualcosa di nuovo (rispetto alla Costituzione bocciata
nel 2005, nda)”. (fonte: EuObserver.com). Il sigillo a
questo tradimento dei principi democratici fu messo dallo
stesso Valéry Giscard D’Estaing in una dichiarazione del 27
ottobre 2007, raccolta dalla stampa europea: “Il Trattato è
uguale alla Costituzione bocciata. Solo il formato è
differente, per evitare i referendum”. I capi di Stato erano
concordi questa volta: no al parere degli elettori, no ai
referendum.
In Italia, il Parlamento ha ratificato il Trattato l’8
agosto del 2008 (già la data la dice lunga), senza alcun
pubblico dibattito, senza prime serate televisive, e senza
che fosse letto dai parlamentari votanti. Nel resto d’Europa
le cose non sono andate meglio, data la natura semi
clandestina del Trattato e la specificata intenzione di
nasconderlo agli elettori. Ma in Irlanda è successo qualcosa
di particolare. Lo scomparso politico Raymond Crotty
denunciò la procedura presso la Corte Suprema del Paese, ed
ottenne modifiche tali da imporre all’odierno premier Brian
Cowen un referendum popolare finale sul Trattato (uno già ci
fu nel 2008), che si terrà il 2 ottobre di quest’anno. Si
tenga presente che un no irlandese affonderebbe anche questa
impresa.
Preciso, ma poi continuo.
Una precisazione è di dovere a questo punto. Ciò che è sotto
accusa non è il processo di armonizzazione dei popoli
europei, né la possibilità di fonderci in un grande Paese
federale europeo alla stregua degli Stati Uniti, né il fatto
di avere una Costituzione e leggi comuni in sé. Anzi, per
una nazione di cittadini cialtroni e incivilizzabili come
l’Italia, il ‘bastone e la carota’ dell’Unione potrebbero
essere l’unica speranza di rimanere all’interno del circolo
dei Paesi evoluti, e di non sprofondare del tutto nei
Bantustan del mondo cui oggi apparteniamo (non per colpa di
Berlusconi, ma nostra). Ciò che invece è gravissimo, è
rappresentato dal fatto che un cambiamento di portata
storica come sarebbe la nascita degli Stati Uniti d’Europa e
la perdita del 90% della nostra autodeterminazione come
popoli singoli, sta avvenendo secondo principi politici,
economici e sociali che nessuno di noi conosce, che nessuno
di noi ha discusso o votato. E un’analisi attenta del
Trattato ci dice che quei principi sono pericolosamente
contrari ai nostri interessi di persone comuni. Ci stanno
riscrivendo la vita, nientemeno, e ci potremmo svegliare fra
pochi mesi in un mondo che non abbiamo scelto e che ci
potrebbe costare lacrime e sangue. Senza ritorno. Altro che
“regime dello psiconano”.
Il potere al super Stato, e gli Stati odierni esautorati.
Il Trattato crea le basi legali per la nascita di un grande
Stato unico europeo con poteri sovranazionali a tutto campo,
cioè con leggi che saranno superiori a qualsiasi legge degli
Stati membri (dichiarazioni 17 & 27). Questi poteri del
nuovo super Stato d’Europa saranno estesi a 68 nuovi settori
dove oggi gli Stati singoli hanno la possibilità di veto,
che sarà perduta. Il Trattato sottolinea il ruolo
subordinato dei Parlamenti nazionali nella nuova Europa,
dove essi dovranno fare gli interessi dell’Unione prima che
i propri (Art. 8c, TEU). Nel Consiglio Europeo, che sarà la
sede della presidenza del nuovo super Stato, i partecipanti
di ciascuna nazione dovranno rappresentare l’Unione presso
gli Stati membri, piuttosto che rappresentare gli Stati
membri presso l’Unione come accade ora. Essi poi, dovranno
“interpretare e applicare le loro leggi nazionali in
conformità con quelle dell’Unione”. La Commissione Europea
assieme al Consiglio dei Ministri sarà l’esecutivo del super
Stato d’Europa. Vi sarà come oggi un Parlamento e la Corte
di Giustizia Europea sarà il sistema giudiziario.
Nel capitolo immigrazione le cose staranno così: la nuova
Unione avrà frontiere esterne comuni, e deciderà a
maggioranza chi potrà entrare e risiedere nei nostri
territori, mentre i singoli governi perderanno il potere di
decidere su ciò. Di nuovo, nessuno di noi cittadini potrà
influenzare i criteri di quelle politiche, che potranno
essere troppo permissive oppure disumane.
Si comprende già da questi primi aspetti del Trattato in
quale misura drastica i poteri che oggi appartengono ai
governi e ai Parlamenti che eleggiamo saranno trasferiti al
nuovo super Stato europeo. Non è eccessivo dichiarare che
siamo sulla strada per rendere Montecitorio e Palazzo Madama
delle marginali rappresentanze di facciata. Le uniche aree
dove ancora i Paesi europei manterrebbero autonomia
decisionale sono la politica estera comune e la sicurezza.
L’europarlamentare danese Jens-Peter Bonde ha dichiarato:
“Non ricordo un singolo esempio di legge nazionale che non
potrà essere influenzato dal Trattato di Lisbona”.
Dunque, super leggi vincolanti. Ma chi le farà?
Sarebbe naturale pensare che nei nuovi Stati Uniti d’Europa,
verso i quali il Trattato ci spinge, saranno i
rappresentanti eletti dal popolo a fare le leggi, come
ovvio. Invece no. Il potere legislativo del nuovo super
Stato, come accade già oggi nella meno vincolante UE, sarà
ad esclusivo appannaggio di 1) La Commissione Europea che
proporrà le leggi, ma che non è direttamente eletta da noi,
2) Il Consiglio dei Ministri che voterà le leggi, neppure
esso direttamente eletto dai cittadini. Tenete presente che
il ruolo del Consiglio è quasi un proforma, poiché funge
praticamente da timbro alle leggi proposte dalla
Commissione, visto che solo il 15% di esse viene discusso
dai Ministri, e questo non cambierà col Trattato. Insomma,
la Commissione Europea non direttamente eletta diverrà
potentissima. Tutto ciò è grave. Il Trattato, inoltre, darà
alla Commissione un elevato potere di legiferare per
decreto, e le sue decisioni saranno persino vincolanti sulle
Costituzioni dei Paesi membri. E così le leggi che
potrebbero condizionale tutta la nostra vita futura saranno
pensate da circa 3000 gruppi di lavoro della Commissione
composti da oscuri burocrati che, ribadisco, nessuno ha
eletto. Inoltre, questa istituzione non avrà più un
Commissario per ogni Stato membro, ma solo due terzi dei
Paesi saranno rappresentati a ogni mandato, per cui potrà
accadere che una legge sovranazionale e vincolante
cancellerà di fatto una legge italiana senza che neppure un
italiano l’abbia discussa o pensata.
E allora il Parlamento Europeo? Il Parlamento Europeo non ha
e non avrà alcun potere di proporre le leggi né di adottarle
o di bocciarle da solo, non potrà votare sul PIL dell’Unione
né sulle tasse, e sarà escluso del tutto dal deliberare su
21 settori essenziali su un totale di 90, anche se la sua
sfera di competenza è stata estesa ad un numero maggiore di
aree. Ciò che ho appena affermato sembra una contraddizione,
ma non lo è. Infatti, il Trattato da una parte taglia le
gambe al Parlamento (i 21 settori da cui viene escluso), e
dall’altra gli dà un contentino (ampliamento aree di
competenza), che contentino è visto che nel secondo caso i
parlamentari potranno solo decidere ‘assieme’ al Consiglio
dei Ministri, dunque non da soli come accade in tutte le
democrazie del mondo. Oltre tutto, se anche i nostri eletti
rappresentanti in Europa si impuntassero per contestare le
leggi della Commissione, avrebbero una vita durissima. Il
Trattato stabilisce in quel caso che: se i parlamentari
vogliono contestare una legge proposta dalla Commissione
dovranno ottenere una maggioranza qualificata nel Consiglio
dei Ministri (cioè il 55% degli Stati) o una maggioranza
assoluta di tutti i deputati europei. Si avrebbe così il
paradosso di politici regolarmente eletti che devono
sgobbare per contestare le decisioni di un ‘governo’ che
nessuno ha eletto. Già oggi la Commissione si può permettere
di snobbare persino i parlamenti nazionali degli Stati
membri, come dimostra il fatto che fra il settembre 2006 e
il settembre 2007 questi ultimi avevano spedito a Bruxelles
ben 152 bocciature di leggi proposte dalla Commissione, col
risultato di essere ignorati nel 100% di casi.
Un’ultima stortura insita nell’impianto legislativo europeo
si chiama Principio di Sussidiarietà. Stabilisce che nel
caso di non chiarezza su chi deve fare che cosa fra l’UE e
gli Stati membri, il diritto di agire ricade su chi
garantisce la maggiore efficienza. Ma che significa? E chi
stabilisce che cosa sia efficiente per noi persone? Ve
l’hanno mai chiesto? Ce lo chiederanno?
Il quadro che emerge dal progetto del Trattato vede in primo
piano il macroscopico e sproporzionato potere della
Commissione Europea, che, bisogna ricordarlo ancora, nessuno
di noi elegge. Pensate che occorrerà un terzo dei Parlamenti
nazionali europei per, non dico bloccare le proposte della
Commissione, ma per ottenere che essa le riconsideri, senza
alcun obbligo di altro. Nel frattempo, i Parlamenti
nazionali perderanno ben 68 poteri di veto in Europa. Una
esautorazione immensa, che, a prescindere dai meriti,
nessuno di noi cittadini ha votato e approvato.
Cittadini… di che?
Siamo italiani, tedeschi, olandesi o spagnoli, ma col
Trattato diventeremo “in aggiunta” cittadini del super Stato
d’Europa (Art. 17b.1 TEC/TFU). Attenzione qui: finora, le
regole della UE stabilivano che noi eravamo cittadini
europei “come corredo” alla nostra cittadinanza nazionale.
Il termine “aggiunta” è usato nel Trattato per esprimere una
doppia nazionalità a tutti gli effetti, con però un
gigantesco ma: dovete sapere che i diritti e i doveri di
questa nostra nuova nazionalità saranno superiori a quelli
stabiliti dalle nostre leggi nazionali in ogni caso dove vi
sia un conflitto fra di essi, e questo per la sancita
superiorità delle leggi dell’Unione rispetto a quelle
nazionali e persino rispetto alle nostre Costituzioni. Al di
là del merito, è inquietante sapere che potremmo essere
obbligati a fare cose non previste dalle nostre leggi, senza
aver avuto alcuna voce in capitolo, come al solito.
In campo internazionale.
Il Trattato creerà uno Stato superiore agli Stati membri
esattamente come gli Stati Uniti sono superiori ai singoli
Stati americani. Esso avrà il potere di firmare accordi
internazionali con altri Paesi del mondo, e questi accordi
saranno vincolanti su ogni Paese membro anche se i suoi
parlamentari sono contrari, e avranno precedenza sulle sue
leggi. Avrà il potere di entrare in guerra come Europa e
senza l’autorizzazione dell’ONU, lasciando ai singoli Stati
il solo potere di “astenersi costruttivamente” (che
significa poi collaborazionismo), e imporrà inoltre agli
Stati membri un aumento delle spese militari. Il Presidente
della nuova Unione non sarà eletto dal popolo come negli
USA, ma potrà rappresentarci nei rapporti con Paesi cruciali
come l’America, la Russia o la Cina, che non dialogheranno
più con i nostri attuali governi su una serie di importanti
affari internazionali.
I padroni del vapore.
Uno dei motivi per cui i francesi e gli olandesi bocciarono
la Costituzione europea nel 2005, fu che essa magnificava i
diritti del business lasciando le briciole ai diritti dei
cittadini. Quella Carta fu infatti definita “socialmente
frigida”. Il Trattato di Lisbona non altera in alcun modo
questo stato di cose, ed è grave. Il problema, gridarono
allora i detrattori della Costituzione, era che essa sanciva
con forza il principio economico della “libera concorrenza
senza distorsioni”, un principi che all’orecchio del profano
può anche suonare giusto, ma che nel gergo delle stanza dei
bottoni di tutto il mondo significa: privatizzazioni
piratesche (ovvero svendite a poche lire ai privati) di
tutto ciò che fu edificato con le nostre tasse, speculazioni
selvagge nel commercio, precarizzazione galoppante del
lavoro e dei diritti di chi lavora, tagli elefantiaci alle
nostre tutele sociali e poi… ipocrisia sfacciata, con la
notoria regola del ‘capitalismo per i poveri e socialismo
per i ricchi’. Cioè: meno salvagenti sociali alla
popolazione, ma poi ampi salvataggi di Stato quando è il
business a finire nei guai. Infine, la ‘libera concorrenza
senza distorsioni’ applicata al commercio europeo significa
nessuna tutela di Stato nei Paesi svantaggiati ma
sovvenzioni statali miliardarie per le economie opulente dei
Paesi ricchi.
Quindi, la ‘libera concorrenza senza distorsioni’ sarà di
nuovo sancita nero su bianco dal Trattato, nonostante fosse
stata bocciata nella Costituzione. La si trova infatti in
una dichiarazione vincolante del Protocollo 6. Come dire:
ciò che fu cacciato dalla porta di casa, rientra dalla
finestra. Ma c’è molto altro.
Il Trattato, per esempio, dà priorità all’aumento della
produzione agricola europea che già oggi è sovvenzionata
dall’Unione a suon di 1 miliardo di euro al giorno, ma non
spende una parola sulle condizioni di lavoro dei braccianti
né sull’impatto ambientale dell’espansione di quel settore,
che è fra i più inquinanti del mondo (idrocarburi,
pesticidi, consumo acqua…). Ancor più grave è il capitolo
del Trattato sul diritto di sciopero, dove si prevede un
assoluto divieto se esso ostacola “il libero movimento dei
servizi”, una clausola che sarà aperta a interpretazioni
selvagge; scioperare sarà altrettanto vietato quando colpirà
un’azienda straniera che paga salari da miseria in Paesi
europei dove il salario medio per lo stesso lavoro è del
doppio; si immagini a quali sfruttamenti si andrebbe
incontro, col corredo di gravi instabilità e tensioni
sociali. Infine, diventa illegale pretendere nei pubblici
appalti il rispetto di alcune contrattazioni salariali già
acquisite, altra voragine. In tema di salute, il Trattato ha
in serbo un pericolo non minore: il capitolo sui diritti del
paziente è inserito fra le regole del Mercato Interno, e non
in quelle dedicate alla sanità. Innanzi tutto questo
significa che per decidere sui diritti di noi ammalati
(perché lo saremo tutti nella vita) sarà necessaria solo la
maggioranza qualificata dei voti e non l’unanimità, ma
soprattutto spaventa trovarsi da ammalati nell’ambito del
Mercato, che con la salute non ha proprio nulla a che
vedere, come già sappiamo drammaticamente dalla nostra vita
quotidiana.
Verremo privati anche del diritto di favorire certi settori
della nostra economia anche se chiaramente svantaggiati. Se
uno Stato membro deciderà di offrire un trattamento di
favore ai propri cittadini in certi aspetti del vivere
comune, potrà essere sanzionato. Se deciderà di aumentare
l’occupazione pubblica a spese dello Stato per superare una
crisi occupazionale (alla New Deal di Roosevelt) sarà
sanzionato. La Banca Centrale Europea (BCE) ha il potere di
imporre a tutti la stabilità dei prezzi a scapito della
piena occupazione. E la BCE sarà arbitro assoluto e
incontrastabile delle politiche monetarie, che non di rado
significano per noi cittadini indebitati lacrime e sangue
(mutui, tassi ecc.). Il Trattato non prevede alcun
meccanismo per ridistribuire la ricchezza fra i cittadini
ricchi e quelli in difficoltà all’interno dell’Unione; non
prevede una politica comune in tema fiscale, salariale e
sociale. Non prevede infatti alcun metodo per finanziare il
già misero Capitolo Sociale del nuovo super Stato europeo,
poiché fra le migliaia di articoli pensati con oculatezza,
guarda caso manca proprio quello che armonizzi le politiche
fiscali/monetarie/economiche con quelle sociali. Guarda
caso.
Scorrendo queste righe, risulta chiarissimo il perché i
bravi francesi e olandesi hanno bocciato queste stesse
regole quando furono presentate nella Costituzione europea.
Qui di sociale c’è poco più del nome. E il sociale è la rete
di sicurezza nella mia e nella tua vita di tutti i giorni.
La Giustizia. I Diritti.
In questo settore, il Trattato adotta appieno la Carta dei
Diritti Fondamentali, che diventa vincolante per tutti i
cittadini del nuovo super Stato d’Europa (Art.6 TEU). Chi
deciderà interpretando di volta in volta questi diritti con
potere unico sarà la Corte di Giustizia Europea con sede nel
Lussemburgo. Infatti, secondo le regole già spiegate in
precedenza, anche qui le decisioni della Corte avranno
potere sovranazionale e dunque saranno più forti di
qualsiasi legge degli Stati membri. Esse poi avranno potere
di condizionare ogni singola legge esistente nella UE. Ma
chi impedirà alla Corte di interpretare un diritto odierno
di un singolo Stato membro in senso più restrittivo? Vi do
un esempio: in Svezia, una legge permette ai burocrati di
Stato di fare ‘soffiate’ ai giornalisti, per cui il governo
non può pretendere che il reporter sveli poi le fonti di uno
scandalo pubblicato. Se la Corte decidesse che ciò è
illegale, addio avanzatissima legge svedese. E vi ricordo
che quando il collega tedesco Hans-Martin Tillack fu
arrestato per aver denunciato lo scandalo Eurostat (fondi
neri dell’agenzia di statistica della UE), la Corte di
Giustizia Europea approvò l’arresto.
Ma chi nomina quei giudici? Nessuno dei cittadini europei, è
la risposta. Li eleggono i governi, e questo li rende di
fatto a loro soggetti. In altre parole, le sentenze sui
nostri diritti fondamentali e sulle leggi che ci governano
saranno nelle mani di magistrati del tutto fuori dal nostro
controllo e secondo leggi, non lo si dimentichi, fatte da
burocrati non eletti. Questo prevede il Trattato di Lisbona,
all’apice di almeno duemila anni di giurisprudenza
‘moderna’. Inoltre, ciò che viene deliberato in seno alla
Corte di Giustizia Europea avrà precedenza su quanto
deliberato dalle nostre Corti Supreme, Cassazione, e da
altre Alte Corti europee. Essa ha il potere persino di
influenzare la tassazione indiretta (IVA, catasto, bolli
ecc.).
Tutto questo è improprio, irrispettoso del diritto dei
cittadini di decidere del proprio vivere, visto che siamo e
ancora rimaniamo in teoria gli arbitri finali delle
democrazie. Qui siamo completamente messi da parte,
ingannati e manipolati, con rischi futuri colossali a dir
poco. Ma il realismo di cittadino italiano mi impone di
aggiungere un altro distinguo. In un Paese come il nostro
dove la nostra inciviltà ha portato in Parlamento dei
bifolchi subculturati e violenti come i seguaci di Bossi e
altri, il fatto che in futuro gli articoli della Carta dei
Diritti Fondamentali e del Trattato di Nizza (diritti di
prima, seconda, terza e quarta generazione; dignità umana;
minoranze; diritti umani; no pena di morte; diritti
processuali ecc.) saranno vincolanti in Italia potrebbe
essere la salvezza, nonostante i pericoli che ho delineato.
E queste considerazioni mi portano a dire che la critica al
Trattato di Lisbona fatta dalla prospettiva italiana è un
affare ambiguo, poiché se è vero che quel Trattato potrà da
una parte travolgere in negativo le nostre vite e
drammaticamente il futuro dei nostri figli, è anche vero che
certa barbarie e mediocrità a tutto campo degli italiani
rendono impossibile capire dove sia la padella e dove la
brace, ovvero se ci farà più male entrare nell’Europa di
Lisbona o rimanere l’Italia sovrana di oggi. La risposta
sarebbe né l’una né l’altra, certo, ma il rischio per noi
italiani di combattere e vincere la battaglia contro
l’inganno del Trattato, è poi di ritrovarci qui a soffocare
nella melma italica senza neppure l’Europa a mitigarla.
Questo va detto per onestà.
Conclusione.
Se ripercorrete i capitoli principali che vi ho esposto, non
potrete non rendervi conto che come sempre i grandi giochi
che regoleranno ogni futuro atto della vostra vita di
cittadini si decidono altrove e in segreto, mentre nessuno
nell’Italia che protesta contro il secondario berlusconismo
vi aiuta a capire cosa e chi veramente aggredisce la
democrazia, e chi veramente tira le fila della vostra
esistenza. E’ scandaloso che si sia pensato agli Stati Uniti
d’Europa come a un colosso di potere in mano a oscuri
burocrati non eletti e massicciamente sbilanciati verso il
business, con le briciole lasciate a quel fastidioso
‘intralcio’ che si chiama popolo. E il tutto di nascosto.
Questa macchina va fermata e la parola va restituita a noi,
i cittadini, attraverso i referendum, come accade in
Irlanda. Il Trattato di Lisbona pone 500 milioni di esseri
umani in bilico fra due possibilità: un dubbio progresso, o
la probabile caduta in un abisso di dominio degli interessi
di pochi privilegiati su un oceano di cittadini con sempre
meno diritti essenziali. Sto parlando di te, di me, di noi
persone.
Ma noi italiani attivi siamo giustamente impegnati a
discutere di Tarantini, di Papi, di “farabutti” e di “psiconani”.
Giustamente.
Le fonti di questo articolo:
- Il Trattato di Lisbona,
FONTE
- From the EU Constitution to the Lisbon Treaty.
The revised EU
Constitution analysed by the Danish member of the two
constitutional Conventions, Jens-Peter Bonde.
- The Treaty of contempt Robert Joumard, Michel Christian
and Samuel Schweikert (Commission for European Integration,
Attac Rhône) September 7, 2007
- An analysis of the Lisbon Treaty by Prof. Anthony Coughlan,
The Brussels Journal. European and constitutional law by
Anthony Coughlan, Secretary of the National Platform EU
Research and Information Centre, 24 Crawford Avenue, Dublin
9, Ireland.
- The Reform Treaty: Treaty of Lisbon: di Giuseppe Bronzini
– Magistratura Democratica,
da Budgeting for the Future, Bulding Another Europe,
Sbilanciamoci 2008.
- From Constitution to Reform, or from bad to worse. Susan
George – Chair of the Transnational Institute.
INFLUENZA SUINA:
GARATTINI, SU VACCINO PRESSIONE DELLE AZIENDE...
Articolo di Manuela Correra, tratto dal sito dell'Ansa
Garattini: la vaccinazione al momento non è necessaria
ROMA - Lo dice senza mezzi termini il farmacologo Silvio
Garattini: se il virus A/H1N1 della nuova influenza non
muterà, acquisendo dunque una maggiore virulenza rispetto
allo stato attuale, la vaccinazione di massa annunciata dal
governo italiano e da quelli di molti altri paesi "non è
necessaria". Una corsa al vaccino, quella determinatasi
nelle ultime settimane - mentre i vari colossi farmaceutici
impegnati nella produzione si preparano ad avviare la
sperimentazione clinica sull'uomo da agosto - che Garattini
considera quanto meno eccessiva. Tutto si basa, dice in una
intervista all'ANSA, su "ipotesi, di cui non si sa se siano
vere o meno".
Perplessità, dunque, sulla reale opportunità ed efficacia
dei piani di vaccinazione di massa. Ma non solo. Dietro
quella che l'esperto definisce, appunto, una "corsa", si
cela altro. Si celano, afferma, enormi interessi economici.
Ed anche questo Garattini lo dice in modo chiaro: "Al
momento c'é, certamente, una grande pressione da parte delle
industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse
economiche". Un'opinione fuori dal coro, quella del
direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario
Negri di Milano, che invita anche a un'ulteriore
riflessione: l'attenzione è tutta sulla nuova influenza e
"si dimenticano - denuncia - le altre tragedie sanitarie in
atto" come l'Aids e la malaria.
- C'E' ALLARMISMO, QUESTO E' UN VIRUS MITE - Il virus
A/H1N1, ha spiegato Garattini già nelle scorse settimane,
"ha una virulenza mite. Bisogna informare, ma il pericolo -
sostiene - é per quelli che vengono dalle zone colpite".
Quanto ai farmaci antivirali da utilizzarsi in caso di
contagio, come il Tamiflu, Garattini rileva che "in realtà
l'attività del farmaco è poca. Nell'influenza normale si
risparmia un giorno di malattia su cinque o sei. Però -
avverte - ci sono effetti collaterali. Non è che si faccia
un grande affare a prenderlo".
- SE VIRUS NON MUTA VACCINAZIONE DI MASSA NON SERVE - Se il
virus A/H1N1 manterrà il livello di virulenza attuale con la
bassa aggressività clinica sinora registrata, "non c'é la
necessità di vaccinare tutta la popolazione" ma, afferma
l'esperto, "sarebbe piuttosto opportuno valutare l'ipotesi
di vaccinare solo gli operatori sanitari".
- L'OMBRA DEGLI INTERESSI DELLE AZIENDE - "Certamente - ha
detto Garattini - c'é una grande pressione da parte
dell'industria, che ne trarrà molte risorse economiche".
Infatti, "solo fra alcuni mesi si potrà vedere se è
veramente necessario questo quantitativo di vaccino in
produzione oppure no. Ma se il virus rimane quello che è al
momento, allora non ci sarà bisogno di vaccinazioni di
massa".
- ANCHE SE VIRUS MUTASSE NON E' DETTO VACCINO FUNZIONI - Se
invece il virus dovesse mutare, ha avvertito Garattini, "non
è detto che il vaccino in produzione sia in grado di
proteggere". Dunque, "realisticamente - ha commentato -
quello che andrebbe fatto in questo momento è cercare di
diminuire le possibilità di infezione, controllando le
frontiere e invitando la gente ad evitare luoghi a rischio e
affollati e ad adottare strette misure igieniche".
- SI DIMENTICANO TRAGEDIE VERE - Il punto, avverte, "é che
si sta focalizzando l'attenzione solo sulla nuova influenza,
dimenticando le altre emergenze sanitarie in atto, a partire
dall'Aids". Al momento, ha concluso Garattini, "non siamo di
fronte a un reale pericolo e il numero di contagio da virus
A/H1N1 nel mondo, sebbene in crescita, resta comunque
inferiore a quello relativo a una normale influenza
stagionale".
Guarda l'intervista a Giorgio
Rosso sull'influenza suina
I PESTICIDI
CONTAMINANO ORTI E CASE... tratto da l’Adige, Guido Smadelli - 19 agosto 2009
Rilevate
presenze di residui in 12 punti su 13 Nei campioni anche 6
principi attivi nocivi l’Adige, Guido Smadelli - 19 agosto
2009
VAL DI NON - «Abbiamo rilevato 13 campioni in vari punti
della valle. In 8 diversi comuni dell’area dove viene
praticata la frutticoltura intensiva. In 12 campioni sono
stati rinvenuti residui di principi attivi, ed ogni singolo
campione conteneva da 2 a 6 principi attivi diversi, in
buona parte nocivi, qualcuno addirittura tossico».
Sergio Deromedis, del «Comitato per il diritto alla salute» della Val di Non, ricorda che
analoghe analisi erano state compiute
un anno fa, in 10
punti, in 8 dei quali erano state rilevate presenza di
residui.
Oggi si è a 12 su 13. «Quindi la situazione è peggiorata»,
afferma deciso Deromedis, affiancato da
Virgilio Rossi e Raffaella
Mottes, altri componenti del comitato.
I campioni sono stati ovviamente rilevati da un tecnico
abilitato ed esperto, ed analizzati in un laboratorio fuori
regione: un monitoraggio su aree private e pubbliche per
verificare la possibile presenza di residui fitosanitari.
Analisi che – va precisato – sono state sostenute dal
comitato: costate 2.880 euro (spesa sostenuta in parte da
Cassa rurale Alta Val di Sole e Peio, Volksbank di Cles e
Centro sociale Bruno), sui campioni prelevati il 29 maggio
scorso.
«Purtroppo non c’è alcun controllo sulla contaminazione
delle proprietà private», considera Sergio Deromedis. «Sono
state compiute analisi ambientali sulle polveri, che ci sono
dappertutto»; aggiunge Raffaella Mottes.
Problema è che le ordinanze spesso ci sono, ma sono pochi i
controlli.
«Ed è vergognoso», affermano i componenti del comitato, «che
un gruppo di persone di una ventina di elementi, sostenuti
dalle oltre mille firme raccolte, si debba far carico,
autofinanziandosi, di compiere le analisi». Le ordinanze ci
sono, incalzano i nostri interlocutori, ma non vengono
rispettate e non sono sufficienti. «Si dice niente
irrorazioni con atomizzatore a 50 metri, ma a 70 metri si
accerta la presenza di residui. Il minimo di fascia di
rispetto dovrebbe essere di 100 metri». Perché dalle analisi
risulta evidente un fatto: residui di principi attivi sono
stati trovati dentro le abitazioni. «Si dorme nei
pesticidi».
«Il discorso è che noi queste sostanze non le vogliamo né
nell’orto, né in giardino, né sul balcone, né in casa»,
viene affermato. E mentre un anno fa nei campioni rilevati
c’erano in media 2 residui di principi attivi, quest’anno la
media sale a 3,7. «I motivi sono tre», spiega Sergio
Deromedis. «Innanzitutto il non rispetto delle regole e gli
scarsi controlli. Quindi i meli troppo vicini a strade ed
abitazioni senza che vi sia protezione alcuna, mentre ad
esempio nel famoso protocollo agricolo si parla
espressamente di siepi, ma quelle esistenti vengono tolte
per far posto a nuovi meleti. Infine, l’uso eccessivo della
chimica in Valle di Non».
Da studi ufficiali a livello nazionale risulta che in
provincia di Trento vengono usati annualmente 2,5 milioni di
chilogrammi di antiparassitari, l’equivalente di 50-60
chilogrammi ad ettaro. Un record nazionale assoluto, ben al
di sopra di altre regioni dove si grida all’allarme per il
limite di guardia, per cifre infinitamente meno
significative. «Peraltro», concludono i componenti del
comitato presenti all’incontro con
l’Adige, «va ricordato come l’Istituto agrario nel 2008 abbia “consigliato” ben 37
trattamenti…»
MAI SENZA
OCCHIALI...
di Giovanni Rishi Gatti
«Solo il 60% degli italiani usa gli occhiali da sole in
estate, tutti gli altri sembrano poco interessati alla
salute degli occhi». Cosí attacca un articolo di Paola
Trombetta su “Io Donna”, il femminile del Corriere della
Sera, riportando una indagine di una sedicente “Commissione
Difesa Vista” che molto allarmatamente denuncia, nelle
parole di Francesco Loperfido (sic) del Servizio di
Oftalmologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano:
«L’esposizione ai raggi solari […] può causare infiammazione
della cornea e favorire malattie degenerative come cataratta
e maculopatie. […] Gli occhiali da sole sono indispensabili,
anche quando il cielo è nuvoloso: l’80% delle radiazioni UV
passa attraverso le nubi». L’invito è quindi quello di
colmare la grande lacuna del 40% degli italiani che ancora
mostrano una qualche residuità di intelligenza, per
convincerli a correre súbito ai ripari, senza ovviamente
recarsi presso le bancarelle dei cinesi per strada bensí dal
proprio ottico di fiducia, che saprà consigliare la giusta
gradazione, il giusto colore, la giusta prolarizzazione, e
il giusto suo guadagno dalla vendita di questi oggetti
terribili, che già nel 1928 il
Dott. Bates aveva
definito letteralmente “ingiuriosi”.
Il lettore mi perdonerà se uso questo spazio per dilungarmi
ancora su questi disgustosi argomenti, ma è capitato che
leggessi l’articolo di cui sopra dopo aver passato cinque
magnifiche giornate all’aperto nelle fantastiche strutture
ricettive della “Tenuta
Monte Volparo” in Umbria (www.montevolparo.com)
dove l’Associazione
Vista Perfetta (www.vistaperfetta.it) ha
organizzato e svolto un Gruppo di Studio Residenziale per
l’approfondimento della Cura della Vista Imperfetta secondo
i metodi naturali del Dott. Bates, sfruttando al massimo la
possibilità di
esercitarsi e riposarsi con le tabelle di
controllo di Snellen nella piú assoluta tranquillità e nella
piú piena luce del sole. Ebbene,
abbiamo potuto constatare e verificare ancóra una volta che
la verità è direttamente contraria a quanto viene sostenuto
dai propugnatori degli occhiali da sole: non soltanto
l’occhio si riposa e migliora la sua visione quando viene
esposto alla luce naturale, ma nel fare ciò il benessere
generale della persona viene di molto amplificato, grazie al
contatto continuo con circostanze e situazioni piú naturali
e lontane da fatica, rumore e “stress” dovuti alla vita di
città, con il traffico rumoroso, le scadenze pressanti, il
pericoloso inquinamento, eccetera eccetera.
I signori della “Commissione Difesa Vista” dovrebbero
spiegarci perché – se il sole è cosí dannoso come loro
sostengono – la visione della tabella di Snellen in piena
luce migliora grandemente(1), consentendo di vedere, anche a
chi ha portato occhiali per la miopia per trenta o
quarant’anni, la riga dei venti piedi a venti piedi di
distanza (cioè con vista normale) a occhio nudo, migliorando
al contempo la propria capacità di ricordare le singole
lettere a occhi chiusi(2), e riuscendo anche a immaginare di
vedere i centri bianchi delle lettere quali la C o la O ben
piú bianchi del resto della tabella, una “illusione”(3) ben
nota ai seguaci del Trattamento Senza Occhiali del Dott.
Bates. In particolare queste due ultime caratteristiche non
hanno apparentemente nulla a che fare con gli “occhi”, né
con i “dannosi” raggi UV, né con l’intensità dei raggi
solari, ma sono la semplice indicazione del grado di riposo
mentale necessario che presiede la vista normale. Ciò
significa che
la luce del sole favorisce il
rilassamento, e una mente rilassata consente la vista normale e consente anche di
evitare lo sforzo e l’affaticamento (mentali prima che
fisici) che sono la vera causa delle spaventose malattie di
cui veniamo minacciati secondo i venditori delle lenti
colorate.
Ma dove vogliono arrivare questi professionisti della
sventura, che non perdono occasione per seminare il panico
nella popolazione tentando di convincerla a rifuggire il piú
possibile dalla unica fonte di energia primaria senza la
quale nulla sarebbe vivo sulla Terra, e cioè il sole? A cosa
aspirano questi signori? A vedere sul naso del 100% della
popolazione i loro begli occhialoni firmati, che gli
garantiscono il fatturato a scàpito della nostra salute? Non
gli basta aver già condannato quel cospicuo 60% che di loro
si è fidato e ha adottato queste protezioni solo per
verificare, nel tempo, che la radiazione solare naturale che
in passato poteva essere ampiamente ben tollerata ora è
fortemente fastidiosa, e l’occhio, abituatosi al buio, trova
impossibile ogni tipo di condizione luminosa che non sia la
penombra, nella quale la visione è giocoforza piú scarsa?(4)
Giusto di recente ci è capitato di incrociare, camminando
per la pubblica via, una giovane neo-mamma ben imbacuccata
nei suoi preziosi occhiali neri all’ultima moda che spingeva
il suo passeggino iper-tecnologico, di quelli con tre ruote
enormi di cui la prima, all’anteriore, addirittura
sterzante, dove era alloggiato un piccolissimo bimbo la
caratteristica piú evidente del quale non era il viso
paffuto, i capelli fini e colorati o la pronta risata con le
fossette sulle guance rosee, ma il suo bel paio di
elegantissimi occhialetti neri che gli donavano un’aria di
sfida come se fosse stato un astronauta in procinto di
lanciarsi alla conquista di Marte. La improvvisa vista di
questo povero bambino ci ha procurato una distinta scossa
che sentiamo attiva ancóra adesso, dopo alcune settimane, e
alla luce di quanto detto sopra quel dispiacere diventa
ancóra piú grande mentre pensiamo a quale disgraziatissimo
karma o cattiva azione passata il malcapitato deve rendere
omaggio per essere costretto oggi a subire il grandissimo
fastidio della privazione della normale luce del sole. Che
male potrà aver mai fatto quel piccolo bimbo per meritarsi
questo? E sopra a tutto, potrà mai salvarsi da questo infame
tormento? Non è cómpito nostro addentrarci oltre, non
potendo fare altro che lasciare ai posteri una cosí ardua
sentenza.
Prima di terminare l’articolo desideriamo però fornire al
lettore alcune semplici indicazioni per debellare con
fiducia e beneficio ogni dubbio qualsivoglia riguardante la
falsità delle preoccupazioni date dagli illustri
professionisti del settore di cui sopra, elencando alcuni
brevi appunti su come utilizzare la luce solare per la
salute degli occhi. La luce del sole è essenziale per la
vista:
senza luce non vi è visione. Il buio è dannoso per la vista, e se la vista, che è il piú delicato dei
sensi, si danneggia, ciò significa che il benessere generale
del corpo e della mente è parimenti danneggiato; di
conseguenza stare sempre al buio e in penombra, al riparo
dai raggi UV fisiologici è una ingiuria per l’essere umano,
e andrebbe evitata con ogni mezzo. Chi si è abituato al buio
e alla penombra trova la luce del sole improvvisamente
disturbante e fonte di fastidio, ma la soluzione a questo
problema non può certo essere quella di difendersi al 100%
dalla luce, in quanto tale rimedio sarebbe addirittura peggiore del male che si vuole curare.
Ri-abituarsi
alla piena luce del sole può essere un procedimento lento e da svolgere con la massima discrezione,
ma è l’unica soluzione seria al dramma delle maculopatie,
delle infiammazioni della cornea, delle congiuntiviti,
eccetera, ed è un requisito essenziale per la pratica
fruttifera della Cura della Vista come spiegata nel Sistema
Bates™ (Metodo Bates Originale), dopo aver tolto
permanentemente ogni tipo di occhiale. L’obiettivo finale
del “trattamento con il sole” (scoperto dal Dott. Bates) è
la capacità di poter
rimirare il sole a volontà in ogni condizione, senza subire alcun tipo di danno
qualsivoglia ma al contrario verificando che la visione,
dopo questa pratica, ne viene ulteriormente beneficiata.
Tale capacità può essere ottenuta esclusivamente mediante
riposo mentale, e non con tentativi o atti forzosi durante i
quali ci si costringa a guardare il sole controvoglia, con
l’unico risultato di danneggiarsi la rétina e procurarsi
cosí inutili fastidi, sebbene temporanei. v Imparando
gradualmente a guardare il sole a occhi aperti e
verificando giorno per giorno come questa
pratica raffini la capacità visiva migliorandone sia l’acutezza in piena luce che la
sensibilità in penombra, chiunque di noi potrà cosí
effettuare una vera e propria opera di prevenzione e
salvaguardia degli occhi dalle malattie degenerative che li
affliggono, e cosí facendo le minacce millantate sulla
pericolosità di questa antica pratica millenaria svaniranno
nel nulla come tutte le altre falsità di fronte alla forte
luce della verità.
Due semplici strumenti aiutano il lettore in queste
pratiche; essi sono la “Lente Solare” e lo “Specchio Solare”, la prima dettagliatamente illustrata nelle
pubblicazioni originali del Dott. Bates, a cui rimandiamo,
il secondo una applicazione da lui solo accennata laddove
consigliava di limitarsi a osservare una riflessione del
sole stesso su una superficie comoda invece di guardare in
alto nel cielo se ciò dovesse procurare il benché minimo
fastidio. In particolare, usare l’osservazione del sole
quando esso è basso all’orizzonte, e cioè all’alba e/o al
tramonto, verificando súbito dopo pochi minuti il livello di
visione con una tabella di controllo di Snellen, è il metodo
migliore per garantirsi il massimo successo senza alcun
rischio di errore, e farlo in posti da sogno come la Tenuta
Monte Volparo in Umbria dove si ha la possibilità di godere
del sole dal momento in cui sorge al momento in cui tramonta
senza avere ostacoli che ne impediscano la visione è una
occasione che ogni serio praticante del Sistema originale
del Dott. Bates non dovrebbe lasciarsi sfuggire! Ma anche
chi vive in città può sempre essere in grado di organizzarsi
la possibilità di passare le giornate sotto condizioni
luminose piú cònsone alla natura umana, attrezzando la sua
casa o il suo ufficio con lampade elettriche ad ampio
spettro e, quando possibile, aprendo le finestre per fare
entrare la luce naturale non filtrata dai vetri, magari
direzionandola opportunamente installando degli specchi
spostabili alla bisogna.
NOTE (1) È da scartare qui l’effetto dell’aumento della
profondità di campo dovuto alla contrazione dell’iride, in
quanto il miglioramento della visione davanti alla tabella
di controllo avviene a parità di condizioni luminose e in
conseguenza del migliorato riposo mentale, ferme restando le
condizioni del sistema ottico-diaframmatico dell’occhio.
(2) Si veda “Vista Perfetta Senza Occhiali — Bates” edito da
Juppiter Consulting Publishing Company® e acquistabile su
questo sito.
(3) ibidem.
(4) Al contrario, alcuni lettori hanno potuto constatare in
diversi casi gravi di miopie progressive superiori alle 15
diottrie, con diagnosticata maculopatia e minaccia di
cecità, la guarigione del fondo oculare danneggiato grazie
alla cessazione dell’uso delle lenti correttive e alla
rinnovata abitudine all’uso della piena luce solare nella
vita di tutti i giorni. Purtroppo queste testimonianze non
hanno alcun valore scientifico essendo basate su casi
aneddotici, per quanto certificati dagli sbalorditi
professionisti del settore che li hanno osservati, e devono
essere intese qui come semplice stimolo per ulteriori
approfondimenti, non avendo noi la possibilità di
organizzare né di finanziare studi di lungo periodo con
numerosità statisticamente rilevanti per la “scienza”
medica.
Rishi Giovanni Gatti Direttore del sito SistemaBates.it
Direttore responsabile del periodico "il falco" Responsabile
delle edizioni della Casa Editrice "Juppiter Consulting
Publishing Company®" Presidente della "Associazione Vista
Perfetta (Perfect Sight Society)" Maestro di Vista Perfetta
e divulgatore planetario del Sistema Originale del Dott.
Bates per la sua Cura della Vista mediante Trattamento senza
Occhiali Fondatore e moderatore del gruppo di mutuo aiuto
"Vista Perfetta: Un Cammino Spirituale", primo e unico
gruppo a livello mondiale dedicato al Sistema Bates™ (metodo
Bates originale) Fondatore e moderatore del gruppo di mutuo
aiuto in lingua inglese "Perfect Sight", primo e unico
gruppo a livello mondiale dedicato al Bates System (original
Bates' Method)
Shell, petrolio e
la scomparsa dei diritti umani ... di Andrea Bertaglio
La
Shell ha risposto di complicità nell’omicidio dello
scrittore nigeriano Ken Saro Wiwa e di altri otto militanti
di un movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni
Argomento di non poca importanza che ha sempre più motivo di
essere discusso nel campo petrolifero quello della lesione
dei diritti umani, che rappresenta una delle piaghe più
diffuse nei paesi ricchi (spesso loro malgrado) di
giacimenti di petrolio. Non che sia un argomento “iniziato”
di recente, intendiamoci. C’erano manifestazioni e proteste
in tutto il mondo circa quarant’anni fa a riguardo, proprio
perché si sapeva già a quel tempo della violazione della
libertà e dei diritti umani di molte persone. Ciò che cambia
oggi sono
la portata
del fenomeno
e per fortuna,
in alcuni casi,
la
possibilità che chi ha perpetrato violenze e rapine negli
ultimi decenni si possa trovare a pagarne il conto.
Davanti al tribunale federale di New York, infatti, la
Shell
ha risposto di complicità nell’omicidio dello scrittore
nigeriano
Ken Saro Wiwa
e di altri otto militanti di un movimento per la sopravvivenza del popolo
Ogoni.
Questi, nel ventennio successivo alle prime scoperte
petrolifere fatte nei loro territori (1957), nel sud-est del
delta del Niger,
erano stati cacciati d’autorità dalle
loro terre, poi devastate
dall’attività estrattiva,
senza alcuna compensazione
se non quella, irrisoria, pari al valore dei raccolti delle terre che
coltivavano.
Lo scrittore ed esponente ecologista Saro Wiwa, fondatore
del succitato “Movimento per la sopravvivenza dei Paesi d'Ogon”,
con una serie di manifestazioni non violente era riuscito a
interrompere le attività della Shell nel sud della
Nigeria, accusando la
compagnia di aver inquinato intere zone.
L’esecuzione dei nove militanti aveva suscitato grande
indignazione in tutto il mondo già a suo tempo (era il
1995), sia per questi
omicidi
(le esecuzioni di chi si opponeva alle
politiche repressive del governo nigeriano, “comprato” per
pochi milioni di dollari dalle multinazionali del petrolio),
sia per la serie di torture che le precedevano. Solo adesso,
però, chi si trovava dietro a tutte queste decisioni ne sta
rispondendo in tribunale. Tribunale non nigeriano, ma, vale
la pena sottolinearlo, newyorkese.
Il figlio
dello scrittore nigeriano vuole rivendicare l'uccisione del
padre
Shell, ritenuta
mandante e finanziatrice dell’impiccagione di Ken Saro Wiwa
e compagni, si è presentata alle ultime due sedute (svoltesi
questa settimana), grazie a due leggi americane, l’Alien Tort Statute e la Legge per la
Protezione delle Vittime della Tortura, che consentono ai cittadini stranieri di denunciare negli Usa violazioni
dei diritti umani compiute in altri paesi.
Cittadini ai quali è quindi data la possibilità di
rivolgersi alla giustizia statunitense. Proprio per questo
un gruppo di vittime dell'ex regime militare nigeriano, tra
cui il figlio di Saro-Wiva, aveva denunciato la complicità
di Shell con il governo dell'allora presidente Sani Abacha
nella morte dello scrittore.
È di pochi giorni fa la notizia che, alla fine delle due
ultime sedute, Royal Dutch Shell ha accettato di pagare
15,5 milioni di dollari per porre fine al contenzioso. Un accordo che la compagnia anglo-olandese
sta cercando di far passare per sua pura magnanimità,
continuando a bollare le accuse come false e a non ritenersi
colpevole dei fatti ad essa imputati. Di questo denaro,
stando alle affermazioni di Paul Hoffman, uno dei legali
delle famiglie Ogoni,
5 milioni
andranno in un trust a
beneficio del popolo Ogoni, il resto agli avvocati e alle famiglie delle vittime.
Il popolo
Ogoni è stato vittima di tante atrocità
Shell
ovviamente non è l’unica compagnia petrolifera ad essere
coinvolta in scandali di questo tipo. L’americana
Chevron, per esempio, rischia di dover pagare fino a
16 miliardi di dollari di risarcimento
alle popolazioni dell’Equador per quella che è stata definita “la Chernobil dell’Amazzonia”, un massiccio
inquinamento dovuto alla precedente gestione dei giacimenti
da parte di Texaco (acquisita da Chevron nel 2001) che
avrebbe causato migliaia di morti per malattie correlate.
La “nostra”
Eni (e nostra lo è,
visto che lo Stato italiano ne è con il Ministero delle
Finanze e la Cassa Depositi e Prestiti tra gli azionisti
principali), quinto gruppo petrolifero mondiale per giro
d'affari, dietro a Exxon Mobil, BP, Royal Dutch Shell e
Total, invece non è da meno. Sia in Congo, nel giacimento di
M’boundi, che nel delta del Niger, sta creando non pochi
problemi sia all’ambiente che soprattutto alle popolazioni
locali, in particolare a causa della pratica del gas flaring
(sul quale anche la trasmissione Report ha eseguito un
interessantissimo reportage), che consiste nel bruciare il
gas naturale che esce dai pozzi petroliferi a cielo aperto.
Ciò causa malattie respiratorie, piogge acide e inquinamento
dell’aria e delle acque.
Quello che è accaduto a New York, per quanto possa sembrare
poco (e forse lo è, visto le dimensioni dei disastri
socio-ambientali spesso causati dai colossi petrolchimici) è
comunque un passo avanti verso la fine dell’impunità delle
grandi compagnie.
La patrica
del gas flaring consiste nel bruciare il gas naturale che
esce dai pozzi petroliferi a cielo aperto
Secondo il
World Resource Insitute, infatti, la sopravvivenza delle
industrie estrattive oggi non può più prescindere
dall’adempimento delle proprie responsabilità in campo
ambientale e sociale: ONG attive, governi più attenti e
un’opinione pubblica più sensibile renderebbero impossibile
‘farla franca’.
Un passo avanti, abbiamo detto, una piccola soddisfazione,
addirittura una vendetta (come l’ha definita lo stesso
figlio di Saro-Wiva ) che però non va alla radice del
problema. Problema che verrebbe appunto sradicato solamente
se/quando le società dei consumi e della crescita economica
a tutti i costi (energivore per antonomasia e “drogate” di
idrocarburi) si dovessero riuscire ad emancipare da un uso
smodato di energia e di merci da consumare ad un ritmo
sempre più elevato. Il che, di conseguenza, le porterebbe ad
emanciparsi anche dall’eccessivo bisogno di risorse quali
gli idrocarburi, dei quali esse sono spesso povere.
La fine del consumo forsennato e del dogma della crescita
illimitata comporterebbe la fine della nostra assuefazione
da fonti fossili di energia. E darebbe fine a molti problemi
riguardanti i diritti umani, l’ambiente e le migrazioni che
ne conseguono.
VACCINAZIONI
PEDIATRICHE: L'INFORMAZIONE E' LA MIGLIO DIFESA ... di Valerio Pignatta
822 pagine di dati, tabelle, citazioni bibliografiche,
grafici, analisi cliniche, riassunti di studi, panoramiche
storiche, note legali sul mondo delle vaccinazioni e degli
effetti collaterali anche gravi che ne derivano. Il libro
“Le vaccinazioni pediatriche. Revisione delle conoscenze
scientifiche”, di Roberto Gava, si propone di essere una
guida completa per il lettore.
Quali sono i possibili effetti collaterali dei vaccini?
Quando qualcuno prova a fare chiarezza intorno al tema
vaccinazioni e tenta di informarsi su possibili effetti
collaterali di cui magari ha sentito parlare per vie
traverse, trova solitamente un muro compatto di
ostruzionismo, se non minacce di spaventose conseguenze a
livello di salute e legali, da parte del mondo sanitario
istituzionale.
Eppure, per chi invece riesce a superare lo scoglio iniziale
e il tabù
mediatico-sanitario si aprono orizzonti di sconfinata
profondità che attingono direttamente a quella ricerca
scientifica di cui i sostenitori dei vaccini millantano la
conoscenza ignorando però in realtà le mete che nel
frattempo essa ha raggiunto. C'è infatti un gap sempre più
ampio tra i risultati della ricerca nei laboratori e il
sapere esercitato dai medici nei lori studi e negli
ambulatori. Io credo ci sia un ritardo che si aggira intorno
ai dieci-quindici anni. La scoperta del sistema difensivo e
antinvecchiamento umano basato sull'ossido nitrico, che ha
consentito al suo scopritore, il
prof. Louis J. Ignarro, di conseguire il premio Nobel per la medicina nel 1998, ancora per la
maggior parte ignorato dai medici, può esserne un esempio
eclatante.
Anche nel
mondo dei
vaccini
le informazioni di cui disponiamo oggi
sulla loro nocività ed inefficacia sono veramente tante e
schiaccianti. E assolutamente scientificamente fondate.
Il
dott. Roberto
Gava, medico specializzato in cardiologia,
farmacologia clinica e tossicologia medica che ha lavorato
più di dieci anni in ambiente universitario, ha portato a
termine e dato alle stampe un volume, Le vaccinazioni
pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche, di più
di 800 pagine in cui raccoglie e illustra anni di ricerche e
di bibliografie e abstract di studi sugli effetti
collaterali dei vaccini, le malattie che possono
slatentizzare, il giro d'affari che condiziona la ricerca
che risponde alla logica economico-commerciale, la mancata
farmacovigilanza, i danni da adiuvanti (mercurio,
alluminio), i meccanismi del sistema immunitario nonché i
sistemi naturali per proteggere l'organismo evitando
l'immunizzazione artificiale.
Le vaccinazioni pediatriche. Revisione delle conoscenze
scientifiche, di Roberto Gava, costituisce una panoramica
sul mondo dei vaccini
Una riflessione di partenza che fa il dott. Gava, e a mio
parere molto importante per considerare tutta la questione,
ma di cui si è persa la consapevolezza, è che il compito
della medicina dovrebbe essere quello di
aiutare gli esseri umani a crescere sani
e con un
sistema immunitario in grado ai affrontare non solo una
decina di malattie infettive (e solo per qualche anno dato
dalla durata di copertura del vaccino, quando funziona) ma
da tutte le malattie infettive, anche quelle che ci saranno
in futuro.
E questo non si ottiene cercando di otturare una falla in un
qualche maldestro modo mentre allo stesso tempo se ne aprono
altre proprio in conseguenza della violenza che si è usata.
Si tratta di
rafforzare l'organismo con uno stile di vita adatto, evitando farmaci intossicanti e
ricorrendo a un'alimentazione corretta.
Le condizioni ambientali del pianeta stanno peggiorando a
vista d'occhio e le
patologie cui può incorrere l'uomo oggi
sono sempre più numerose e tendenti a cronicizzare per l'elevato impatto tossico che mangiare, bere
e respirare comporta.
L'assenza quasi
totale di attività fisica fa il resto. Se poi aggiungiamo la somministrazione di farmaci e vaccini,
oggi anche geneticamente manipolati, è chiaro che non si può
pensare che l'ottica della pillola (o iniezione che sia)
magica possa mutare realmente il panorama medico generale e
salvaguardare la salute degli individui. Anzi, l'utilizzo di
vaccini a virus vivi attenuati manipolati geneticamente
espone in modo concreto al rischio di creazione di nuovi
virus mutati caratterizzati da nuove proprietà e capacità
patogene che potrebbero essere in grado di resistere ai
normali trattamenti profilattici e terapeutici oggi
previsti.
Come conclude il dott. Gava, dunque, si può affermare che:
«il progresso scientifico ha contribuito a nutrire in noi
una tale presunzione scientifica o pseudoscientifica per cui
crediamo di conoscere già tutto della fisiopatologia del
nostro organismo, mentre siamo ancora molto ignoranti.
Le informazioni di cui disponiamo oggi sulla nocività ed
inefficacia dei vaccini sono veramente tante e schiaccianti
Il nostro corpo ha raramente bisogno di un aiuto esterno
innovativo, mentre avrebbe quasi sempre bisogno di essere
aiutato a
mantenere, potenziare o attivare i
normali meccanismi di autodifesa che esistono già in noi
e che, ne sono certo, sono enormemente
superiori sia a quelli che oggi conosciamo sia a quelli che
possiamo anche solo prevedere alla luce della attuali
conoscenze». (p. 786).
Quindi di fronte alla questione vaccinazioni sì o
vaccinazioni no in ultima analisi il dott. Gava consiglia
di:
- non farsi prendere dalla paura;
- non avere fretta di decidere;
- non accontentarsi della parole dette da chiunque;
- verificare le informazioni di persona;
- informarsi, leggere, cercare.
Cercate la verità, la vostra, quel qualcosa che sentite come
più probabile secondo il vostro modo di pensare e in
sintonia con il vostro retroterra culturale ed emotivo. Non
siete uno standard. Siete unici.
VACCINAZIONI: UNA
BOMBA A OROLOGERIA? ... di Massimi Mazzucco
Pubblichiamo
una casistica che riguarda soprattutto il nuovo vaccino
obbligatorio per l’epatite B. Suggeriamo vivamente la
lettura di questo testo a chi ha figli piccoli, a chi sta
per averne, e a chi conosce persone con figli piccoli.
Essere informati è un diritto, e in certi casi informare
diventa anche un dovere.
Ricordiamo infine che nessuna medicina è veramente
“obbligatoria”, poichè una imposizione di questo genere è
contraria all’articolo 32 della Costituzione, che dice “La
legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal
rispetto della persona umana.” Ed infatti esistono esenzioni
da qualunque “obbligo” di questo genere, solo che il nostro
medico di base si dimentica regolarmente di dircelo.
“Pietro e’ nato il 31/12/1999, perfettamente sano. Il
22/03/2000 ha effettuato la prima vaccinazione obbligatoria,
pentavalente come caldamente consigliato dalla pediatra:
Difterite-tetano-pertosse, Epatite B, Polio. Dopo 4 ore dal
vaccino, Pietro ha iniziato un pianto lamentoso che non si è
mai interrotto fino a mezzanotte. Poi ha iniziato a muovere
i piedi con una strana pedalata, sguardo assente verso
l’alto, rifiutando latte o altro. Il giorno dopo lo portiamo
in ospedale. Due giorni dopo …in sala di rianimazione.
Encefalite con insufficienza respiratoria. Ora, settembre
2000, Pietro è cerebroleso con lesioni sparse su tutta la
corteccia cerebrale, cieco, non usa le mani, non sta seduto
ed è epilettico. Ha in media quattro crisi al giorno che lo
riducono a uno straccio. I medici hanno negato che la causa
di tutto sia stato il vaccino. Non hanno trovato altre
cause. Siamo usciti dall’ospedale senza diagnosi. Nessuno ci
ha però richiamato per fare le altre dosi dei vaccini.
Verona.
CODICE: 00064
Viviamo in provincia di Bologna e riportiamo il caso della
nostra figlia adolescente. Nell’aprile del 1997 le venne
somministrata la prima dose di
vaccino antiepatite B, nella mattinata. Il pomeriggio accusò
dolori muscolari, contratture e il suo sguardo era assente
come se stesse per collassare. Il giorno dopo aveva ancora
indolenzimento e contratture agli arti inferiori e astenia;
andò a scuola ma l‡ ebbe una crisi epilettica e fu portata
di corsa all’ospedale di Porretta. Vi rimase tre giorni.
Dopo altre due settimane a scuola accusò perdita dell’udito,
dell’orientamento e dell’equilibrio. La sera ebbe una crisi
epilettica violenta e fu ricoverata all’ospedale di Bologna
dove rimase un mese. La risonanza magnetica era negativa.
Per due anni assunse psicofarmaci antiepilettici e ora (a
distanza di tre anni dai primi sintomi) le rimangono alcune
psicosi particolari, anche se le crisi sembrano essere
sparite.
Ora ho richiesto l’esonero dalle successive due dosi di
antiepatite e ho richiesto che venga effettuata la
segnalazione di presunto evento avverso che non era stata
fatta al momento dei fatti.
CODICE: 00063
Desidero segnalarVi un piccolo caso clinico in occasione
della 1a
vaccinazione obbligatoria, epatite b,
difterite, polio e tetano fatta a mia figlia Chiara il 2.7.1999 all’età di tre mesi :
Sul punto
della vaccinazione, sul lato anteriore della coscia destra è
comparsa, poco tempo dopo, una piccola macchia di colore
marrone chiaro.
Fortunatamente non ci sono stati altri
effetti collaterali. Non sono seguite altre vaccinazioni, in
quanto ho fatto presente all’ASL competente che:
• non è stata fatta alcuna anamnesi,
• non è stata fatta alcuna visita pediatrica preventiva,
alla domanda se esistevano effetti collaterali, il medico ha
risposto negativamente, • il medico non si è qualificato,
• infine non è stato rilasciato alcun libretto vaccinale
e pertanto la ASL è stata informata che non si intendeva
proseguire con le vaccinazioni di legge.
Dopo un incontro con il direttore generale della ASL, tra
l’altro molto cordiale, e dopo aver informato il pediatra
curante che si è complimentato con il sottoscritto
confessando la sua inferiore preparazione in merito rispetto
alla mia (!!) ho ricevuto una lettera della ASL nella quale
si riportavano casi di difterite in Russia ed in Afghanistan
e pertanto era necessario non abbassare la gurdia,
invitandomi eventualmente a cambiare opinione.
La piccola chiara gode di ottima salute probabilmente grazie
ad una alimentazione sana e quasi biologica al 100 % e
probabilmente, grazie alla benevolenza del nostro Signore.
La piccola macchia è aumentata in proporzione alla crescita
della bambina e sembra dovuta, diagnosi del pediatra … ad
una mancanza di melanina…
CODICE: 00062
Siamo di Giulianova, in provincia di Teramo. Nel marzo del
1997 nostra figlia riceve la sua
prima dose di vaccinazioni a 3 mesi di vita. Le somministrano le quattro
obbligatorie più la pertosse, senza però specificarci che
quest’ultima non è obbligatoria e senza farci firmare nessun
consenso.
La bimba era sanissima e di peso notevole. Il pomeriggio
stesso della vaccinazione la bimba comincia ad avere
violente scariche diarroiche con muco, è nervosa,
irrequieta, non dorme la notte per parecchio tempo.
Il giorno dopo la bimba al risveglio
presenta una
macchia rossa tra il naso e gli occhi. Nei giorni successivi ha vomito, cala
di peso, si consuma.
Lo facciamo presente al pediatra di base e a quello dove ci rechiamo a
pagamento e ci dicono che è normale, che non ci sono
problemi e che sicuramente non è colpa del vaccino. Siamo
costretti ad anticipare lo svezzamento per cercare qualche
cibo che la bimba riesca ad assimilare e nel giro di due
mesi la situazione si stabilizza un pochino. Al sesto mese
la portiamo alla Usl per la seconda dose di vaccini;
raccontiamo al medico quanto accaduto ma questi ci dice che
la vaccinazione non c’entra nulla e che si può proseguire
col ciclo. La vacciniamo e ricomincia tutto daccapo; non
assimila più nessun cibo, cambiamo costantemente gli
alimenti perché dopo averne ingerito uno non lo tollera più
una seconda volta. La bimba cala nuovamente di peso, ha
scariche diarroiche con muco. A 1 anno di età la portiamo da
un immunologo-allergologo fiorentino.
Dopo averle fatto degli accertamenti, ci dice che la bimba ha i villi
intestinali danneggiati, le gammaglobuline basse e
l’istamina urinaria alta. Redige anche un certificato con il
quale si sconsigliano altre vaccinazioni poiché potrebbero
causarle persino choc anafilattico.
Lentamente la bimba si riprende. Ad un
certo punto la Usl ci sollecita per fare la terza dose e ci
sollecita anche, senza dirci che sono facoltative, a
somministrarle antimorbillo-parotite-rosolia. Ci dicono che
i certificati che abbiamo non valgono nulla e che si deve
vaccinare per forza. Noi rifiutiamo.
A 1 anno e mezzo di età accade poi che la
bimba abbia un collasso, con tremori e pallore, dopo
somministrazione di tachipirina, che il pediatra ci aveva
prescritto per una febbre a 37,5&Mac176;.
Non appena la febbre ha invece modo di salire, la bimba si riprende e dopo
24 ore è guarita. Ciò ci induce ancora maggiore prudenza.
Concordiamo un check-up che la bimba fa con un day-hospital.
Richiedo che la bimba faccia di nuovo gli esami eseguiti a 1
anno, ma i medici rifiutano e cercano di convincermi a
vaccinarla, dicendomi che l’immunologo che aveva visto in
precedenza la bambina era incompetente. Noi rifiutiamo. La
pediatra di base, in separata sede, successivamente ci darà
ragione.
Ora chiederemo l’esonero dalla terza dose di vaccinazioni
CODICE: 00060
Nostro figlio Luca e noi abitiamo a Comacchio, in provincia
di Ferrara. Il bambino è nato sano il 16/06/92 e ai 3 mesi
di vita abbiamo iniziato il ciclo vaccinale.
A 6 mesi è
stata praticata la seconda dose (antipolio,
antidifto-tetanica, antiepatite B e antipertossica) e a 9
mesi la terza dose.
Solo dopo abbiamo saputo che la terza dose dovrebbe
essere somministrata a 11 mesi. Tre giorni dopo la terza
dose di vaccini al bimbo è venuta una febbricola che non se
ne andava; è durata mesi senza che nulla gli facesse effetto
e senza che nessuno ci sapesse dare indicazioni.
Prima della vaccinazione si reggeva già
in piedi e cominciava a dire qualche parolina, era sveglio e
attento. Improvvisamente, dopo l’inizio di quella febbricola
tenace, perse la coordinazione degli arti, non si reggeva
più in piedi.
Malgrado le resistenze del nostro medico di
base che ci definiva paranoici, abbiamo fatto ricoverare il
bimbo all’ospedale, poi in una clinica privata a Bologna
specializzata in neurologia e anche con day-hospital a
Padova. Alla TAC risultò che il
cervelletto era danneggiato.
A Bologna una dottoressa mi disse, durante
un colloquio a quattr’occhi, che sicuramente era stato il
vaccino a causare il problema e che ne vedevano moltissimi
di bimbi ridotti così dopo le vaccinazioni. Ma, quando le
chiesi di mettermi per iscritto quanto mi aveva detto, si
tirò indietro su indicazione del primario.
La diagnosi du encefalopatia in corso di definizione e risultò che il bimbo
aveva focolai di sofferenza alla sostanza bianca con inizio
di demielinizzazione.
Malgrado tutto ciò, la Usl mi obbligò, dicendomi che altrimenti mio figlio
non sarebbe potuto andare a scuola, a somministrare al
bambino anche la
quarta dose di antipolio nel 1999. Ora il
bimbo soffre di una tetraplegia irreversibile
e abbiamo inoltrato richiesta di
indennizzo. Non si può andare avanti così, bisogna che
qualcuno si renda conto di ciò che sta accadendo a tanti
bambini.
CODICE: 00059
Abitiamo in provincia di Vicenza e nostra figlia ora ha 18
anni. Alla fine di marzo del 1983 la bambina ricevette la
prima dose di vaccino antipolio di tipo Sabin.
Subito dopo la bimba ha cominciato a
mostrare disturbi che prima non aveva e a poco a poco è
andata peggiorando. Dopo molte insistenze abbiamo ottenuto
di farle screening specifici e si sono resi conto che c’era
stato un
problema al sistema nervoso.
Inoltre la fontanella le si era chiusa prestissimo (a 7 mesi), dopo la
seconda dose di vaccino, provocandole un microencefalismo.
La bimba ha poi manifestato
crisi epilettiche e gravissime difficoltà di deambulazione.
E’ stata poi operata ai piedi in tenera
età, ma ora vive sulla sedia a rotelle. Ha un ritardo
gravissimo e non riesce a pronunciare che poche parole.
CODICE: 00058
Ho 26 anni, nel 1992 ho frequentare la Facoltà di Medicina e
Chirurgia, per questo motivo nello stesso anno sono stata
sottoposta a
vaccinazione obbligatoria antitubercolare
ed antiepatite B.
Tre anni dopo mi è stata diagnosticata la
sclerosi multipla, una malattia demielinizzante altamente invalidante a
probabile patogenesi autoimmune. Ho avuto problemi di
deglutizione, formicolii ed insensibilit‡, vertigini e
problemi alla vista, inoltre tanta stanchezza e depressione.
Nell’estate 1998 per caso mi trovavo in Francia; un’amica mi
diede un volantino nel quale era descritto ciò che mi era
accaduto e metteva il tutto in relazione con la vaccinazione
contro l’epatite B.
Nello stesso periodo, sempre in Francia, ho conosciuto un medico che mi ha
confermato questa diagnosi; ha inoltre messo in relazione la
dermatite allíorecchio esterno, di cui soffrivo dal primo anno di
Università, con la
vaccinazione antitubercolare.
Oggi, a due anni di distanza, sto bene e sento che sto
recuperando tutte le mie energie.
Sono stata curata omeopaticamente con antidoti per i vaccini
e con sostanze che mi permettessero di drenare, e quindi di
eliminare tutte le tossine che erano state introdotte nel
mio organismo.
CODICE: 00057
Abitiamo nella provincia di Venezia e abbiamo un figlio che
ora, al settembre 2000, ha 3 anni.
Nostro figlio
ora è sordo ed è accaduto tutto dopo la quarta dose di
antipolio.
Ha ricevuto la quarta dose con vaccino
Sabin orale nel maggio 1999; dopo un mese ci siamo accorti
che non rispondeva più, che non capiva, aveva lo sguardo
assente quando gli parlavamo. Prima della vaccinazione il
bimbo parlava, rispondeva, era attivissimo e sveglio. Dopo
la vaccinazione improvvisamente non coglieva più nulla. Lo
abbiamo portato dal pediatra il quale ci ha detto che
eravamo genitori ansiosi e che il bimo nona aveva nulla. Ma
continuavamo a vedere che c’era qualcosa che non andava.
Anche le maestre dell’asilo ci dicevano che il bimbo
apparentemente non sentiva. Abbiamo allora insistito e alla
fine abbiamo portato il bimbo a Padova e là ci hanno
diagnosticato una
ipoacusia bilaterale grave, ossia il bimbo era diventato sordo da entrambe le orecchie. Ci dissero che
sulla coclea vi erano cellule morte e che non si sarebbero
rigenerate. Ora il bimbo adopera una protesi e ha recuperato
un pò di udito. Provvederemo a fare richiesta di indennizzo.
CODICE: 00056
Mia figlia è
nata il 6/10/94 al termine di una gravidanza senza problemi
con parto eutocico, indice di apgar alla nacita =10,
allattata al seno; ha presentato uno sviluppo psicomotorio
normale sino all’età di 3 mesi ed è stata sottoposta alle
vaccinazioni obbligatorie + antipertosse in data 29/12/94
(in questa occasione è stato presentato un “bilancio di
salute” stilato dalla pediatra della bambina completamente
normale). Qualche giorno dopo la bimba ha presentato un
piccolo episodio di assenza con sguardo fisso e rossore in
volto della durata di pochi secondi notato dalla mamma ma
non riconosciuto come una convulsione; a distanza di qualche
giorno il papà nota un episodio analogo cosicchè la bambina
viene ricoverata al locale ospedale in data 10/01/95. Qui
vengono eseguiti: prelievo sanguigno, EEG, ECG, FO, tutti
negativi; il giorno 11/01 la bambina continuava ad avere
crisi convulsive di breve durata che si risolvono
spontaneamente (crisi toniche generalizzate con deviazione
degli occhi e salivazione abbondante) viene trattata con
valium per via rettale. il 12/01 la bambina non presenta
crisi ed il giorno successivo viene dimessa. Il 15/01/95 a
seguito di una crisi epilettica più forte delle precedenti
con cianosi e clonie agli arti, la bambina viene ricoverata
urgentemente alla Clinica pediatrica del Policlinico
Monteluce di Perugia; qui rimane per un mese durante il
quale ha crisi pressoché quotidiane nonostante
l’impostazione immediata di una terapia antiepilettica
polifarmacologica.
Viene dimessa
il 15/02/95 con le seguenti conclusioni diagnostiche; TC
cerebrale: quale unico reperto si segnala un modico aumento,
rispetto all’età,delle dimensioni delle cavità cisternali a
livello frontale bilateralmente; RMN cranio: bilateralmente
in sede frontale ed in minor misura a livello temporale e
parietale si rileva un aumento di volume degli spazi
cisternali per un’atrofia cerebrale prevalentemente
frontale, il corpo calloso ha uno spessore lievemente
inferiore alla norma soprattutto nelle porzioni anteriori,
il segnale della sostanza bianca è indicativo di una
maturazione mielinica normale per l’età, regolari le
dimensioni delle cavità ventricolari. EEG: crisi elettriche
occipitali dx e a “bascule” nel sonno paradosso, alterazioni
parossistiche specifiche multifocali intercritiche nel sonno
lento. Ricerca Ab specifici (torch): negativi per infezioni
recenti.ECG nella norma. Ricerca per disturbi del
metabolismo negativa. Terapia consigliata: Fenobarbital,
rivotril gtt, sabril cp.
Una volta tornata a casa la bambina
continua ad avere 3-4 crisi al giorno e le sue condizioni
sono globalmente molto scadenti, la bambina è molto torpida,
ha scarsa motilità spontanea e nessuna organizzazione
posturale. Il 7/4/95 viene ricoverata presso l’Istituto
neurologico di Milano per approfondimento diagnostico e
tentativo di aggiustamento terapeutico. Si inizia la
terapia con dintoina e frisium
che inizialmente comporta una netta
regressione delle crisi fino alla scomparsa per circa una
settimana, in questo periodo la bambina si mostra più
sveglia e migliorano leggermente la motilità spontanea e il
controllo del capo, permane tuttavia molto compromessa la
vigilanza e la partecipazione all’ambiente. Durante questo
ricovero la bambina viene sottoposta a vari ECG, risonanza
magnetica, esami metabolici che confermano sostanzialmente i
risultati degli esami effettuati a Perugia. Nell’ultimo
periodo della degenza, probabilmente in relazione
all’assestamento farmacologico, ricompaiono episodi critici
con importante componente tonica.
Il 28/4/95 la bambina viene dimessa con la terapia prima
citata ed inizia un programma di riabilitazione globale
presso il Centro territoriale. Da allora è seguita
dall’Istituto ….. presso cui ha effettuato controlli annuali
ed altri due brevi ricoveri, sono state provate diverse
terapie antiepilettiche, ma nessuna è riuscita a bloccare a
lungo (più di qualche giorno) le crisi; parallelamente le
successive RM mostrano un aggravamento dell’atrofia
cerebrale. Oggi la bambina ha quasi 6 anni, presenta un
ritardo psicomotorio grave con ipoposturalità, con una
completa mancanza di autonomia personale ed ha attacchi
epilettici pressoché quotidiani.
La terapia attuale è: Depamag cp 200 mg (1+1+2)
Tegretol CR cp 200 mg (1+1+1).
Nessuno ci ha saputo dire se la bambina è nata con questa
atrofia cerebrale, o se è sopraggiunta dopo; se alla base
del suo grave stato di salute attuale vi sia una malattia
degenerativa oppure se sono state le crisi a causarlo e se i
vaccini possono essere stati la causa.
CODICE: 00055
Nostro figlio e’ nato il 19.10.76 ,presso l’ospedale civile
di Vicenza, in seguito a gravidanza normale e parto
normale.e’ stato dimesso la settimana successiva dopo i test
di rito, tutti nella norma. Qualche giorno dopo la
somministrazione della
prima dose di
vaccino avvenuta il 17.1.77, e’ colto da febbre,
in apparenza un normale stato febbrile, come capita sovente
ai bambini. Compare successivamente, dopo un paio di giorni
di malessere la
prima crisi epilettica.
Il Primario diagnostica una
Sindrome di West.
Da allora si sono susseguiti, per nimerosi
anni, peregrinaggi da una clinica all’altra, nel tentativo
di liberare nostro figlio dalla morsa delle numerosissime
crisi, giornaliere, ma soprattutto notturne. Piano, piano
iniziamo a rassegnarci; nel frattempo nasce il nostro
secondo figlio, nonostante qualche specialista ci avesse a
piu’ riprese scoraggiato. Il nostro secondo figlio, gode
oggi di ottima salute.
Quattro anni fa, il neurologo che da anni
segue il primogenito, ci rilasca in una circostanza casuale,
un certificato nel quale dichiara, che VEROSIMILMENTE il
danno subito e’ riconducibile al vaccino.
Frettolosamente, metto insieme le carte che riesco a trovare, chiedo le
cartelle cliniche depositate presso l’ospedale di VI, e
prendo disordinatamente i primi contatti. Un signore di
Verona, segnato profondamente, dal caso dei suoi tre figli,
mi esorta a contattare un noto virologo, a Napoli.
Quest’ultimo, vista la documentazione, conferma l’ipotesi
del neurologo. Nel frattempo prendo conoscenza
dell’esistenza della
legge 210/92, i cui termini, erano scaduti. Invio
comunque la documentazione ed attendo la convocazione. Nel
dicembre del 97, dopo un anno e mezzo di attesa, il
primogenito viene sottoposto a visita presso l’ospedale
militare di VR, dalla commissione medica militare. Due anni
dopo il Ministero della Sanita’ ci comunica l’esito, fin
troppo prevedibile. Abbiamo, ad ogni modo, avviata la
pratica di ricorso, allegando l’esito di prove di
laboratorio effettuate in breve tempo, che assumono
particolare rilevanza a sostegno della ns. tesi, ma
francamente, non nutriamo alcuna aspettativa. Un anno fa un
funzionario della locale ASL ci aveva consigliato di
rivolgerci ad un legale, ma l’ipotesi di ingaggiare una
battaglia con l’ASL ci scoraggiava, cosicche’, abbiamo
smesso di roderci. Ho vinto il desiderio di imbracciare il
megafono anche quando lo scorso anno, ci recammo presso il
tribunale dei minori di VE, dove fummo convocati per fornire
spiegazioni al ns, diniego di sottoporre il secondogenito al
vaccino anti-epatiteB.
In quella circostanza mi feci due ripide rampe di scale, con il primo figlio
in carrozzella, mettendo in serio pericolo la sua e la mia
incolumita’, nella speranza di riuscire a fare almeno
arrossire il Giudice. Oggi di fatto ci troviamo con
l’esercizio della patria potesta’, affievolito e stiamo
aspettando che l’ASL ed Il tribunale dei minori smettano di
scaricarsi la patata bollente.
CODICE: 00054
Mio figlio ha manifestato il
diabete a causa del vaccino antiepatite B.
Noi viviamo nella provincia di Vicenza. Il
bimbo aveva 11 anni quando il 13/10/98 ha ricevuto la prima
dose di vaccino antiepatite B; la seconda gli e’ stato
somministrata il 17/11/98. Entrambe le dosi sono state
somministrate a scuola. Nel mese di gennaio ‘99 il bimbo ha
cominciato a dimagrire, aveva sempre sete, continuamente, in
modo non normale. Il nostro medico mi ha ipotizzato il
diabete che poi e’ stato diagnosticato al bimbo durante il
ricovero avvenuto il 26 gennaio ‘99. Quando ho parlato della
correlazione con il vaccino i medici mi hanno riso in faccia
e mi hanno detto che la cosa non era nemmeno da discutere.
Malgrado la malattia si fosse gia’ manifestata, i medici
hanno proceduto anche con la terza dose il 20/04/’99, sempre
a scuola, senza nemmeno chiedere niente alla famiglia. In
settembre il bimbo e’ stato ricoverato di nuovo ed ora e’
dipendente dall’insulina.
CODICE: 00053
Ero sana e facevo un lavoro che mi piaceva molto prima di
ricevere le tre dosi di
vaccino
antiepatite B che mi hanno cambiato la vita. Sono
infermiera e vivo nella provincia di Verona. La prima dose
di antiepatite B mi e’ stata somministrata nell’ottobre
1991; qualche ora dopo ho cominciato ad avverire una
grandissima stanchezza che e’ durata per mesi. Nel dicembre
‘91 ricevo la seconda dose di vaccino; al medico presente
avevo descritto i sintomi precedenti ma sono stati
completamente ignorati. 15 giorni dopo la seconda dose mi e’
comparsa una tendinite che poi si e’ aggravata.
Ho subito anche alcuni ricoveri dopo
essere passata dal pronto soccorso per sofferenze veramente
gravi. Avevo anche fatto presente di essere allergica
all’alcool denaturato
che contiene mercurio e sapendo che l’Engerix
B, vaccino da me ricevuto, lo contiene ne avevo informato i
medici che hanno perÚ ignorato questa cosa.
Dopo la terza dose le cose sono andate peggiorando con tendiniti sempre piu’
frequenti, scosse tonico-cloniche, febbre alta.
Mi hanno curata con immunosoppressori e
cortisonici senza successo. Con l’andare del tempo ho
manifstato sempre piu’ allergie; ora sono allergica a quasi
tutti i metalli, a moltissimi civi, a moltissime sostanze
chimiche e quasi tutti i farmaci di sintesi. Per curarmi
spendo ogni anno dai 10 ai 20 milioni; avevo chiesto alla
Usl di poter ottenere la mutuabilita’ di qualche cura ma mi
hanno rispsto picche, devo pagarmi tutto di tasca mia. Ho
inoltrato la richiesta di indennizzo come previsto dalla
legge 210/92 ma dopo tre anni non sono ancora stata chiamata
nË ho ricevuto alcuna risposta. Nel ‘93 mi hanno anche
scoperto un’allergia al thimerosal. Ora mi hanno cambiato
mansioni in ospedale, ho continua stanchezza che mi
impedisce una vita normale, non sono autonoma, non riesco a
guidare, ho problemi articolari e di coordinazione; ma
ancora nessuna diagnosi precisa. Ho anche tentato di
mettermi in contatto con l’associazione per le malattie rare
del Veneto ma mi hanno impedito di avere accesso
all’associazione stessa e nessuno mi da indicazioni per
poter segnalare il mio caso.
CODICE: 00052
Siamo due genitori di Cernusco sul Naviglio provincia di
Milano vogliamo raccontare la nostra esperienza vissuta con
la nascita di nostro figlio ALBERTO nato IL 26/08/80.
Alberto nato a termine, sano con indice di Apgar 10 normali
tutti gli automatismi primari e pianto validi.
Somministrazione della prima vaccinazione
antipoliomelite Sabin
13-11-80, 15-01-81, 02-06-81, 19-10-82.ecc.
ecc.
Dai tre mesi Alberto ha presentato
eczema al volto e alle mani in seguito ascessi ripetuti in regione
occipitale, viene
visitato in una clinica di MILANO ma nessuno pensa alla
correlazione con la vaccinazione. In seguito, nonostante i
sintomi precedenti viene sottoposto alle ulteriori
vaccinazioni.
All’età di 6 mesi allarmati dal fatto che Alberto non
riusciva a tenera la posizione seduta, abbiamo consultato
una neuropsichiatra infantile, la quale ci liquida
minimizzando il problema. Alberto ritarda a parlare, a
camminare e nonostante fosse seguito da un servizio di
neuropsichiatria (SIMEE) di Milano nessuno è capace di porre
una diagnosi. Viene consigliato una psicoanalisi infantile
che Alberto segue per 4 anni con frequenza di 4 sedute alla
settimana.
Si parla solo di ritardo psicomotorio ma nessun cenno alla
vaccinazione. Alberto viene ricoverato più volte in ospedali
di Milano per l’accertamento della causa del suo ritardo
psicomotorio ma viene dimesso sempre senza una diagnosi.
Nessuno parla di vaccinazioni nonostante fosse l’unico
evento nuovo nella vita di Alberto.
Alberto continua ha presentare rinite allergica, eczema,
ritardo psicomotorio e nonostante questo viene sottoposto ad
ulteriori richiami della vaccinazione. Per 18 anni Alberto
abbiamo vissuto nel tormento di non poterci dare una
spiegazione del perché nostro figlio avesse questo ritardi
psico motorio.
Potete immaginare il nostro stato d’animo in questi 18 anni
di calvario nei meandri delle varie terapie.
Oggi Alberto è invalido al 50% ha frequentato le scuole
dell’obbligo con sostegno e ha pagato un prezzo altissimo
non solo per il danno subito ma anche per le umiliazione
subite dai suoi compagni. Come se fosse responsabile egli
stesso del suo disturbo.
Oggi abbiamo una relazione che dimostra inequivocabilmente
il nesso causale tra la vaccinazione e il ritardo
psicomotorio.
Abbiamo sporto denuncia in base alla legge 210/97 e siamo in
attesa di essere chiamati dalla commisione medico
ospedaliera.
Abbiamo voluto raccontarvi la nostra storia perché a
tutt’oggi siamo sconvolti dal fatto che una pratica che
dovrebbe essere preventiva come le vaccinazioni possa essere
usata con così tanta leggerezza da parte delle istituzioni
pubbliche alle quali con fiducia noi genitori abbiamo
affidato i nostri figli.
CODICE: 00051
Nostro figlio Giorgio (abitiamo a Varese) nasce il 25/11/96
con parto spontaneo ed è sano. Gli somministrano antibiotici
perché il mio tampone vaginale è positivo, anche se il suo
risulta poi negativo. Il 28/11 il medico che lo segue mi
dice che il piccolo ha una lieve asimmetria dei ventricoli
con aumento di quello sinistro, ma che la situazione non
preoccupa. Mi dice poi che è un neonato iper-eccitabile, ma
non accenna a ciò che scopriamo dopo e cioè che presenta
tremori incontrollati e un ipertono degli arti e che a due
minuti dalla nascita ha presentato bradicardia con bisogno
di ossigeno da mascherina. Il 19/12 torniamo all’ospedale
per una visita di controllo e la dottoressa presente ci
accenna alle condizioni descritte sopra, poi afferma che la
circonferenza cranica del bimbo e troppo aumentata. Si
provvede ad un eco-encefalo che non fa rilevare variazioni
dell’asimmetria. Anche la rigidità agli arti sembra
migliorare. Il 20/02/97 ci presentiamo all’ufficio
vaccinazioni per la prima dose di obbligatorie ma gli
operatori ci dicono che, vista la situazione del piccolo,
non si prendono la responsabilità di procedere; occorre un
certificato che liberi loro dalla responsabilità. Il medico
che segue nostro figlio redige un certificato dove il bimbo
viene dichiarato vaccinabile semza problemi. Dopo la prima
dose notiamo che il bimbo tende a mantenere il capo piegato
verso destra o verso sinistra. Il 7/04/97 nuova visita di
controllo: asimmetria ventricolare invariata
all’eco-encefalo, ma il capo non si regge sul collo e pende
sempre da una parte. L’8/04/97 seconda dose di vaccinazioni
obbligatorie. La sera stessa è irritabilissimo e piange
disperatamente; poi si addormenta di colpo e non si riesce
più a svegliarlo. Il giorno dopo presenta febbre (37,5°) e
dorme ininterrottamente senza mangiare. Il terzo giorno
continua a dormire e lo portiamo dal pediatra con
preoccupazione, ma questi afferma che non c’è nulla di cui
preoccuparsi. L’11/04/97 la febbre passa a 38,5°. Nel
pomeriggio ci fa visita un’amica infermiera che ci parla dei
possibili effetti osservati dopo le vaccinazioni e a
possibili crisi epilettiche. Cominciamo ad osservare il
piccolo di continuo. Dopo mezz’ora la prima crisi: diventa
tutto rigido, lingua all’insù, sguardo fisso per pochi
secondi. Lo facciamo ricoverare per controlli e lo tengono
in osservazione dopo avergli somministrato sedativi. Altra
crisi la notte successiva: sguardo fisso, deglutisce, la
fontanella è piena e pulsante e rimane così per molto tempo.
Viene trasferito in un ospedale più attrezzato; la
asimmetria ventricolare appare inalterata. Nel frattempo il
bimbo ha crisi che durano anche molte ore. Viene quindi
trasferito in rianimazione , dove gli vengono somministrate
dosi alte di sedativi e viene intubato per paura di un
arresto respiratorio. Da quel giorno è iniziata la nostra
tragedia; non è più stato bene, è stato intubato due volte
ed è divenuto soggetto a frequenti complicanze respiratorie
fino alla broncopolmonite. Assume farmaci pesantissimi:
Depakin, Frisium e Sabril, anticonvulsivanti e
antiepilettici, ed ha maturato una dipendenza da
psicofarmaci con conseguenti psicosi.
CODICE: 00050
Ragazzo 24enne, in buona salute (prima…).
Dopo vaccinazione MMR riporto formicolii estesi a tutti
gli arti, seguiti da indolenziomento e dolore muscolare,
alle articolazioni e alle ossa.
Gli esami effettuati (sangue e RMN) risultano nella norma.
Oggi, a distanza di più di un anno, NON posso ancora dire di
essere guarito, anzi…
Invito quindi chiunque sia a conoscienza di casi simili o
informazioni maggiori a contattarmi senza indugio.
CODICE: 00049
Mia figlia ha ora 20 mesi e qualche settimana fa ha avuto
una diagnosi di
mielite trasversa ed è quindi
immobilizzata nelle gambe.
Tutto è cominciato
dopo la vaccinazione eseguita a 15 mesi il 21/9/99 durante la quale ha ricevuto una dose di
antimorbillo-parotite-rosolia insieme
alla quarta dose di Triacelluvax (antidifterite-pertosse-tetano.
Abitiamo nella provincia di Vicenza e la
nostra Ausl ha somministrato a nostra figlia (come risulta
nel libretto vaccinale) ha somministrato a nostra figlia
quattro dosi di trivalente DPT a 3 mesi, 5 mesi, 7 mesi e 15
mesi. A 15 mesi, invece, secondo una recente circolare del
Ministero della Sanità, avrebbe dovuto ricevere solo
difterite-tetano e non certamente il vaccino contenente
anche la componente pertossica. Non sappiamo ancora se
quanto è accaduto alla bambina possa essere imputato a
questo errore o ad una reazione avversa post-vaccinale che
si sarebbe verificato anche senza componente pertossica.
Comunque segnaleremo il fatto alla magistratura. La bimba,
15 giorni dopo la vaccinazione del settembre ‘99, ha avuto
febbre oltre i 38°. Dopo una settimana è ricomparsa la
febbre con vomito. Il giorno dopo, 15/10/99, la bimba non
appoggiava a terra il piede sinistro, poi progressivamente
nel giro di pochi giorni ha perso completamente il movimento
volontario delle due gambe. E’ stata ricoverata all’ospedale
dove sospettavano una zoppia, ma tutto era negativo. Ha poi
cominciato a non muovere nemmeno il busto e non riusciva più
a mantenersi seduta. E’ sopraggiunto poi il dolore alle
anche e alla schiena. Sono state eseguiti rachicentesi e
risonanza magnetica; le sono stati somministrati Endobulin,
Aulin e metilprednisolone. Subito le era stata fatta una
diagnosi di
sindrome di Guillain-Barré,
ma poi a Padova ci dicono che è più
probabile una mielite trasversa. A Padova viene ricoverata
nel novembre ‘99 e presenta qualche miglioramento nel
movimento delle dite del piede destro. L’elettromiografia
conferma la mielite. Ora sta eseguendo fisioterapia a
Vicenza e riesce a stare seduta da sola. Stiamo preparando
gli incartamenti per la richiesta di risarcimento del danno
da vaccino e per esposto-querela alla magistratura per
segnalare elementi che non ci convincono.
CODICE: 00048
Mio figlio ha subito, con molta probabilità, una
lesione cerebrale a seguito di reazione
alle vaccinazioni obbligatorie.
E’ nato regolare ed ha avuto uno sviluppo regolare fino al 4° mese.
successivamente è caduto in uno stato di otrpore generale
con una diffusa ipotonia muscolare. Gli accertamenti clinici
eseguiti hanno eveidenziato attraverso la TAc e RSM una
calcificazione salina in una zona profonda del cervello di
origine, per il momento, ignota. Tutti gli altri esami
clinici eseguiti, compresi la ricerca di possibili malattie
genetiche portatrici della citata patologia , hanno avuto
esito negativo.
Mio figlio ha un processo di mielizzazione apparentemente
ritardato.vi sarei grato se qualcuno potrà segnalarmi casi
analoghi con la medesima patologia.
Oggi mio figlio ha 10 mesi e sta eseguendo un programma di
riabilitazione fatto di stimolazioni sensoriali che, sta
dando qualche risultato, tuttavia non può ancora stare
seduto, non tiene ancora il capo eretto e non riesce a
strisciare sul pavimento.
Ovviamente non ha ancora sviluppato le capacità prensili.
Segnalo che nei primi 4 mesi di vita, dopo una gravidanza ed
un parto assolutamente normali, il bambino rideva, muoveva
gli arti, aveva una postura assolutamente regolare e si
portava le mani in bocca succhiando il pollice, dopo la
vaccinazione eseguita alla fine del mese di luglio lorenzo
non ha più fatto tali cose addirittura regredendo dal punto
di vista psico motorio.
per due mesi circa lorenzo è stato come un bambolotto di
pezzo immobile.
Ora con la terapia di stimolazione sensoriale, ha
ricominciato a muovere gli arti.
CODICE: 00047
Nine years ago I took my ten month old daughter to get her
first immunizations.She got a dpt hib and oral polio.For
seven days she was fine, then I put her down for a nap,she
woke vomiting. The third time she was sick there seem to be
a small amount of blood, we went to the Dr office they
didn’t like the way she looked so we went to the hospital,
there she vomited again this time a lot of blood. We were in
a small town it didn’t take long for the Dr to decide he
couldn’t handle what ever this was so she was care flighted
out. The only thing he knew was her blood sugar was high.
When I got to the hospital she was very lethargic, the Dr’s
had been running lots of test they couldn’t find anything
but she was getting sicker all the time. I ask if this could
be from the shots and was told no. They checked her for
streptococcus b, h influenza ,s. pneumonia, meningitides,
e.coli all were negative. At one time about twelve hours
after we got to the hospital, she sat up and screamed like I
never herd before,she didn;t seem to see me , the nurse said
she was hallucinating. Her kidneys were failing, and her
platelets were low. The Dr decided she had hemolytic uremic
syndrome, she said she could treat it.The next morning she
died.Ten days after her first shots, my very normal, never
been sick daughter was gone. nine years ago I found an
article about h.u.s. that linked it to immunizations.
I would appreciate any information.
CODICE: 00046
Mio figlio è nato nel 1996. Il 9/04/98 ha ricevuto la
vaccinazione Sabin 3°dose. Il 29/04/98 avevamo notato che gli
si era gonfiato un
linfonodo retro angolo mandibolare destro (linfoadenomegalia). Il 30/04/98 gli
abbiamo fatto fare un’ecografia di tipo
reattivo-infiammatorio di probabile origine virale.Compare
anche la febbre 37°, viene somministrato l’antiinfiammatorio
Niflan, il linfonodo si riduce ma non scompare (rimane
stabile a 8mm di diametro). Il 31/08/98 Il linfonodo si
ingrossa ulteriormente (15mm) e ritorna la febbre a 38° che
non scende con la Tachipirina. Dopo la visita del pediatra
si somministra Augmentin ma il bambino collassa con 34.2° di
temperatura che risale dopo circa 8 ore a 35,9°. Il
linfonodo diminuisce ma non scompare come precedentemente e
rimane a circa 8mm di diametro. 7/12/98 Il linfonodo si
ingrossa (15mm) e compare febbre che sale progressivamente
fino a 39.9° e non scende con la Tachipirina. Dal Day
Hospital si riscontrano 20000 globuli bianchi di tipo
reattivo infiammatorio e la VES molto alta. Viene
somministrato Rocefin fiale (6 iniezioni) +Niflam per 5
giorni; la febbre passa e il linfonodo si riduce (non
scompare) a circa 7-8 mm di diametro. Il 05/05/99 ritorna la
febbre a 38° il linfonodo si ingrossa nuovamente (Niflam
supposte per 5 giorni ) si riduce ma non scompare del tutto.
Nel giugno ‘ 99 Il bimbo dovrebbe fare il 4° richiamo
antipolio ma su indicazione del pediatra non viene
somministrato.
Nel luglio ‘ 99 Il linfonodo scompare e non ritorna la
febbre.
Gli esami del Day Hospital, dove è stata
fatta un’accurata ricerca sia dei virus che dei batteri ha
dato esito negativo (il prelievo è stato fatto in fase
acuta) il risultato è stato che il bimbo non aveva virus e
batteri conosciuti in circolo, ma l’adenite era molto
probabilmente derivante da un virus però non identificato.
Il pediatra del Day Hospital ha indicato
tre possibili alternative:
1) Presentare un’ autocertificazione (legge Bassanini) che
deve valere per la prima visita scolastica e in futuro.
2) Fare ugualmente il 4° richiamo, ma con il vaccino Salk
(che non servirebbe se non per motivi burocratici).
3) Eseguire il prelievo per la ricerca di anticorpi della
polio.
CODICE: 00045
Ho avuto una esperienza figliare molto importante,
ortunosamente risolta, dopo somministrazione di
antipolio, desidero mettere le informazioni in mio possesso a disposizione di
genitori con casi simili ed eventualmente creare una
associazione di genitori.
CODICE: 00044
Matteo ha effettuato la
vaccinazione antiepatite B
il 04.10.1999.
Dopo un mese ha effettuato il primo richiamo. La sera stessa ha accusato
conati di vomito, che si sono ripetuti nei tre giorni
successivi. Attualmente soffre di inappetenza ed insonnia
(fatica ad addormentarsi), mai avuti prima della vaccino
profilassi.
Nè il Pediatra, nè l’Ufficiale Sanitario hanno fatto
regolare segnalazione alle Autorità Sanitarie competenti di
queste reazioni avverse alla vaccinoprofilassi!!!
CODICE: 00043
Massimo, godeva di sana e robusta costituzione fisica.
Il 05.10.1999 è stato sottoposto a
vaccinazione per l’Epatite B.
Dopo un’ora
dalla vaccinazione ha accusato cefalea acuta (mai sofferto
dicefalea), vomito, pallore e debolezza.
Dal giorno dopo è subentrato uno stato astenico che si
protrae a tutt’oggi.
Anche in questo caso, dopo un mese, l’Ufficiale Sanitario
voleva effettuare il richiamo nonostante le riserve dei
genitori.
I genitori si sono rifiutati e, visto che Massimo stenta a
riprendere lo stato di salute che possedeva prima della
vaccinazione, si sono indirizzati alla terapia omeopatica.
Nè il Pediatra, nè l’Ufficiale Sanitario hanno fatto
regolare segnalazione alle Autorità Sanitarie competenti di
queste reazioni avverse alla vaccinoprofilassi!!!
CODICE: 00042
Davide, godeva di sana e robusta costituzione fisica.
Il 04.10.1999 , Davide si è sottoposto alla
vaccinazione per L’Epatite B.
Dopo 48 ore è subentrata
spossatezza non comune e astenia. Dopo quattro giorni forti coliche
addominali ed è stata diagnosticata una Mononucleosi(+Rotovirus
+ Adenovirus).
E’ quindi subentrata congiuntivite e vitiligine.
E’ assente qualsiasi predisposizione ereditaria (nessun
precedente familiare).
Dopo un mese nonostante il persistere di tale
sintomatologia, l’Ufficiale Sanitario intendeva praticare la
seconda dose, e di fronte alle resistenze dei genitori li ha
minacciati di denuncia al Tribunale.
Attualmente Davide segue terapia omeopatica per cercare di
limitare i danni.
Nè il Pediatra, nè l’Ufficiale Sanitario hanno fatto
regolare segnalazione alle Autorità Sanitarie competenti di
queste reazioni avverse alla vaccinoprofilassi!!!
CODICE: 00041
Sono una ragazza di 33 anni e abito a Verona. Per anni ho
fatto la volontaria per la Croce Rossa e proprio per questo
motivo ho fatto volontariamente la
vaccinazione antiepatite B.
La prima dose è stata somministrata nel novembre 1992, poi
successivi richiami. Da sottolineare che sono sempre stata
una ragazza forte e di sana e robusta costituzione. Nelle
prime 24 ore dopo la vaccinazione ho cominciato ad accusare
una
generale
stanchezza, pesantezza, malessere, mi girava anche la testa.
Subito dopo, nei giorni successivi, mi sono
comparsi dolori articolari che sono andati crescendo di
intensità; erano diffusi in tutto il corpo e avevo forti
contratture alla schiena. Per due anni i dolori sono stato
fortissimi, poi nei tre anni successivi sempre intensi ma un
po’ di meno. Segnalai la cosa ai medici ma tutti mi dissero
che erano dolori psicosomatici, che ero una malata
immaginaria, che era tutto dovuto all’umidità della città in
cui vivevo. Quando nominavo la vaccinazione e la
correlazione così strettà tra quella e la comparsa dei
sintomi tutti mi davano della pazza. Successivamente ai
dolori cominciai anche ad avere difficoltà a ricordare
qualsiasi cosa e difficoltà di concentrazione. Nel 1995 mi
sono comparsi i primi disturbi di vista; il mio medico mi
disse che erano norali mosce volanti dei miopi. Io vedevo
sempre peggio e ad un certo punto mi rivolsi a degli
specialisti. vedevo reticoli, macchie e tutto era torbido.
L’oculista mi indirizzò all’ospedale. Lì mi diagnosticarono
una
vasculite retinica emorragica con tracce
di vasculite precedente trascurata. Feci un sacco di analisi; mi dissero che non poteva essere esclusa la
relazione con la vaccinazione e che in letteratura c’erano
alcuni casi simili al mio comparsi dopo vaccinazione
antirpatite B. Ma nessuno me lo mise mai per iscritto. Mi
fecero delle iniezioni di cortisone negli occhi. Poi iniziai
cure omeopatiche e fitoterapiche e la mia qualità della vita
migliorÚ notevolmente. Mi scoprirono poi un’allergia al
thimerosal e mi dissero che l’unica fonte di
ipersensibilizzazione era stata la vaccinazione. Da allora
mi sono comparse anche allergie a numerose sostanze
chimiche, tra cui i disinfettanti. Comiciarono a
rimarhginarsi male tutte le più piccole ferite, avevo
congiuntiviti e orzaioli ricorrenti e infezioni alle prime
vie respiratorie. Ora mi hanno accennato ad una para-uveite,
ma nessuno mi vuole mettere la diagnosi per iscritto e mi
hanno detto che presento un quadro clinico di autoimmunità.
Nello stesso periodo in cui sono stata vaccinata io, Ë stata
vaccinata anche un’infermiera del mio distretto che ha
riportato un inizio di sclerosi.
CODICE: 00040
Sono una signora di 33 anni e abito nella provincia di
Padova. All’età di 14 anni, per il mio libretto di lavoro
(ero stata assunta come commessa) il medico di base mi
raccomandò caldamente di sottopormi alla
vaccinazione antitetanica.
La prima dose la ricevetti il 3/9/80, la seconda il 3/10/80
e la terza il 13 /12/81. La primavera successivaiva , cioè
nel 1982, cominciai ad avvertire
formicolii persistenti al braccio destro,
dal mignolo fino all’ascella.
Queste crisi duravano circa 20-30 giorni e si ripresentavano a fasi alterne.
I medici mi dissero che probabilmente avevo preso una botta
e che non dovevo preoccuparmi. Intanto, nei mesi che
seguirono, i formicolii aumentarono e si estesero anche alle
gambe, all’altro braccio e allo stomaco. Ancora una volta mi
diedero risposte del tipo: Ë un fatto psicosomatico, oppure
che ero allergica alle maglie di lana. Ebbi varie ricadute e
le crisi erano sempre più forti e più lunghe. Fino a che nel
nevmebre del ‘95 decisi di farmi ricoverare perché volevo
scoprire cosa avessi. Mi fecero tutti gli esami e alla fine
mi fecero un prelievo del liquor e mi diagnosticarono la
leucoencefalomielite. Mi prescrissero terapia cortisonica
sintomatica. Io avevo fatto presente ai medici che tutto era
cominciato dopo quelle tre dosi di vaccino antitetanico ma
mi dissero che ero pazza e che l’ipotesi era assurda. Il
19/8/86 il mio meddico mi consigliò di nuovo di sottopormi
al
richiamo dell’antitetanica. Subito dopo la vaccinazione ebbi un
peggioramento evidente; i formicolii divennero intensissimi
accompagnati da astenia generale e diplopia all’occhio
sinistra. Fino a che nell’89 sopraggiunse una paresi
facciale, andata in remissione parzialmente ma di cui porto
ancora i segni.
Venni ricoverata di nuodo in neurologia a Padova e mi prescrissero cortisone
e interferone. Camminavo male, rimaneva la diplopia e i
formicolii proseguirono anche dopo che fui dimessa
dall’ospedale. Io continuavo a dire che ero peggiorata dopo
l’ennesima antitetanica ma si rifiutavano di ascoltarmi.
Nel 1994 ebbi poi una gravidanza, durante i primi due mesi
mi fecero assumere cortisone, ma fortunatamente la bambina
non ne ha risentito. Ora mi hanno riconosciuto una
invalidità dell’80%, posso fare a mala pena qualche
lavoretto in casa, cammino male, non ho la perfetta
coordinazione di braccia e gambe e ho problemi di
equilibrio. Ora ho intenzione di farmi produrre i
certificati necessari per chiedere il risarcimento del danno
e interessare la magistratura per lesioni colpose.
CODICE: 00039
Mio figlio Leonardo, è nato da una gravidanza regolare con
parto eutocico.
E’ stato allattato al seno fino a tre mesi. Ha avuto una
crescita regolare.
Al sesto mese, circa, ha iniziato lo svezzamento con
alimenti naturali e biologici.
A dodici mesi ha iniziato a camminare con sicurezza e a
ventiquattro aveva già una notevole proprietà di linguaggio.
Dopo svariati rinvii, per opposizione di noi genitori,
subisce le prime vaccinazioni obbligatorie il 18.03.1993. Si
nota solo una leggera inquietudine post vaccinale.
I richiami vengono effettuati il 29.04.1993 e il 25.11.1993
La mamma nota in me inquietudine e irregolarità
nell’appetito e nel sonno.
Nel maggio del 1995, dopo un taglio di capelli, si nota,
sulla sua nuca una piccola zona calva, nel frattempo alterno
momenti di astenia a momenti di ipereccitabilità.
Il dermatologo diagnostica una forma di alopecia e prescrive
una lozione stimolante per il cuoio cappelluto.
La perdita dei capelli continua lenta ed inesorabile e sono
sempre più nervoso con problemi di intestino, mentre non mi
ammalo con facilità, nonostante frequenti l’asilo nido dal
20°mese e poi la scuola materna.
Unica malattia infettiva la pertosse, superata senza
problemi. Nel gennaio 96 viene visitato a Monselice e una
dottoressa consiglia il mineralogramma.
Il risultato dell’esame diagnostica una carenza di tutti i
minerali buoni ed un
ECCESSO DI
MERCURIO.
Si cerca di capire la causa andando per esclusioni. Anche
mia mamma effettua il mineralogramma che risulta normale.
Il bambino non è entrato in contatto con il mercurio nè con
l’ambiente, nè con l’alimentazione, ma solo con la vaccino
profilassi e, fino ad oggi, non è riuscito a smaltire questa
sostanza tossica. Dopo una cura, di circa un anno, con
rame-manganese-ferro per riequilibrare l’organismo e con
mercurium vivus 9ch, per contrastare l’azione tossica, il
mineralogramma tende a normalizzarsi ( il mercurio si è
abbassato e i valori dei minerali buoni si sono innalzati).
Leonardo si stà riequilibrando con l’intestino e con
l’umore, ma la crescita dei capelli è lentissima e tutt’oggi
non ha ancora la sua chioma.
CODICE: 00038
Sono la mamma di un ragazzino di 11 anni che è stato
sottoposto alla prima dose di vaccino
antiepatite B. Abitiamo nella provincia di Padova. Il
7/10/99 ha ricevuto la prima dose e a poche ore di distanza
ha cominciato ad
accusare febbre a 38, mal di testa,
astenia, colorito giallo itterico associato a pallore, mal
di stomaco e difficoltà digestive, inappetenza. Ho telefonato subito al medico di base, il quale mi ha detto che era stata
la vaccinazione, che può essere pericolosa ma che non c’è
nulla da fare in quanto è obbligatoria. Non ha nemmeno
voluto vedere il bambino e mi ha preparato la richiesta per
un analisi del sangue. Ora termineremo gli accertamenti
perché quello che è accaduto pare essere una
sindrome epatitica post-vaccinale. Chiederemo l’esonero dalle
somministrazioni successive. E abbiamo preteso dal medico
che segnalasse l’evento avverso come previsto dalla legge
sulla farmacovigilanza.
CODICE: 00037
Abito nella provincia di Reggio Emilia e mia figlia ora è
cerebrolesa
a causa delle vaccinazioni. Mia figlia è
nata sana del peso di 3,250 Kg il 31/03/85. Fece la prima
dose di vaccini a tre mesi. Dopo la seconda dose a sei mesi
(compresa l’antipertossica) divenne assai irrequieta, le
venne la febbre alta e piangeva in maniera persistente. A 4
mesi e nei mesi successivi scoprii che non riusciva a
reggere il capo. La situazione pegiorò dopo la seconda
somministrazione. La portai all’ospedale di Mantova ma
sbagliarono la diagnosi, non riconobbero quella che venne
poi invece riconosciuta come
meningite post-vaccinale. Comaprve un idrocefalo.Chiedemmo un consulto al primario del reparto
dell’ospedale di Mantova, ma la sera dell’aggravamento aveva
una cena con amici e non si rese disponibile; venne il
giorno dopo. Ci dissero che erano irrimediabilmente i centri
nervosi. A Verona venne operata due volte e le salvarono la
vita. Ora è cieca, cerebrolesa e mangia con un sondino che
le porta il cibo allo stomaco. Non volevo più fre alcuna
vaccinazione ma nella mia Ausl mi intimidirono pesantemente;
fortunatamente il neurologo che la segue ha confermato che
la bimba corre seri rischi se prosegue le vaccinazioni. Ora
ha 16 anni, ma vive come un vegetale. Nessuno mi riconosce
alcun diritto.
CODICE: 00036
Sono la madre di una bambina
morta nel 1995 a causa delle complicazioni riportate dopo la seconda seduta
vaccinale
effettuata a
sette mesi.
Abito nella provincia di Rieti e solo ora mi sento in grado
di raccontare quanto accaduto. Il 19/11/1994 mia figlia ha
ricevuto la seconda dose di vaccinazioni obbligatorie oltre
all’antipertossica. Dopo qualche ora, la sera stessa, ha
cominciato ad avere delle crisi che si possono descrivere
cosÏ: sbarrava gli occhi, si irrigidiva tutta, cominciava a
tremare e a digrignare i denti. La notte si sono ripetute e
anche il giorno dopo. Tra una crisi e l’altra la bambina
pareva riprendersi. PoichË era accaduto al venerdÏ, il
sabato e la domenica non trovai nessun medico che la
vedesse. Il lunedÏ la portai dal mio pediatra di base. In
day-hospital le feci fare una serie di accertamenti
diagnostici in cliniche private a pagamento, perchË con la
sanit‡ pubblica avrei dovuto aspettare settimane. Fece un
elettroencefalogramma e le diagnosticarono la sindrome di
West ma dissero di non essere sicuri. Mi dissero anche che
sospettavano un tumore e le fecero una risonanza magnetica.
Ma a livello cerebrale non uscÏ nulla. Intanto un professore
neurologo di un ospedale di Roma dove la portai mi disse che
non era nulla, che ero io troppo agitata. Ma tutto questo
non passava mai. La bambina andava peggiorando a vista
d’occhio. Nel corso di qualche mese non poteva più mangiare
e fui costretta ad alimentarla col sondino e si manifestÚ
una progressiva tetraplegia. Intanto continuavo a passare da
un medico all’altro e nessuno ci capiva nulla. Fino a che un
aiuto di un primario romano mi disse che era stato il
vaccino a causare una sindrome degenerativa del sistema
nervoso; ma non volle mai scriverlo nË certificarlo. Dopo
sei mesi dalla prima risonanza gliene fcero un’altra e mi
dissero che il tessuto cerebrale della bambina stava andando
incontro ad una degnerazione progressiva e inarrestabile
ipotizzararono un’altra sindrome ma nessuno era mai sicuro
di nulla. Il 7 luglio 1995 andai ad un controllo da un
professore di un ospedale romano che mi disse ancora una
volta che non era nulla. La sera stessa la bimba entrÚ in
coma; non si risvegliÚ più fino alla morte sopraggiunta
nell’agosto 1995. Nessuna diagnosi venne confermata; gli
fecero persino un prelievo del’epidermide che mandarono a
fare analizzare negli Usa, ma non ne venne fuori nulla. Io
non ho mai avuto giustizia.
CODICE: 00035
Oggi ho 39 anni e da quando avevo pochi mesi, in seguito
alla
vaccinazione antipolio, ho riportato una
gravissima forma di paralisi flaccida da
vaccino. Il mio è un
caso particolare perchè la mia malatttia deriva dal vaccino
Salk, anzichè some spesso accade dal Sabin. Infatti il lotto
somministratomi apparteneva a quei numerosi lotti di Salk
immessi sul mercato con virus non sufficientemente
inattivato quindi ancora virulento. Sul fatto in letteratura
ho trovato molte pubblicazioni; lo stesso Jonas Salk, dopo
quell’incidente, pubblicÚ un articolo dove insegnava le
corrette procedure per l’inattivazione. Insomma, tra il ‘58
e il ‘63 tanti furono i lotti di Salk a creare questi dani e
io sono stata una delle persone penalizzate. A tre mesi nel
1960, in aprile, mi somministrarono la prima dose di
vaccino. Dopo qualche giorno cominciai ad avere febbre alta,
rigidit‡, per tutta una notte rimasi immobile, potevo
muovere solo gli occhi, mi ha raccontato tante volte mia
madre. Poi le mie mebra divennero flaccide, senza tono. Fui
ricoverata in ospedale dove riconobbero il danno e vi rimasi
quasi un anno tra il reparto delle malattie infettive e la
riabilitazione. La paresi mi aveva colpita ad entrambe le
braccia e le gambe e anche al tronco. Il ricovero avvenne
all’ospedale di Venezia, dove allora abitavo; ora risiedo a
Fidenza. Dopo una decina di operazioni, ora ho recuperato
quasi del tutto l’uso di una gamba, l’altra Ë ancora molto
deficitaria e mi Ë rimasto il piede equino. Le braccia le
muovo malissimo e in maniera scoordinata. In un primo tempo
avanzai domanda di risarcimento per il danno subito e mi
dissero che ero fuori tempo. Poi riaprirono i termini e mi
accettarono la domanda. Nel marzo 1999 ho fatto la visita
alla commissione medica militare a Bologna; non mi hanno
nemmeno guardato in faccia, non mi sono nemmeno tolta il
cappotto. Mi hanno detto che ci vorr‡ almeno un anno per
avere una risposta. Intanto mi hanno negato
l’accompagnamento.
CODICE: 00034
Ho appena superato i 40 anni e mi è stata diagnosticata
qualche anno la
sclerosi multipla. Ecco quanto mi è accaduto e perché
ritengo che la mia malattia sia dipesa da un vaccino. Nel
1975 sono stato sottoposto alla
vaccinazione antitifica. Immediatamente dopo, era trascorsa qualche ora, ho iniziato ad avere forti
crampi muscolari che sono durati parecchie settimane. Dopo
quell’episodio non ci ho più pensato. Nel 1984 mi sottopongo
di nuovo alla vaccinazione (per via parenterale) e subito
dopo ricompaiono i crampi fortissimi. Peraltro, qualche mese
prima mi era stato diagnosticato anche il
diabete e da allora mi curo con l’insulina. Quando
mi sono presentato all’ufficio vaccinale il medico di turno
ha deciso, proprio per il diabete presente, di
somministrarmi solo metà dose; non mi sono poi mai fatto
somministrare l’altra metà. I crampi stavolta durano di più
fino a che, una notte, chiamo la guardia medica perché ho
perso la coordinazione degli arti. Il medico mi suggerisce
la visita da un neruologo. Poiché nelle settimane successive
il peggioramento era continuo tanto da impedirmi di
camminare, mi reco da un neurologo che mi ricovera
immediatamente a Sassari (io sono di Cagliari). Mi fanno
l’esame del liquor e mi accennano ad una sospetta sclerosi
multipla. Non smettevo di peggiorare e mi ricoverano di
nuovo a Gallarate, dove la diagnosi viene confermata.
Comincio ad assumere cortisone, mi seguono per 3 anni poi
passo ad un Centro specializzato di Cagliari, dove la
dottoressa che mi ha preso in cura si è messa le mani nei
capelli quando ha visto che ero stato vaccinato nell’84
malgrado le mie condizioni, secondo lei, non lo
permettessero. Subito dopo mi ha esonerato da qualsiasi
ulteriore vaccinazione obbligatoria per il lavoro. Nel
novembre 1998 mi sono aggravato e ora non riesco a camminare
per più di 40-50 metri senza cadere. All’ultima visita mi è
stato riferito che è comparso un idrocefalo, ma nessuno mi
vuole operare per timore che possa morire sotto i ferri. Mi
hanno anche negato l’assegno di accompagnamento benché mia
moglie sia costretta perfino a lavarmi e vestirmi. Ora sto
preparando le carte per intentare una causa e chiedere il
risarcimento del danno.
LA NOSTRA AFRICA ...
di Lino Bottaro
Otto
paesi africani, insieme ad Emergency, porteranno al G8 un
nuovo modello di crescita e di relazioni internazionali:
puntare in alto non solo si può, ma si deve. Intervista a
Gino Strada
Un nuovo modello di sanità, di relazioni internazionali, di
sostegno ai paesi africani. A San Servolo, Venezia, si
discute di come sia più utile portare assistenza sanitaria
in Africa. Ma si discute anche di pace, tra ministri di
Paesi che sono - ancora oggi - in guerra tra loro.
Otto Paesi che presto proporrando agli otto grandi del mondo
una nuova via per crescere. Insieme.
Come siete
riusciti a mettere attorno a un tavolo i rappresentanti di
governi storicamente in guerra fra loro?
Non solo storicamente sono ancora in guerra fra loro. Ma a
dire la verita’ non e’ stato cosi’ difficile: abbiamo
chiesto loro di venire a parlare di medicina, di un progetto
comune per l’Africa. La precondizione, naturalmente, e’ che
chi chiede goda di una certa credibilita’. E noi ce la siamo
costruita. In alcuni di questi paesi lavoriamo da anni, come
la Sierra Leone e il Sudan. Altri conoscono il nostro
lavoro. In altri ancora abbiamo lavorato anni fa, come il
Ruanda: il delegato ruandese oggi ha iniziato il suo
intervento ricordando che Emergency e stata una delle prime
organizzazioni ad intervenire dopo il genocidio.
Quindi hanno
accettato subito l’invito.
Si’. E agli incontri non c’e stato nessun tipo di animosita’
o polemica. Sono qui per un progetto di sanita’, per
ragionare insieme su qualcosa che riguarda il loro
continente. La medicina, che sta a meta’ tra arte e scienza,
ha la capacita di agire come una livella. Davanti alla
malattia, siamo tutti esseri umani. Siamo tutti pazienti. Le
avversioni politiche perdono senso. D’altronde, niente di
nuovo per Emergency: da quindici anni ricoveriamo nelle
stesse corsie i pazienti piu disparati.compresi quelli che
fino al giorno prima si sparavano addosso a vicenda. La cosa
molto bella e’ che oggi i rappresentanti di tutti questi
paesi sono stati chiamati ad indicare le loro priorita’
nazionali in materia sanitaria, ma nell’ottica di creare
qualcosa che possa servire anche ai loro vicini. Ed e’
esattamente quello che hanno fatto.
Anche il
modello sanitario proposto e’ nuovo.
Inutile negarlo, c’e’ insoddisfazione, fra le autorita’
sanitarie di questi paesi, rispetto al lavoro di molte
organizzazioni. Perche’ evidentemente e’ un approccio che
non produce grandi risultati. Puo’ rispondere alle
emergenze, ma non costruisce automaticamente un buon sistema
sanitario. Sarebbe bello pensare che un feeding centre, o un
dispensario, di cui pure c’e’ gran bisogno, produca da se’,
negli anni, un centro pediatrico di eccellenza. Non e’ cosi’,
non e’ mai successo. Proviamo l’approccio opposto, proviamo
a pensare a una strategia dall’alto verso il basso. E’ piu’
facile che un centro pediatrico di eccellenza possa produrre
una rete di feeding centres, che non il contrario.
Come e’
successo per il Centro di cardiochirurgia che avete
costruito a Khartoum.
Esatto. Il Centro Salam ha mostrato che l’eccellenza produce
eccellenza. Genera risorse, garantisce l’alta formazione del
personale locale, attrae cervelli, e anche donatori.
Insomma, oggi
a San Servolo abbiamo visto all’opera una diplomazia
sanitaria.
Un esempio leggero. Oggi il delegato ugandese ha ilustrato
la situazione sanitaria del paese. Fra le altre cose,
“stavamo proprio per essere dichiarati “Paese libero da
poliomielite”, e invece e’ stato diagnosticato un nuovo
caso. Veniva dal Sudan”, ha detto scoppiando a ridere. E
Ahmed Bilal Osman, consigliere presidenziale del Sudan, ha
risposto ridendo “si’, ma forse prima era stato in Rwanda”.
E il delegato ruandese pure si e’ messo ridere. Ecco, oggi
in sala nonsono volati coltelli: sono volate idee, e anche
qualche risata.
Qual e’ il
prossimo passo?
I paesi coinvolti presenteranno questo progetto alla
comunita’ internazionale. Prima a Ginevra, alla conferenza
dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’. E poi al G8.
Questo progetto e’ nato su una’isola, a San Servolo. E su
un’altra isola, alla Maddalena, potrebbe trovare i soldi per
partire.
GIORNALISTA
LICENZIATA PERCHE' PUBBLICA SU FACEBOOK UN ARTICOLO SUL
MINISTRO ALFANO ...
di Stefano Corradino
Scrivere
su Facebook può costare il lavoro. Era accaduto qualche
settimana fa in Inghilterra quando la dipendente di una
piccola azienda di logistica di Clacton, aveva affermato che
la mansione che svolgeva era noiosa. Il giorno dopo il suo
datore di lavoro, piuttosto che discutere con lei di come
rendere più stimolante la sua occupazione gli ha consegnato
una lettera di licenziamento con effetto immediato.
L'effetto Facebook si sposta in Italia. Ad Agrigento. Olga
Lumia, 39 anni, è una giornalista del luogo che lavora a
Roma e che, per mantenere il contatto con la sua realtà
aveva deciso di collaborare con la testata giornalistica
locale www.agrigentoweb.it
Una settimana fa, Olga pubblica un link ad un vecchio
articolo de "la Repubblica", che aveva come oggetto il
ministro della Giustizia Angelino Alfano, suo conterraneo.
Non lo fa sulle colonne del quotidiano on line di cui era
stata, recentemente, nominata vicedirettore (e anche in quel
caso non ci sarebbe stato nulla di trascendentale) ma sulla
sua bacheca di Facebook. Uno spazio privato, personale.
Luogo virtuale dal quale ogni giorno milioni di utenti
linkano video, file musicali e articoli dei quotidiani.
Fulmini e saette. Il link fa inalberare editore e direttore.
Lei si scusa, invia perfino una lettera nella quale esprime
il suo dispiacere per aver messo a disagio la direzione. Il
direttore, che avrebbe dovuto liquidare la cosa con una
battuta e una pacca sulle spalle firma il giorno seguente un
editoriale in cui accusa la giornalista di attaccare il
premier e i suoi uomini additandola come "cavallino rampante
che fa cri cri". Così lei sceglie di andarsene, sconcertata
e delusa per un diritto negato alla libertà di parola e di
espressione, esercitato tra l'altro in uno spazio privato.
Le sue dimissioni sono prontamente accolte!
La vicenda ci appare francamente singolare, per non dire
inquietante. A quale titolo viene contestato il diritto ad
una giornalista di indicare l'articolo di un quotidiano
nazionale sulla propria bacheca di Facebook? Quale grave
danno d'immagine avrebbe creato alla sua (ex) testata per
aver pubblicato (ripetiamo, su uno spazio privato!) un pezzo
sul Guardasigilli? Sarà stato lo stesso Alfano (ci auguriamo
di no) a porre il problema dell'incompatibilità della
giornalista o saranno stati i vertici della testata,
autonomamente, a promuovere "l'azione disciplinare" per non
turbare l'amato illustre concittadino?
Ma forse così non è, e si tratta semplicemente di uno
spiacevole equivoco. E in questo caso siamo sicuri che la
direzione e la proprietà della testata reintegreranno Olga
con effetto immediato recapitandole una lettera di scuse. O
che sarà lo stesso ministro Alfano a chiederne la
riammissione, in nome di quei principi, contenuti
nell'articolo21 della Costituzione di cui, come ministro
della giustizia, dovrebbe essere fiero garante e orgoglioso
scudiero.
corradino@articolo21.info
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